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Dipendenti e clienti della storica libreria Hoepli di Milano hanno organizzato un flash mob per chiedere la salvaguardia dell'attività, attualmente in liquidazione. Nonostante le offerte per acquisire alcune parti dell'azienda, il futuro del negozio e del marchio rimane incerto.

Libreria Hoepli: un simbolo milanese in liquidazione

Nel pomeriggio del 27 marzo, un'iniziativa di protesta ha animato il centro di Milano. I dipendenti della libreria Hoepli, un'istituzione cittadina, hanno sfilato con i loro libri preferiti. L'evento, un flash mob, mirava a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla difficile situazione dell'attività, ufficialmente in liquidazione.

I lavoratori, muniti di copricapi colorati, hanno sfilato sul marmo della libreria, ognuno stringendo un volume caro. Molti cittadini hanno partecipato attivamente, acquistando libri per dimostrare il loro sostegno. Questa mobilitazione è l'ennesima per difendere quello che viene definito un «patrimonio della città». Una petizione online ha già raccolto 60mila firme.

L'evento è stato organizzato dall'Associazione culturale profumo di Milano, con il contributo di Yuko Shimokishi (Kimono) e Gallia e Peter (Balle en tete). La sfilata ha visto la partecipazione di numerosi librai, che hanno voluto così esprimere il loro attaccamento al luogo di lavoro.

Clienti storici esprimono il loro dispiacere

La notizia della liquidazione ha suscitato profonda tristezza tra i clienti affezionati. Maria Pia, una cliente di lunga data, ha espresso il suo dolore: «Ho il cuore pesante». Ha acquistato tre libri, sui quali intende scrivere che sono gli ultimi comprati da Hoepli. «Bisogna fare storia nel proprio piccolo», ha affermato.

Ricorda quando arrivò a Milano, 60 anni fa. La libreria Hoepli fu uno dei suoi primi punti di riferimento. «E ora?», si è chiesta con amarezza. La prospettiva di chiusura incombe, con voci che indicano il 30 aprile come data limite per l'attività.

La solidarietà dei milanesi si è manifestata anche attraverso altre iniziative. Una precedente protesta, descritta come una «rivolta dei libri», aveva già visto la cittadinanza scendere in piazza per opporsi alla chiusura. L'atmosfera è quella di chi ancora spera in un lieto fine, quasi credendo «nelle favole».

Incertezze sul futuro: liquidazione e offerte

Nonostante la sfilata e il sostegno popolare, il futuro della libreria Hoepli resta avvolto dall'incertezza. L'avvocata Laura Limido, incaricata della liquidazione volontaria, ha indicato che entro giugno dovrebbero cessare le attività di vendita e il personale dovrebbe essere congedato. Tuttavia, i librai affermano di non aver ricevuto comunicazioni ufficiali precise.

«Ma noi ufficialmente non sappiamo ancora nulla», hanno dichiarato i dipendenti. Hanno in programma un incontro con l'avvocata il lunedì successivo all'evento. Nel frattempo, continuano a svolgere il loro lavoro con dedizione. È prevista un'ulteriore manifestazione per il sabato seguente.

L'edificio storico, attualmente di proprietà della fiduciaria legata ai fratelli Barbara, Matteo e Giovanni Hoepli, sembra essere oggetto di interesse da parte di un fondo di investimento statunitense. Questo potrebbe rappresentare una possibile via d'uscita, ma i dettagli rimangono vaghi.

Offerte per il ramo editoriale: Mondadori interessata

Sul fronte dell'attività editoriale, la situazione è leggermente diversa. Sono pervenute alcune proposte di acquisizione. Mondadori, attraverso il suo amministratore delegato Antonio Porro, ha presentato un'offerta. Tuttavia, questa proposta riguarda solo una parte specifica dell'azienda fondata 156 anni fa da Ulrico Hoepli.

L'interesse di Mondadori si concentra esclusivamente sul ramo d'azienda relativo all'editoria scolastica. Questo significa che l'offerta non copre l'intera attività, né il marchio storico o la libreria fisica. La speranza di molti è che si possa concretizzare un «miracolo», ovvero una proposta che riesca a salvaguardare contemporaneamente il marchio, il negozio e l'intera società.

Fratture interne e speranze di salvataggio

La vicenda Hoepli è complicata anche da dinamiche interne alla proprietà. Il cugino Giovanni Nava, che detiene il 33% delle quote, si è opposto alla decisione di liquidazione. Attualmente, si attende una pronuncia della Cassazione in merito a questa opposizione.

Le cooperative hanno proposto alternative, come il modello del «workers buyout», per esplorare nuove strade per il salvataggio dell'azienda. Queste iniziative mirano a dare una possibilità ai lavoratori di prendere in mano le redini dell'attività. La possibilità di un salvataggio completo, che includa marchio, negozio e casa editrice, rimane l'obiettivo principale.

La libreria Hoepli, fondata nel 1870, rappresenta un pezzo di storia per Milano. La sua possibile chiusura segnerebbe la perdita di un importante presidio culturale e commerciale. La mobilitazione dei dipendenti e dei cittadini dimostra quanto l'attività sia ancora sentita e valorizzata.

La speranza è che le trattative in corso possano portare a una soluzione positiva. La complessità della situazione, tra offerte parziali, dispute legali e la necessità di trovare un acquirente per l'intera attività, rende il percorso arduo. La comunità milanese continua a sostenere la libreria, auspicando che il suo futuro possa essere garantito.