Milano: flash mob per salvare la storica libreria Hoepli
Mobilitazione popolare per la libreria Hoepli
Ieri mattina, Milano si è svegliata con un flash mob in difesa della storica Libreria Internazionale Hoepli. Centinaia di persone, tra cui dipendenti, cittadini affezionati e famiglie, si sono riunite in via Hoepli per esprimere il proprio dissenso contro la decisione di liquidare l'azienda, che rischia di chiudere i battenti tra poche settimane dopo 156 anni di attività.
L'evento, organizzato dai sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Uiltemp, ha visto la partecipazione di diverse generazioni, unite dal comune amore per la cultura e dal timore di perdere un importante punto di riferimento cittadino. Tra i presenti anche l'ex direttrice editoriale Susanna Schwarz, che ha definito la situazione «una vergogna».
Un presidio contro la chiusura e la speculazione
Le serrande della libreria sono rimaste abbassate per uno sciopero di tre ore, mentre un grande striscione bianco invitava i passanti a completare la frase «La libreria Hoepli per me è…». Le risposte, scritte su palloncini azzurri e direttamente sulle vetrine, hanno dipinto un quadro commovente: «Un tempio della cultura milanese», «Non andare via. Milano sarà più povera», «Ci sono posti che fanno cittadinanza: questa è Hoepli».
Il segretario generale della Cgil di Milano, Luca Stanzione, ha sottolineato come la chiusura della Hoepli possa rappresentare «il segnale che la speculazione immobiliare può averla vinta sulla cultura indipendente». La preoccupazione è condivisa da molti, che vedono nella libreria non solo un luogo di acquisto, ma un vero e proprio presidio culturale.
Appello alle istituzioni per salvare la Hoepli
I lavoratori e i sindacati hanno lanciato un appello accorato alle istituzioni, dal Comune alla Regione fino al Ministero della Cultura, affinché intervengano per trovare una soluzione che eviti la chiusura. La risposta non si è fatta attendere: Palazzo Marino ha convocato per venerdì un tavolo con i sindacati, un passo che la Cgil definisce «la prima buona notizia dopo settimane di angoscia».
Anche il consigliere regionale del Partito Democratico, Pierfrancesco Majorino, presente alla manifestazione, ha definito la chiusura «un pessimo segnale per tutta la città», auspicando un coinvolgimento attivo di tutte le istituzioni. L'auspicio è che, come nelle favole, si possa trovare un lieto fine per questa storica realtà milanese.