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A Milano, il referendum sulla giustizia ha registrato una netta vittoria del "No". Il sindaco Giuseppe Sala ha commentato l'esito, definendolo una "forte risposta politica" e sottolineando la capacità del Paese di essere "contendibile". L'affluenza alle urne è stata elevata, superando la media nazionale.

Milano "fortino" del No: Sala esulta per la risposta politica

La città di Milano si è dimostrata un bastione del "No" nel recente referendum sulla giustizia. I cittadini meneghini hanno espresso una chiara preferenza per il "No", attestandosi al 58%. Questo risultato ha suscitato un commento entusiasta da parte del sindaco Giuseppe Sala.

«Con questa vittoria si ottengono due risultati», ha dichiarato il primo cittadino. «Si ribadisce che la Costituzione non è immodificabile, ma qualunque modifica deve portare ad un miglioramento delle regole democratiche. E in secondo luogo, questa vittoria ci dice che il Paese è contendile. Ripartiamo da qui».

Sala ha espresso soddisfazione per l'elevata affluenza alle urne nella sua città. Ha riconosciuto la forte politicizzazione del referendum, ma ha sottolineato l'importanza di una «forte risposta politica», che a suo dire è stata ampiamente fornita.

«Il No dei milanesi e degli italiani è una gran bella notizia», ha aggiunto il sindaco. Ha evidenziato come la sua partecipazione al comitato per il "No" fosse motivata dalla necessità di dare un segnale politico.

Controtendenza milanese: il "No" prevale in città e provincia

Il dato di Milano città si discosta significativamente dall'andamento generale della Lombardia. Mentre nel capoluogo lombardo il "No" ha ottenuto il 58%, nella più ampia Città metropolitana di Milano la bocciatura della riforma della giustizia ha raggiunto il 53,7%.

Questo posizionamento è in netta controtendenza rispetto alle altre province della regione. In quasi tutta la Lombardia, infatti, ha prevalso il "Sì". Esemplare il caso di Bergamo, dove il "Sì" ha raggiunto il 60% dei consensi.

L'unica area in cui il "No" ha prevalso è stata proprio la Città metropolitana di Milano. Questo dato sottolinea una peculiarità del voto milanese rispetto al resto della regione.

La prevalenza del "No" a Milano, sia in città che nella sua area metropolitana, rappresenta un elemento di rilievo nell'analisi del voto referendario. La differenza con le altre province lombarde è marcata.

A Bergamo, il "Sì" ha ottenuto un risultato schiacciante, superando il 60%. Questo contrasta nettamente con la tendenza milanese. La Lombardia nel suo complesso ha visto la vittoria del "Sì", con un dato regionale che si attesta intorno al 53%.

Affluenza record in Lombardia: Milano tra i capoluoghi più partecipativi

L'affluenza alle urne per il referendum sulla giustizia in Lombardia è stata notevolmente alta, raggiungendo il 63,76%. Questo dato supera la media nazionale e testimonia un forte interesse dei cittadini lombardi per la consultazione.

Tutti i capoluoghi di provincia della regione hanno registrato percentuali di votanti superiori al 60%. Milano, in particolare, ha visto un'affluenza del 65,12%, posizionandosi tra i capoluoghi più partecipativi.

Tra le città capoluogo, Bergamo si è distinta con il 68,72% di affluenza, seguita da Brescia (67,41%) e Monza (67,23%). Seguono Lecco (66,65%), Pavia (66,45%), Lodi (66,51%), Mantova (64,07%), Cremona (63,98%), Varese (62,61%), Como (61,27%) e infine Sondrio (60,35%).

Il comune con la maggiore affluenza in assoluto è stato Campagnola Cremasca, in provincia di Cremona, dove ha votato il 75,49% degli aventi diritto. Questo dato evidenzia un forte coinvolgimento civico a livello locale.

L'alta affluenza in tutta la Lombardia conferma l'importanza attribuita dai cittadini alla consultazione referendaria. La partecipazione è stata elevata in tutte le fasce della popolazione.

Palazzo Marino: organizzazione impeccabile e tessere elettorali in aumento

Il Comune di Milano ha comunicato che le operazioni di voto si sono svolte regolarmente. Le 1.249 sezioni, allestite in 162 sedi scolastiche, hanno funzionato senza particolari criticità. Questo è stato possibile grazie all'impegno degli uffici comunali.

Per agevolare la partecipazione, il Comune ha garantito l'apertura straordinaria dell'ufficio elettorale di via Messina 52/54, del salone centrale di via Larga 12 e delle sedi anagrafiche decentrate. L'obiettivo era il rilascio urgente di tessere elettorali e carte d'identità.

Dal 1° febbraio a oggi, sono state rilasciate ben 71.935 tessere elettorali. Questo numero rappresenta un aumento significativo rispetto ai precedenti appuntamenti elettorali. Si tratta del 69% in più rispetto allo stesso periodo del referendum dell'anno precedente (42.375 tessere).

Il dato è ancora più eclatante se confrontato con le elezioni politiche del settembre 2022, quando furono erogate 36.866 tessere. L'incremento in quel caso fu del 95%. Questo dimostra una crescente attenzione dei cittadini verso le consultazioni.

L'organizzazione del referendum ha richiesto l'impiego di 3.747 scrutatori e 1.249 presidenti di seggio, oltre ai segretari e al personale comunale. La collaborazione con le forze dell'ordine è stata fondamentale.

L'assessora ai Servizi civici, Gaia Romani, ha espresso soddisfazione per l'alta partecipazione. «In quattro anni e mezzo questo è già il sesto appuntamento elettorale per la città», ha sottolineato. Ha evidenziato come l'esperienza accumulata abbia permesso di migliorare progressivamente l'organizzazione.

«Un indicatore significativo è rappresentato dal numero di tessere elettorali erogate in questo periodo, in aumento di oltre il 69% rispetto al referendum dello scorso anno», ha aggiunto Romani. Ha concluso affermando che l'amministrazione è complessivamente soddisfatta del risultato ottenuto.