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Indagini sulla vendita dello stadio San Siro a Milano. Le autorità hanno effettuato perquisizioni negli uffici comunali e presso le sedi di Inter e Milan. Nove persone risultano indagate per turbativa d'asta e rivelazione di segreto d'ufficio.

Perquisizioni negli uffici comunali e delle società

Le forze dell'ordine hanno condotto perquisizioni nei giorni scorsi. L'operazione ha interessato gli uffici del Comune di Milano. Sono state coinvolte anche le sedi di Inter e Milan. La Guardia di Finanza ha operato presso gli uffici dei nove indagati. Sono stati acquisiti dispositivi elettronici per le indagini.

L'indagine riguarda la procedura di vendita dello stadio San Siro. L'operazione è avvenuta il 1° ottobre 2025. Le autorità stanno approfondendo la dinamica della procedura. Si ipotizza un'operazione speculativa. Questa sarebbe stata costruita sul gradimento delle due società calcistiche.

Nove indagati per turbativa d'asta e segreto d'ufficio

I magistrati hanno iscritto nove persone nel registro degli indagati. Le accuse sono di turbativa d'asta e rivelazione di segreto d'ufficio. La procura sostiene che ci siano stati accordi informali. Questi avrebbero alterato il procedimento amministrativo. Si parla anche di fughe di notizie riservate. Queste sarebbero state dirette a consulenti dell'Inter.

Tra gli indagati figurano dirigenti del Comune. C'è il direttore generale Christian Malangone. Presente anche Giancarlo Tancredi, assessore all'Urbanistica fino all'estate 2025. Coinvolta anche la manager comunale Simona Collarini. Sono indagati anche consulenti e manager delle società calcistiche. Tra questi, l'avvocata Ada De Cesaris, ex assessora all'Urbanistica, consulente dell'Inter. C'è anche l'advisor Fabrizio Grena. Per il Milan, i consulenti Giuseppe Bonomi e Marta Spaini. Infine, due manager dell'Inter: l'amministratore delegato Alessandro Antonello e il procuratore Mark Van Huuksloot.

La procura: "Avviso pubblico costruito sul gradimento dei club"

Secondo la procura, l'avviso pubblico per la vendita sarebbe stato redatto su misura. Le caratteristiche sarebbero state gradite alle società sportive. La procura evidenzia come l'attore pubblico e la parte privata avrebbero concertato le modalità operative. Questi elementi avrebbero definito il perimetro dell'avviso pubblico. L'avviso, concesso in un termine brevissimo, sarebbe andato deserto. Ciò avrebbe portato alla vendita all'unico offerente.

Tra gli aspetti concordati, si menziona lo sfruttamento commerciale ed edilizio dell'area. Questo punto è stato oggetto di forte contrarietà da parte dei comitati cittadini. I magistrati sottolineano che alcuni elementi sono ancora indiziari. Per questo motivo, è stato necessario il sequestro dei dispositivi elettronici. Si cercano circa 150 parole chiave per ricostruire meglio i fatti.

Il sindaco Sala: "Nessuna ipotesi corruttiva, fiducia nelle indagini"

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha commentato la vicenda. Ha sottolineato l'assenza di ipotesi corruttive. Questo aspetto è considerato di fondamentale importanza. Il sindaco ha ricordato che la Legge Stadi e le procedure di Partenariato Pubblico Privato prevedono interlocuzioni preliminari con i club. Queste sono considerate fisiologiche.

Sala ha espresso fiducia nelle indagini. Ha affermato che gli uffici comunali hanno operato in buona fede. L'obiettivo sarebbe stato il bene della città di Milano. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della procedura di vendita dello stadio.