Il docufilm dedicato a Giulio Regeni è stato proiettato all'Università Statale di Milano. L'evento fa parte di un'iniziativa nazionale per la libertà di ricerca. Presenti i genitori del ricercatore.
Proiezione del docufilm su Giulio Regeni
All'Università Statale di Milano è stato proiettato il docufilm intitolato “Giulio Regeni - Tutto il male del mondo“. La pellicola è diretta da Simone Manetti. È dedicata al giovane ricercatore, tragicamente scomparso in Egitto nel 2016. Questo evento segna l'avvio di un'importante iniziativa. Si chiama “Le Università per Giulio Regeni“. È promossa dalla senatrice a vita Elena Cattaneo. L'iniziativa si svolge nel decennale della morte del ricercatore. Prevede proiezioni e incontri in 76 atenei italiani. Il tema centrale è la libertà di ricerca. La tappa milanese ha visto la partecipazione dei genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni. Erano presenti anche l'avvocata di famiglia Alessandra Ballerini. Hanno partecipato la rettrice Marina Brambilla e la senatrice Cattaneo.
Dibattito sui fondi negati al film
Il documentario è stato recentemente al centro di un acceso dibattito. Ciò è avvenuto dopo il rifiuto di fondi da parte del Ministero della Cultura. Il Ministero non ha ritenuto il film di "interesse culturale nazionale". La madre di Giulio, Paola Deffendi, ha commentato la decisione. Ha affermato: «A queste ingiustizie ci siamo abituati da dieci anni». Ha aggiunto che la notizia ha dispiaciuto per chi ha investito nel progetto. Il padre, Claudio Regeni, ha sottolineato i progressi fatti in questi anni. Ha detto: «Molte persone si sono immedesimate in Giulio». Ha ricordato che il suo scopo era approfondire la conoscenza. La senatrice Elena Cattaneo ha definito il luogo della proiezione «davvero il posto giusto». Ha lodato il documentario per aver raccontato la vita di Giulio. Ha definito «incomprensibile» la decisione del Ministero. Ha ribadito l'importanza della libertà di ricerca.
L'Università Statale sostiene la libertà di ricerca
La rettrice dell'Università Statale, Marina Brambilla, ha espresso orgoglio. Ha dichiarato: «Siamo davvero orgogliosi che questo progetto di resistenza civile parta proprio dalla Statale». Ha evidenziato l'impegno dell'ateneo sui temi dei diritti umani. Ha menzionato anche la legalità e la pace. Questi valori sono centrali nell'offerta formativa, scientifica e culturale dell'istituzione. L'iniziativa “Le Università per Giulio Regeni” mira a mantenere viva la memoria. Vuole anche stimolare una riflessione collettiva. La figura di Giulio Regeni diventa un simbolo. Rappresenta la lotta per la verità e la giustizia. La libertà di ricerca è un pilastro fondamentale. La sua negazione o limitazione rappresenta un grave attacco alla democrazia. La partecipazione di tante università dimostra un forte senso di comunità. Unisce accademici, studenti e cittadini in un comune sentire. La proiezione alla Statale è un messaggio potente. Ribadisce l'importanza di non dimenticare e di continuare a chiedere giustizia. La presenza dei genitori rafforza ulteriormente il significato dell'evento. La loro testimonianza è un monito costante.