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Un imprenditore di Milano è stato vittima di un ricatto basato su immagini private estrapolate dalla sua abitazione. L'indagine mira a fare luce su presunte estorsioni e frodi legate a servizi di investigazione.

Nuovo filone indagine su presunta estorsione

Un noto imprenditore milanese, Leonardo Maria Del Vecchio, sarebbe stato vittima di un'estorsione. Le accuse puntano verso il suo ex responsabile della sicurezza, Giuseppe Cella. A lui si aggiunge Vincenzo De Marzio, proprietario della Neis Agency. Questa società di investigazioni aveva un contratto mensile di 12 mila euro. Il contratto, stipulato il 15 giugno 2023, prevedeva servizi di «due diligence reputazionale».

L'indagine, denominata «Equalize», ha rivelato un nuovo capitolo. Del Vecchio risulta essere la parte offesa in questa vicenda. Si ipotizza che immagini della sua vita privata siano state rubate dal sistema di videosorveglianza della sua abitazione a Milano. Successivamente, sarebbe stato creato un archivio reputazionale illecito.

L'imprenditore sarebbe stato costretto a versare 30 mila euro. Il pagamento era richiesto per evitare la diffusione dei filmati rubati. La diffusione avrebbe potuto causare danni a lui stesso. Avrebbe danneggiato anche la Lmdv Capital S.r.l., società di cui è legale rappresentante. Inoltre, sarebbe stata colpita la EssilorLuxottica, società quotata a Parigi, di cui Del Vecchio è socio.

Dettagli emersi dalle perquisizioni

Un decreto di perquisizione è stato eseguito dai carabinieri del Ros. Le operazioni hanno coinvolto Cella, De Marzio e la Neis Agency. L'indagine dipinge un quadro complesso. Si intrecciano condotte estorsive e comportamenti fraudolenti. Viene ipotizzato un falso dossier. L'assemblaggio sarebbe opera di Nunzio Samuele Calamucci. Quest'ultimo è considerato la mente informatica di Equalize. Calamucci ha poi collaborato alle indagini.

L'imprenditore aveva già espresso preoccupazioni in passato. Durante un interrogatorio nel novembre 2024, Del Vecchio aveva dichiarato di non aver mai richiesto attività illegali. Aveva parlato di essere caduto in una «truffa». I personaggi coinvolti erano legati all'agenzia di investigazione Equalize. Aveva riferito di aver provato «paura». Temeva presunte intimidazioni. Si era sentito anche «un po' estorto».

Distinzione dalle altre inchieste

Questo filone d'indagine è separato da altri due già conclusi. Il primo è a carico di Enrico Pazzali. Ex titolare di Equalize, è indagato con altre 12 persone. Riguarda presunti dossieraggi illegali. Per questo caso è già stata richiesta il rinvio a giudizio. Il secondo filone riguarda sempre Pazzali. Coinvolge altre 80 persone. Si concentra sui cosiddetti «clienti» dell'agenzia investigativa. La sede dell'agenzia si trova in via Pattari.

La figura di Vincenzo De Marzio era già emersa. È tra gli indagati nella prima inchiesta milanese. De Marzio è un ex carabiniere. Secondo alcune intercettazioni, sarebbe anche un ex appartenente ai servizi segreti. La sua posizione è quindi sotto osservazione.

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