I giovani tra i 18 e i 34 anni in Italia continuano a preferire la televisione, integrandola con i servizi di streaming. La ricerca Auditel-Ipsos Doxa evidenzia un consumo ibrido dei contenuti multimediali.
I giovani italiani e il fascino del teleschermo
La fascia d'età compresa tra i 18 e i 34 anni dimostra un forte legame con il mezzo televisivo. Questo gruppo demografico non sta affatto abbandonando la TV, ma piuttosto la sta evolvendo. I giovani integrano la visione tradizionale con le piattaforme di streaming, creando un'esperienza multimediale personalizzata.
Queste tendenze emergono chiaramente dal secondo Rapporto Auditel-Ipsos Doxa. Lo studio, intitolato 'La meglio (tele)gioventù', analizza le abitudini di consumo dei 18-34enni. La ricerca considera tre distinte fasi di vita: coloro che vivono ancora nella casa dei genitori (circa il 60%), chi ha intrapreso un percorso di vita indipendente (circa il 40%) e chi ha già formato una propria famiglia.
La TV resta un punto fermo nelle case dei giovani
Nonostante la crescente popolarità dello streaming, il televisore mantiene una presenza significativa nelle abitazioni dei giovani. Tra coloro che vivono da soli o in coppia senza figli, solo il 18% dichiara di aver rinunciato al televisore. Questa percentuale si riduce ulteriormente, scendendo al 2%, quando si considera il nucleo familiare con figli.
Un dato interessante riguarda la connettività dei dispositivi. Sette televisori su dieci posseduti da questa fascia d'età sono connessi a Internet. Tuttavia, oltre nove televisori su dieci mantengono ancora il collegamento all'antenna tradizionale. Questo suggerisce una preferenza per un accesso versatile ai contenuti, combinando il digitale terrestre con le potenzialità del web.
Consumo ibrido: il futuro della fruizione mediatica
Secondo Paolo Lugiato, direttore generale di Auditel, la televisione risponde a un bisogno fondamentale. Egli sottolinea come il mezzo offra «il bisogno di uno spazio condiviso». I giovani, infatti, tendono a scegliere schermi di dimensioni maggiori, con tecnologia 4K e funzionalità smart, migliorando l'esperienza visiva.
Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Doxa Italia, conferma questa tendenza. Egli afferma che «il futuro sarà sempre di più un consumo ibrido». I giovani non si limitano a scegliere tra la visione lineare o on demand. Al contrario, integrano attivamente i diversi modi di fruizione dei contenuti. Questa flessibilità nell'accesso ai programmi è un tratto distintivo della loro generazione.
Inoltre, i servizi di streaming offerti dai broadcaster hanno visto una crescita esponenziale. Dal 2019, il pubblico giovane che utilizza queste piattaforme è più che raddoppiato. Questo dato rafforza l'idea di un ecosistema mediatico in continua evoluzione, dove la TV tradizionale e le nuove tecnologie convivono e si potenziano a vicenda.
Domande frequenti
I giovani guardano ancora la televisione?
Sì, i giovani tra i 18 e i 34 anni in Italia continuano a guardare la televisione. La ricerca Auditel-Ipsos Doxa indica che la TV rimane un elemento centrale nelle loro case, spesso integrata con servizi di streaming.
Lo streaming ha sostituito la TV tradizionale per i giovani?
No, lo streaming non ha completamente sostituito la TV tradizionale per i giovani. Essi adottano un modello di consumo ibrido, utilizzando sia la TV lineare che le piattaforme on demand per accedere ai contenuti.