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Quasi 3000 strutture per la prima infanzia attive in Lombardia. L'associazione Assonidi lancia l'allarme: il 40% rischia la chiusura entro il 2036 a causa del calo demografico.

Allarme chiusure per nidi e scuole dell'infanzia

Un futuro incerto attende molti servizi educativi per la prima infanzia. L'associazione Assonidi, rappresentante di asili nido e scuole dell'infanzia, lancia un grave avvertimento. Entro il 2036, una percentuale significativa di queste strutture potrebbe cessare la propria attività. La causa principale identificata è la drastica diminuzione delle nascite. Se l'attuale trend demografico non subirà un'inversione di tendenza, i servizi educativi per la fascia 0-3 anni subiranno una forte contrazione.

Le proiezioni indicano che quasi il 40% dei nidi potrebbe essere a rischio chiusura. Questo scenario preoccupante non riguarda solo i nidi. Anche diverse scuole di ogni ordine e grado potrebbero subire un destino simile. In particolare, gli edifici scolastici costruiti tra gli anni Sessanta e Settanta, pensati per rispondere al boom demografico di quel periodo, rischiano ora di essere dismessi o fortemente ridimensionati.

L'impatto del calo demografico sulle strutture scolastiche

Le stime elaborate da Assonidi dipingono un quadro desolante per il panorama scolastico lombardo. Si prevede che fino alla metà delle strutture scolastiche presenti nella regione potrebbero risultare sovradimensionate. Questo significa che il numero di posti disponibili eccederebbe di gran lunga la popolazione studentesca effettiva. Tali edifici rischiano così di trasformarsi in vere e proprie «cattedrali nel deserto», con costi di mantenimento elevati e scarsa utilità.

L'associazione, che ha recentemente analizzato gli «effetti dello shock demografico in Lombardia» durante la propria assemblea, sollecita un intervento deciso da parte delle istituzioni. L'appello è chiaro: servono politiche strutturali e coordinate. Queste dovrebbero mirare a sostenere la natalità, supportare la genitorialità e garantire la sostenibilità economica dei servizi educativi e scolastici.

Richiesta di interventi urgenti e politiche di lungo periodo

Secondo Assonidi, senza azioni concrete e tempestive, il rischio concreto è una progressiva desertificazione educativa e sociale. L'associazione sottolinea l'urgenza di scelte coraggiose e di lungo periodo, basate su dati concreti. «Il 2036 non è un orizzonte lontano», affermano, «è già scritto nelle dinamiche che osserviamo oggi. Dobbiamo agire subito».

Sebbene i risultati di tali politiche si vedranno solo tra molti anni, ogni ulteriore ritardo potrebbe rivelarsi fatale. L'associazione evidenzia come la possibile chiusura di una parte rilevante dei servizi educativi e scolastici, causata esclusivamente dalla mancanza di bambini e studenti, avrà conseguenze profonde. Queste ricadute si manifesteranno sulla tenuta sociale, economica e territoriale dell'intera regione.

Dati sull'offerta educativa in Lombardia

Attualmente, in Lombardia operano oltre 2000 strutture private che offrono servizi di asilo nido e sezione primavera. Queste strutture dispongono di circa 45.000 posti autorizzati. A queste si aggiungono le 725 realtà pubbliche, che mettono a disposizione poco più di 29.000 posti. Complessivamente, l'offerta educativa per la prima infanzia è considerevole. Tuttavia, con il continuo calo della natalità, questa offerta sta diventando sempre più superiore alla domanda effettiva.

Paolo Uniti, segretario di Assonidi, ha sottolineato l'importanza di affrontare questa problematica con urgenza. Le sue dichiarazioni evidenziano la necessità di un cambio di rotta per evitare che molte strutture scolastiche diventino obsolete o vengano abbandonate.

Le persone hanno chiesto anche:

Quali sono le cause del calo delle nascite in Italia?

Quali politiche sono state attuate per sostenere la natalità?