Il Cinema Arti di Milano è vittima del degrado in pieno centro. L'edificio storico, dopo anni di abbandono e progetti incompiuti, attende una riqualificazione. Scopri la sua travagliata storia.
Cinema Arti: un edificio storico in abbandono
Le mura del Cinema Arti mostrano evidenti segni di incuria. Graffiti coprono le pareti un tempo eleganti. L'insegna è scomparsa da tempo. Questo spazio rappresenta una ferita aperta nel cuore della città. L'edificio, situato in via Mascagni 8, sorge accanto alla facoltà di Scienze Politiche dell'Università Statale di Milano. La sua condizione attuale solleva interrogativi sul futuro.
Il cinema ha chiuso i battenti definitivamente anni fa. Nel 2018, un fondo immobiliare londinese, Tropheum, ha acquistato la proprietà. L'intenzione era trasformare l'immobile in un hotel di lusso, sfruttando gli ampi spazi e le terrazze panoramiche. Tuttavia, i piani sembrano arenati, lasciando l'edificio in uno stato di abbandono sempre più marcato.
Storia travagliata dal ventennio fascista
La storia del Cinema Arti affonda le radici nel ventennio fascista. La costruzione risale al 1935. Fu concepito come sede dell'Opera Balilla, su progetto dell'architetto Mario Cereghini. L'edificio subì gravi danni a causa dei bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale nel 1943. Dopo la guerra, nel 1951, riaprì le porte come Cinema Arti. Divenne presto un punto di riferimento per il cinema d'essai milanese.
Nel 1961, si affiancò ad altre sale storiche come il Ritz e il Nuovo Orchidea. Nel 1966, cambiò nome in Nuovo Arti, dedicandosi in particolare ai film Disney. La sua programmazione si interruppe nel 2001. Una breve parentesi come Derby nel 2007 precedette la chiusura definitiva. Da allora, l'edificio è rimasto inutilizzato.
Progetti di riqualificazione e speranze deluse
L'acquisizione da parte del fondo Tropheum per 34,5 milioni di euro aveva riacceso le speranze di una riqualificazione. L'obiettivo era creare un club hotel di tipo Soho House. Questo modello di successo era già stato replicato dal fondo in altre città, trasformando aree urbane in destinazioni di lusso. A Londra, ad esempio, Albermarle Street a Mayfair è diventata un polo per shopping, ristoranti e club esclusivi.
Nel 2020, è stato presentato un progetto ambizioso. Firmato dallo studio Arassociati, prevedeva un restauro critico e interpretativo. L'intento era rispettare l'impianto originale dell'edificio, vincolato culturalmente. Allo stesso tempo, si mirava a integrare elementi contemporanei. Il progetto poneva particolare enfasi sulla conservazione del grande spazio dell'ex auditorium. Quest'area doveva diventare il fulcro distributivo e scenografico. Si prevedeva anche la valorizzazione del giardino interno, destinato a diventare un dehor. Due ingressi indipendenti erano previsti per la lobby e il ristorante al piano terra.
Il futuro incerto del Cinema Arti
Nonostante le annunciate prospettive e i progetti presentati, nulla di concreto si è ancora realizzato. Gli anni sono passati e il degrado dell'edificio è diventato sempre più evidente. La sua posizione centrale, in una strada frequentata quotidianamente da numerosi studenti universitari, rende la situazione ancora più critica. La presenza di un edificio abbandonato e in rovina in un'area così vitale della città è un segnale preoccupante.
Tuttavia, recenti indiscrezioni suggeriscono che qualcosa potrebbe finalmente muoversi. Le speranze di vedere il Cinema Arti riacquistare la sua antica gloria, o trasformarsi in un nuovo polo di interesse, rimangono appese a un filo. La comunità locale attende con ansia sviluppi concreti che pongano fine a questo lungo periodo di abbandono e degrado.