Un'indagine per turbativa d'asta sulla cessione dello stadio San Siro a Inter e Milan ha scatenato forti reazioni politiche a Milano. La destra chiede le dimissioni del sindaco Sala, mentre una conferenza stampa è stata annullata.
Indagine sulla cessione dello stadio San Siro
L'apertura di un'indagine giudiziaria sulla vendita dello stadio San Siro a Inter e Milan sta creando forti tensioni a Palazzo Marino. L'inchiesta riguarda i reati di turbativa d'asta e rivelazione del segreto d'ufficio. Al momento, risultano indagate 9 persone. La Guardia di Finanza ha effettuato perquisizioni e sequestrato documenti negli uffici comunali.
A seguito di questi eventi, la conferenza stampa prevista per le 11, dedicata alla conclusione dei lavori di restauro del municipio, è stata rinviata a data da destinarsi. La notizia ha generato un nuovo scossone nel panorama politico milanese, con l'opposizione di centrodestra che punta il dito contro l'amministrazione.
La destra milanese chiede le dimissioni del sindaco
Fuori dal municipio, la polemica politica è divampata. La Lega, tramite il consigliere comunale Samuele Piscina, ha espresso forte preoccupazione. «Le rivelazioni sull'inchiesta della Procura di Milano relativa alla vendita dello stadio Meazza sono inquietanti», ha dichiarato Piscina. Secondo le prime indiscrezioni, si parlerebbe di un'alterazione della procedura amministrativa che ha portato alla cessione dello stadio e delle aree circostanti, per un totale di 280 mila metri quadrati, avvenuta il 1° ottobre 2025.
Piscina ha aggiunto: «Dopo 15 anni di danni alla città, dal degrado alla sicurezza, dalla mobilità ideologica ai dossier urbanistici, e ora San Siro, è arrivato il momento che questa sinistra faccia l'unica cosa dignitosa: lasciare Palazzo Marino». Le accuse si concentrano sull'operato della giunta guidata dal sindaco Sala.
Anche Fratelli d'Italia rincara la dose. Il deputato Riccardo De Corato ha affermato: «Mi aspettavo questo nuovo filone d'inchiesta sullo stadio, lo dissi già lo scorso 1° ottobre, quando misi in guardia Sala dicendogli di aspettare a 'cantar vittoria' sulla vendita perché la partita era ancora apertissima».
«Ora, dopo i disastri su sicurezza, urbanistica e dulcis in fundo sullo stadio», ha proseguito De Corato, «è arrivato il momento che il sindaco vada a casa». Le richieste di dimissioni per Beppe Sala si moltiplicano tra le fila dell'opposizione.
Le reazioni dai ministeri
Sul caso è intervenuto anche il ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo (Forza Italia). «Mi dispiace perché San Siro è un simbolo della città», ha detto a margine di un convegno, «e quindi spero che anche questa vicenda venga presto chiarita». Le sue parole esprimono rammarico per la situazione che coinvolge un'icona milanese.
Entra più nel merito della vicenda il ministro per lo Sport, Andrea Abodi. «Quando ci sono situazioni che devono essere investigate, dobbiamo sottolineare con soddisfazione il fatto che si voglia fare chiarezza da un lato e pulizia dall'altra», ha commentato. Riguardo a possibili preoccupazioni per gli Europei, Abodi ha risposto: «Sono partite indipendenti tra loro. Lo stadio è parte della società, non è un mondo a parte. Quindi come nella società ci sono pagine che meritano di essere analizzate, così può e deve avvenire nello stadio, dove poche persone non possono condizionare la vita di molti».