Condividi

Il personale della Grande Brera a Milano ha deciso di non aprire il museo nei giorni di Pasquetta e Primo Maggio. La protesta è legata alla carenza di organico e all'uso degli spazi museali per eventi esterni.

Carenza di personale causa chiusura museale

La Grande Brera a Milano non aprirà i battenti nei giorni di Pasquetta e Primo Maggio. Questa decisione è stata presa dal personale in segno di protesta. I sindacati Fp Cgil e Uilpa definiscono la scelta «sofferta ma necessaria». La carenza di personale è il motivo principale. Anni di assunzioni limitate hanno portato a una situazione insostenibile. Mancano le risorse umane per garantire l'apertura in giorni festivi.

La Pinacoteca, la Biblioteca Braidense, il Cenacolo e Palazzo Citterio, invece, osserveranno il consueto orario di apertura a Pasqua. La vertenza sindacale evidenzia un problema di organico cronico. I lavoratori chiedono il rispetto degli accordi sindacali. Questi accordi riguardano specificamente le aperture dei musei. La situazione a Palazzo Citterio è particolarmente critica.

Critiche all'uso degli spazi museali

I sindacati esprimono forte disappunto per l'utilizzo della sala Teresiana della Biblioteca Braidense. Lo spazio è stato affittato al trainer Isaac Boots. Qui si è tenuta una lezione di cardio dance ad alta intensità. Questa iniziativa è vista come uno «svilimento del patrimonio culturale». I rappresentanti dei lavoratori criticano l'affitto per «interessi di immagine». Sottolineano che la valorizzazione dei beni culturali non dovrebbe passare da un uso privatistico. Non sembra portare i risultati sperati.

I sindacati ritengono che la gestione degli spazi museali debba essere prioritaria per la conservazione. L'uso per eventi esterni, sebbene possa generare entrate, non deve compromettere la funzione primaria delle istituzioni culturali. Si punta il dito contro una gestione che privilegia l'apparenza alla sostanza. La protesta mira a riportare l'attenzione sulla tutela del patrimonio.

Richiesta di rispetto e assunzioni

Alberto Motta, segretario generale Fp Cgil Milano, chiede rispetto per gli accordi. Sottolinea il sacrificio dei lavoratori. Essi garantiscono la fruizione pubblica dei luoghi della cultura. Tuttavia, sono stremati dai carichi di lavoro. L'incertezza sulle future condizioni lavorative è alta. La richiesta è di un maggiore riconoscimento del loro impegno.

Giorgio Dimauro, segretario generale Uilpa Milano, critica la politica del ministero. Accusa di esternalizzare servizi e creare precariato. Spese per consulenze esterne ammontano a milioni. Questi fondi potrebbero essere impiegati per assunzioni. Avere un organico adeguato permetterebbe un funzionamento ottimale degli uffici e dei musei. La priorità dovrebbe essere il personale interno.

La vertenza evidenzia una disparità di trattamento. Si spendono ingenti somme per consulenti esterni. Al contempo, le assunzioni di personale stabile rimangono al palo. I sindacati chiedono un cambio di rotta. Vogliono investimenti nel personale interno. Questo garantirebbe maggiore stabilità e competenza.

Domande frequenti

Perché la Grande Brera rimarrà chiusa a Pasquetta?

Quali sono le richieste dei sindacati riguardo al personale dei musei?