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La proposta di reintrodurre la Didattica a Distanza (Dad) per un ipotetico lockdown energetico a maggio è stata respinta con forza da genitori e dirigenti scolastici a Milano. Si temono impatti negativi su apprendimento e benessere degli studenti.

Ritorno alla Dad: un fantasma che riemerge

L'idea di una Didattica a Distanza (Dad) riaffiora con preoccupazione. Già sperimentata durante la pandemia da Covid, la Dad era stata utilizzata anche per problemi specifici come caldaie guaste. Recentemente, è stata considerata per il passaggio della fiaccola olimpica. Ora, il sindacato Anief ha sollevato l'ipotesi di un ritorno alla Dad a partire da maggio. Questo scenario è legato a un possibile lockdown energetico.

La prospettiva ha subito riacceso gli incubi della pandemia. Gruppi di genitori, come il “Comitato AScuola!” di Milano, si sono mobilitati. Questo comitato si era già battuto contro la Dad, ottenendo vittorie legali. La notizia ha generato reazioni immediate, confermando un netto rifiuto.

“Un no deciso” alla proposta di Dad

Il “Comitato AScuola!”, attraverso la voce di Anna Boatti, ha espresso un rifiuto categorico. «Chiediamo che questa proposta non venga nemmeno presa in considerazione», ha dichiarato. Le ragioni sono molteplici e toccano diversi aspetti.

Dal punto di vista energetico, a maggio il riscaldamento è già spento. Pertanto, non ci sarebbe alcun risparmio. Anzi, il consumo elettrico domestico aumenterebbe. Le aule scolastiche beneficiano già di luce naturale. L'ipotesi di costringere gli studenti a casa aumenterebbe l'uso di elettricità nelle abitazioni. Si suggerisce invece lo smart working per ridurre i consumi di carburante dei trasporti pubblici.

Le criticità della didattica a distanza

Sul fronte didattico, l'idea della Dad nell'ultimo mese di scuola è considerata assurda. Questo periodo è cruciale per le valutazioni finali. Soprattutto per gli studenti dell'ultimo anno, è fondamentale per prepararsi all'esame di Stato. La Dad comprometterebbe questo momento decisivo.

Un altro punto dolente sono le conseguenze psicologiche della pandemia. Gli effetti negativi della Dad tra il 2020 e il 2022 sono ancora evidenti. Nonostante ciò, si continua a ipotizzare questa modalità, ignorandone i costi umani. «Il costo sono le vite di bambini e ragazzi», ha sottolineato Anna Boatti. Lei, che è anche insegnante, chiede che la scuola non sia più un sacrificio.

La scuola viene spesso sacrificata per elezioni, eventi sportivi o decisioni adulte. Si chiede un cambio di rotta per salvaguardare l'istruzione, vista come la culla dei futuri cittadini. La scuola merita rispetto e tutela.

Il parere dei dirigenti scolastici

Anche i presidi si dichiarano contrari. Mauro Zeni, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi per Milano e Monza-Brianza, ha bocciato l'idea. «Nessuno ci ha mai paventato questa ipotesi», ha affermato. «Sarei assolutamente contrario alla Dad».

Zeni ha evidenziato che la maggior parte degli studenti e degli insegnanti usa i mezzi pubblici. Il tema del carburante non è quindi centrale. La giustificazione economica del risparmio energetico non regge. Soprattutto, non si può evocare la Dad con leggerezza, visti gli effetti negativi sugli studenti.

L'Anief ha precisato che si trattava di un allarme lanciato dal presidente Marcello Pacifico, non di una proposta ufficiale. Il Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha messo fine alla polemica. Ha dichiarato che la Dad «non è contemplata in alcun modo».