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La Design Week di Milano è iniziata con un evento unico: una colazione-baratto in piazza Duomo ideata da Maurizio Cattelan. Centinaia di persone hanno scambiato oggetti, creando un'atmosfera di festa e condivisione all'alba.

La colazione-baratto anima piazza Duomo

La Design Week milanese ha preso il via con un evento originale. Centinaia di persone si sono riunite all'alba in piazza Duomo. Hanno partecipato alla performance ideata dall'artista Maurizio Cattelan. L'iniziativa, giunta alla terza edizione, segna l'apertura del Salone del Mobile e del Fuorisalone.

L'invito era semplice: portare un oggetto da scambiare. Non importava la sua natura, purché fosse tenibile in mano. L'obiettivo era creare un momento di condivisione e scambio. Artisti, designer e cittadini comuni hanno risposto all'appello. Hanno portato con sé oggetti di ogni tipo, da quelli più bizzarri a quelli più comuni.

Artisti e cittadini in un insolito scambio

La performance è iniziata presto, con la musica di Raffaele Kohler. Sono state offerte brioche e caffè ai partecipanti. Molti hanno esibito i propri oggetti, creando un'esposizione improvvisata. C'era chi mostrava una cornice vuota, chi una tazzina, un libro o una scatola. Alcuni hanno portato oggetti più insoliti, come una sediolina di plastica, una paperella da bagno, uno sturalavandini o una Crocs gigante.

Maurizio Cattelan stesso ha partecipato attivamente, timbrando i presenti con la scritta “White Trash”. L'evento si è trasformato in una vera e propria festa all'alba. Ha unito la creatività degli artisti all'entusiasmo dei cittadini milanesi.

Uno spazio di incontro e relazioni

Nicolas Ballario, giornalista e co-ideatore dell'evento, ha spiegato l'intento: «Giratevi e cercate qualcuno con cui scambiare ciò che avete portato. L’obiettivo è che ciascuno torni a casa con qualcosa di diverso in mano». L'idea è che lo scambio non sia solo di oggetti, ma anche di esperienze e prospettive.

La piazza principale di Milano è diventata un luogo di incontro e relazioni. Non un semplice punto di passaggio, ma uno spazio di sosta e connessione. L'evento invita a dare una seconda possibilità agli oggetti. Permette di raccogliere le storie che essi raccontano. Incoraggia anche a lasciare andare qualcosa di sé, fidandosi degli altri.

Opere d'arte e oggetti personali in mostra

Tra i partecipanti, l'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi ha dato il via ufficiale. Gianfranco Maraniello, direttore del Museo del Novecento, ha presentato un cartonato de “Il Quarto Stato”. Molti artisti hanno mostrato le proprie creazioni. Marcantonio ha esposto un bastone con una ruota, simbolo di “anzianità movimentata”. Charley Vezza ha presentato il pouf “The end” a forma di lapide, destinato a una signora di 82 anni.

Stefano Giovannoni ha scambiato un ricordo legato a Marrakech con un phon anni ’50. Renato Evaristo Perego ha attirato l'attenzione con un sampietrino rivisitato, omaggio a una tomba. L'impiegata Rosanna Salmea ha scambiato una maracas con il designer olandese Marcel Wanders. Quest'ultimo ha personalizzato dei tovaglioli con frasi come “Mi nutro d’arte e non faccio briciole”.

Raffaella Suaria, in arte Rajatsa, ha ottenuto una scritta-scultura raffigurante “Milano”. L'ha scambiata con un suo portachiavi a forma di bocca. La musica della Banda d’Affori ha accompagnato la mattinata, trasformando la colazione-baratto in una vera festa collettiva.