Nuovi sviluppi nell'inchiesta sulla cessione dello stadio San Siro a Milano. Una mail rivela una "negoziazione creativa" tra i consulenti di Inter e Comune. Le indagini puntano a presunte irregolarità.
Nuovi dettagli sull'indagine San Siro
Emergono particolari inediti riguardo l'indagine sulla vendita dello stadio San Siro. Le autorità milanesi stanno esaminando la cessione dell'impianto e delle aree circostanti. Al centro dell'attenzione, una corrispondenza email tra consulenti delle squadre e dirigenti del fondo Oaktree.
Un messaggio inviato nell'ottobre 2024 da Fabrizio Grena, advisor dell'Inter, a Katherine Ralph, manager di Oaktree, solleva interrogativi. Grena parlava di una «negoziazione creativa» con il Comune di Milano. L'obiettivo era bilanciare interessi diversi.
La "negoziazione creativa" al vaglio
La mail suggerisce un accordo in cui alcune aree dello stadio non sarebbero state conteggiate come superficie lorda. Questo avrebbe comportato benefici economici. In cambio, si sarebbero dovute offrire «concessioni» alla città. L'ipotesi è che si cercasse di ottimizzare lo sviluppo commerciale dell'area.
L'intento sarebbe stato quello di ridurre la superficie lorda dello stadio. Ciò avrebbe avuto ricadute positive sugli oneri di urbanizzazione e sull'indice di edificabilità. Questi dialoghi sono considerati «ancora meritevoli di approfondimento» dagli inquirenti.
Persone indagate e ipotesi di reato
Le ipotesi di reato contestate includono turbativa d'asta e rivelazione di segreto d'ufficio. Nove persone sono coinvolte nell'indagine. Tra queste figurano ex assessori comunali come Giancarlo Tancredi e Ada Lucia De Cesaris. Anche il dg del Comune, Christian Malangone, è sotto scrutinio.
Sul fronte calcistico, sono indagati Mark Van Huukslot e Alessandro Antonello, ex manager dell'Inter. Ci sono anche gli advisor delle squadre, Fabrizio Grena e Marta Spaini, oltre a Giuseppe Bonomi per il Milan.
Richieste di blocco e critiche
Luigi Corbani, fondatore del Comitato Sì Meazza, ha presentato diversi esposti. Egli chiede al sindaco di Milano di bloccare ogni procedura relativa alla vendita. Corbani ritiene che l'indagine renda il processo difficile e potenzialmente impossibile per le squadre.
Secondo Corbani, il danno alle casse comunali è ingente. Parla di una «totale perdita di valore» e definisce l'operazione «demenziale». Sottolinea come si volesse discutere di politica e soluzioni per i cittadini, ma ciò sarebbe stato impedito.
Dubbi sulla procedura di vendita
L'inchiesta mira a verificare la trasparenza della procedura di vendita. Si indaga su presunte «costanti interlocuzioni informali e scambi di informazioni non trasparenti e indebiti». La vendita del Meazza ha fruttato al Comune di Milano 197 milioni di euro.
Si valuta se la scelta di raccogliere manifestazioni di interesse, invece di una gara internazionale, abbia rispettato la legge. L'avviso era stato pubblicato nel marzo 2025 e chiuso nell'aprile successivo. L'obiettivo è accertare se vi sia stato un favoritismo verso interessi privati a scapito dell'interesse pubblico.