La Procura di Milano ha acquisito documenti da importanti case di moda per accertare presunti sfruttamenti di operai cinesi nella filiera produttiva. Le indagini si concentrano sulla catena di fornitura di accessori.
Indagini su filiera produttiva moda
Le forze dell'ordine hanno effettuato acquisizioni di atti presso diverse griffe di lusso. L'operazione è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Tutela del lavoro. L'obiettivo è chiarire i controlli effettuati sui subfornitori. Si indaga su possibili sfruttamenti di manodopera cinese. Le verifiche riguardano gli ultimi due anni di attività. Si esaminano gli esiti degli audit interni. Questi controlli riguardano fornitori e subfornitori. La richiesta è partita dalla Procura di Milano. Il magistrato incaricato è Paolo Storari.
Grandi marchi coinvolti nell'indagine
Tra le aziende interessate dall'acquisizione di documenti figurano nomi di spicco. Sono state coinvolte case come Chanel e Brunello Cucinelli. Anche Bulgari ed Etro sono oggetto di verifica. Non figura tra gli indagati Moncler. L'indagine si concentra sulla produzione di specifici accessori. Si tratta di articoli come sacchetti e shopper. Vengono analizzate anche pochette e copriabiti. L'attenzione è posta sulla catena di produzione di tali beni. Sono stati acquisiti anche i modelli organizzativi delle aziende. Questo permetterà di valutare le procedure interne. Le aziende non sono attualmente indagate. La loro collaborazione è richiesta per l'accertamento dei fatti.
Verifiche su opifici e società terze
L'indagine ha messo in luce collegamenti tra alcune aziende e opifici sospetti. Tra queste figurano Jacob Cohen Company e Goyard Italie. Anche Stefano Ricci e Owenscorp Italia sono state coinvolte. Queste società, pur non essendo indagate, sono risultate collegate. I collegamenti avvengono tramite società terze. Si tratta di realtà già sotto osservazione degli inquirenti. Una di queste è Moda Fashion Style. Questo opificio è già stato oggetto di indagini. Un altro sito produttivo sotto la lente è Isacco. Quest'ultimo è ritenuto un opificio irregolare. Le verifiche mirano a ricostruire l'intera filiera. Si vuole accertare la regolarità delle condizioni di lavoro. L'intento è prevenire e sanzionare lo sfruttamento.
Controlli sulla catena di fornitura
L'operazione rientra in un più ampio contesto di controlli. Le autorità stanno intensificando le verifiche sulla filiera produttiva. Questo settore è particolarmente esposto a rischi di sfruttamento. La manodopera straniera, in particolare quella cinese, è spesso al centro di queste indagini. L'acquisizione di atti permette di avere un quadro completo. Si analizzano i contratti e i rapporti con i subfornitori. Si verificano le condizioni di lavoro negli stabilimenti. L'obiettivo è garantire il rispetto delle normative. Si vuole tutelare la dignità dei lavoratori. Le indagini proseguiranno per accertare eventuali responsabilità. La Procura di Milano conferma il proprio impegno in materia. Si punta a un contrasto efficace contro il caporalato. La trasparenza nella catena di fornitura è fondamentale. Le grandi firme sono chiamate a rispondere dei loro fornitori.