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La Procura Generale di Milano attende i primi risultati dalle indagini internazionali sul caso di Nicole Minetti. Si verificano gli atti presentati per la richiesta di grazia, con un focus sull'adozione di un bambino e la vita attuale dell'ex consigliera.

Nuovi accertamenti sull'istanza di grazia

La Procura Generale di Milano attende con impazienza i primi risultati parziali dalle indagini svolte all'estero. Le verifiche si concentrano sulla richiesta di grazia presentata da Nicole Minetti. Sono emersi dubbi sulla veridicità degli atti allegati alla sua istanza. Sussistono sospetti che l'ex igienista dentale di Silvio Berlusconi non abbia interrotto i legami con il suo passato.

Nicole Minetti è stata condannata a 2 anni e 10 mesi per lo sfruttamento della prostituzione nel caso Ruby. Ha ricevuto anche una pena di 1 anno e 1 mese per la vicenda della Rimborsopoli lombarda. La sua richiesta di grazia ha sollevato interrogativi.

Riunione in Procura e deleghe all'Interpol

Nella giornata odierna, la Procuratrice Generale Francesca Nanni e il sostituto pg Gaetano Brusa faranno il punto della situazione a Milano. Le indagini, per le quali è stata delegata l'Interpol, riguardano l'atto di adozione del bambino da parte di Minetti e del suo compagno Giuseppe Cipriani. Si richiede una copia originale dell'atto e si analizza la procedura seguita.

L'obiettivo è accertare se i genitori biologici del piccolo, che soffre di problemi di salute, abbiano realmente abbandonato il figlio all'Inau, l'ente per le adozioni in Uruguay. Si vuole capire se la madre biologica abbia fatto perdere le proprie tracce. Allo stesso modo, si indaga sulla morte dell'avvocatessa tutrice del minore.

La tutrice è stata trovata priva di vita nella sua abitazione, vittima di un incidente domestico. Le circostanze della sua morte, avvenuta insieme a quelle del marito, sono al vaglio degli inquirenti.

Verifiche su procedimenti penali e stile di vita

Un punto cruciale dell'indagine supplementare, condotta tramite rogatorie internazionali, riguarda la verifica di eventuali procedimenti penali a carico della 41enne. Attualmente, Nicole Minetti non risulta avere debiti con la giustizia, eccetto quelli per cui ha richiesto la clemenza. Non risultano iscrizioni come indagata.

Si analizzano anche i suoi spostamenti. Questi includono la residenza in Uruguay a Punta del Este, la villa a Ibiza, e i soggiorni a Milano, Roma e Boston. Questi ultimi legati alle cure del bambino.

Infine, è fondamentale accertare che Minetti abbia realmente preso le distanze dalla sua vita precedente. Si cerca la prova di una «seria volontà di riscatto sociale». La richiesta di queste verifiche proviene anche dal Quirinale.

Possibile revisione del parere sulla grazia

Qualora le nuove verifiche dovessero far emergere elementi sfavorevoli o dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni presentate per la grazia, la Procura Generale potrebbe rivedere e ribaltare il proprio parere. La decisione finale dipenderà dai riscontri ottenuti dalle autorità estere.