Milano: maxi sequestro da 27 milioni a Ceva Logistics
Sequestro Ceva Logistics: frode fiscale e manodopera
La Procura di Milano ha convalidato due sequestri preventivi per un valore complessivo di oltre 27,3 milioni di euro nei confronti di Ceva Logistics Italia srl e Ceva Ground Logistics Italy spa. Le società, con sede ad Assago, sono parte di un importante gruppo nel settore della logistica.
L'indagine, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Gdf sotto la guida dei pm Paolo Storari e Daniela Bartolucci, riguarda l'ipotesi di frode fiscale legata all'utilizzo di cosiddetti “serbatoi di manodopera”. Il gip di Milano, Luca Milani, ha confermato la validità dei provvedimenti d'urgenza disposti lo scorso 3 marzo.
Manodopera a basso costo: il meccanismo fraudolento
Secondo quanto emerge dal decreto del gip, Ceva Logistics avrebbe gestito decine di dipendenti esercitando pieni poteri di datore di lavoro, ma senza accollarsi gli oneri contributivi, stipendiali e contrattuali. Questo sistema avrebbe garantito all'azienda una notevole flessibilità e una drastica riduzione dei costi del lavoro.
La società avrebbe beneficiato degli inadempimenti fiscali dei propri fornitori di manodopera, i quali non avrebbero versato l'IVA dovuta. Questo schema illecito, secondo gli inquirenti, non sarebbe il risultato di azioni estemporanee, ma piuttosto di una precisa politica aziendale volta a massimizzare i profitti a scapito dei diritti dei lavoratori e degli obblighi fiscali.
Richiesta interdittiva e indagini in corso
Oltre al sequestro patrimoniale, i pm hanno richiesto per Ceva Logistics Italia srl una misura interdittiva che vieti la pubblicizzazione di beni e servizi per un anno. L'udienza per discutere questa istanza è stata fissata per il 21 maggio.
Nell'ambito dell'inchiesta risultano indagati diversi manager, tra cui Claudio Boschetti, legale rappresentante attuale, Corrado Ferrera e Christophe Boustouller, ex amministratori delegati. Sono indagati anche i manager Rolando Bargigia e Fabrice Barthe, firmatari delle dichiarazioni fiscali.
Le indagini milanesi sui “serbatoi di manodopera” hanno portato, negli ultimi anni, al recupero di oltre un miliardo di euro tramite risarcimenti all'Agenzia delle Entrate e alla stabilizzazione di oltre 54.000 lavoratori precedentemente impiegati in condizioni precarie. L'INPS, inoltre, ha recuperato oltre 116 milioni di euro di contributi omessi.
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