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L'avvocato Carmelo Benenti contesta la validità di centinaia di multe emesse a Milano per transito in corsia preferenziale. La segnaletica con nastro adesivo non sarebbe sufficiente a rendere legale la sanzione.

Multe corsia preferenziale: la contestazione dell'avvocato Benenti

Centinaia di automobilisti e motociclisti milanesi si trovano a fare i conti con una raffica di multe. Queste sanzioni riguardano il transito nella corsia preferenziale della circonvallazione 90-91. Il periodo in questione coincide con le Olimpiadi Milano-Cortina. Molti cittadini ritengono ingiuste queste multe. La loro contestazione si basa su un vizio di forma nella segnaletica. L'avvocato Carmelo Benenti, presidente di Federconsumatori Milano, è tra i più colpiti. Ha ricevuto ben 18 verbali.

Benenti sostiene con forza che le multe non siano valide. La sua argomentazione principale riguarda la modalità di segnalazione del divieto. Secondo l'avvocato, l'uso di nastro adesivo per coprire i simboli sui cartelli stradali non è sufficiente. Non rende legale l'applicazione della norma. Ha dichiarato: «Il Comune farebbe meglio ad annullarli in autotutela». La sua posizione è chiara: la segnaletica non era adeguata a informare correttamente i cittadini.

Segnaletica con scotch: un vizio di forma secondo l'avvocato

La questione centrale riguarda la segnaletica utilizzata durante il periodo delle Olimpiadi. Dal 2 febbraio al 18 marzo, un tratto della corsia preferenziale 90-91 era vietato a motoveicoli, ciclomotori e biciclette. Questa misura eccezionale era stata introdotta per gestire la viabilità durante l'evento sportivo. Tuttavia, la modalità di comunicazione del divieto è il punto dolente. L'avvocato Benenti ha notato che sui cartelli stradali era stato applicato del nastro adesivo. Questo scotch copriva i simboli dei mezzi normalmente ammessi.

I mezzi autorizzati a percorrere la corsia preferenziale includono taxi e mezzi pubblici. Anche moto e scooter solitamente possono usarla. L'avvocato ha spiegato il suo stupore iniziale. Dopo aver ricevuto la prima multa, si è recato sul posto per verificare. Ha constatato la presenza dello scotch sui cartelli. Questo lo ha portato a riflettere sulla validità delle sanzioni. Ha citato precedenti casi di multe annullate per automobilisti in Area B. In quei casi, la segnaletica era ambigua nonostante fosse più visibile. La sua conclusione è che uno scotch su un cartello non possa bastare.

«Se già certe multe prese da automobilisti per essere transitati in Area B non sono state ritenute valide in sede di ricorso nonostante la presenza di cartelli ben visibili in strada», ha affermato Benenti, «figuriamoci in questo caso che valore può avere dello scotch appiccicato sulla segnaletica esistente». Ha inoltre sottolineato che alcuni cartelli luminosi non erano posizionati sulla corsia interessata dal divieto. In alcuni tratti, il nastro adesivo è rimasto anche dopo la scadenza del divieto.

La distinzione tra norma e applicazione pratica

L'avvocato Carmelo Benenti distingue due aspetti fondamentali. Da un lato, la parte normativa. Questa riguarda la misura eccezionale, regolarmente contenuta in una modifica di ordinanza della Direzione Mobilità del Comune di Milano. Dall'altro lato, la parte giurisprudenziale. Questa si concentra su come la regola, pur legittimamente stabilita, è stata applicata nella realtà. È proprio in quest'ultimo aspetto che Benenti individua l'errore.

La domanda cruciale è: questo provvedimento è stato adeguatamente comunicato e segnalato agli utenti? Secondo l'avvocato, la risposta è negativa. «A mio avviso, no», ha dichiarato. Egli ritiene che la colpa non sia del cittadino. Benenti contesta anche la continuatività delle multe. Alcune sanzioni sono state emesse a distanza di pochi minuti l'una dall'altra. Questo a causa della presenza di telecamere tra i varchi. L'infrazione commessa, però, era la medesima. La sua esperienza personale lo porta a sostenere questa tesi con fermezza.

«Io stesso sono una vittima», ha ribadito. La sua percorrenza in scooter è avvenuta da viale Cassala fino a piazzale Lodi. Non ha intenzione di pagare le multe, che ammontano a 58 euro ciascuna se pagate entro 5 giorni. Ha annunciato che presenterà ricorso al Giudice di pace. La sua speranza è che il Comune di Milano annulli le multe in autotutela, evitando così un sovraccarico dei tribunali. L'avvocato invita tutti i cittadini multati a fare lo stesso.

Consigli legali e possibili azioni collettive

L'avvocato Carmelo Benenti non si limita a contestare le multe. Offre anche consigli pratici ai cittadini sanzionati. Suggerisce di non pagare le multe immediatamente, specialmente se si ritiene di avere valide ragioni per contestarle. Il costo di ogni multa è di 58 euro, ridotto a 40,60 euro se pagato entro cinque giorni dalla notifica. Tuttavia, Benenti avverte che pagare potrebbe essere interpretato come un'ammissione di colpa.

Egli invita i multati a rivolgersi ad associazioni di consumatori o a professionisti legali. «Non affidatevi al fai-da-te», raccomanda. Presentare un ricorso richiede una certa conoscenza delle procedure. Un errore nella compilazione o nella presentazione della documentazione potrebbe invalidare il ricorso stesso. Benenti è consapevole che molti cittadini potrebbero pagare per evitare ulteriori complicazioni o costi. Tuttavia, sottolinea che questo potrebbe portare a ricevere altre multe.

Alcuni hanno già pagato le prime multe per «togliersi il pensiero». Ma poi ne hanno ricevute altre, accumulando cifre considerevoli. L'avvocato ritiene ingiusto far gravare questo peso sui cittadini. Anche in caso di vittoria, potrebbero esserci costi legali o spese di compensazione. Per questo motivo, auspica un intervento del Comune. L'annullamento in autotutela risolverebbe la questione in modo rapido ed equo. Benenti sta preparando una decina di ricorsi per conto proprio e di altri cittadini.

Si è discusso anche della possibilità di una class action. Tuttavia, Benenti esclude questa opzione. Ogni caso è a sé, con circostanze specifiche che potrebbero differire. Nonostante ciò, unire le forze è considerato positivo. Presentare numerosi ricorsi contemporaneamente può avere un impatto maggiore. Questo potrebbe spingere le autorità a riconsiderare la loro posizione. La battaglia legale per queste multe è appena iniziata. La posizione dell'avvocato Benenti potrebbe fare scuola per molti altri automobilisti.

Il contesto delle Olimpiadi e la mobilità a Milano

Il periodo delle Olimpiadi Milano-Cortina ha comportato significative modifiche alla viabilità milanese. L'obiettivo era garantire la fluidità del traffico per atleti, staff e spettatori. Le corsie preferenziali sono state spesso oggetto di restrizioni temporanee. La circonvallazione 90-91 è un'arteria cruciale per la mobilità cittadina. La sua chiusura parziale a determinate categorie di veicoli ha generato disagi e, come dimostra questo caso, controversie.

La gestione della mobilità durante grandi eventi è sempre una sfida complessa. Le autorità devono bilanciare esigenze di sicurezza, fluidità del traffico e diritti dei cittadini. In questo caso, la comunicazione delle modifiche sembra essere stata carente. L'uso di nastro adesivo per segnalare divieti temporanei è una soluzione di fortuna. Non garantisce la chiarezza e la visibilità necessarie per una segnaletica stradale efficace. Questo è particolarmente vero in una città trafficata come Milano.

Le normative sulla segnaletica stradale sono rigorose. L'articolo 38 del Codice della Strada stabilisce i criteri per l'apposizione della segnaletica. Questa deve essere chiara, visibile e conforme agli standard. L'uso di mezzi non convenzionali, come il nastro adesivo, potrebbe non rispettare tali requisiti. La giurisprudenza in materia di ricorsi per infrazioni stradali spesso considera la validità della segnaletica. Una segnaletica inadeguata può essere motivo di annullamento della sanzione.

La vicenda solleva interrogativi sulla pianificazione e sull'esecuzione delle misure di mobilità durante eventi di portata internazionale. È fondamentale che le comunicazioni siano inequivocabili. I cittadini devono essere messi nelle condizioni di rispettare le regole. Altrimenti, si rischia di generare un contenzioso diffuso e un senso di ingiustizia. L'invito dell'avvocato Benenti a presentare ricorso è un segnale forte. Molti cittadini potrebbero unirsi alla sua battaglia legale.

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