Una famiglia con due figli è stata sfrattata da un sottotetto a Milano, affittato illegalmente nonostante fosse già pignorato. La vicenda ha scatenato proteste e richieste di intervento al Comune.
Sfratto da sottotetto pignorato a Milano
Una famiglia ha scoperto di vivere in un sottotetto già pignorato. L'abitazione, situata in via Ascanio Sforza 73, nel quartiere Stadera di Milano, presentava gravi problemi di salubrità. La muffa e la mancanza di riscaldamento erano solo alcuni dei disagi. L'affitto veniva percepito in nero, per una cifra mensile di 700 euro.
Hira, originario del Bangladesh, risiedeva lì da circa 9 mesi. Viveva con la moglie, in attesa del secondo figlio, e il loro primogenito di 3 anni. La scoperta del pignoramento è avvenuta a dicembre. Il proprietario aveva ricevuto un ordine di sgombero per l'immobile. La famiglia si è trovata così di fronte a una situazione drammatica.
Questo raggiro ha colpito una famiglia in condizioni di estrema indigenza. La vicenda ha visto la mobilitazione dell'Unione inquilini di Milano. Anche l'europarlamentare Ilaria Salis ha preso parte alla protesta. Un presidio è stato organizzato per il giorno previsto per lo sgombero. Fortunatamente, l'ufficiale giudiziario ha concesso un rinvio. Lo sgombero è stato posticipato a maggio.
Il custode giudiziario nominato dal tribunale ha concesso questo tempo. Ora Hira deve trovare una nuova sistemazione. La sua famiglia, composta da moglie e due figli, necessita di un tetto sicuro. La situazione evidenzia gravi criticità nel mercato immobiliare milanese.
Condizioni abitative e truffa immobiliare
La soffitta affittata a Hira era in condizioni pessime. Si trattava di una singola stanza, con un bagno minuscolo. Le pareti erano ricoperte di muffa e presentavano infiltrazioni d'acqua. Mancavano le utenze per il riscaldamento e l'acqua calda. L'agenzia immobiliare ha agito da intermediario. Ha facilitato il contatto tra Hira e il proprietario. Solo successivamente, con l'arrivo degli ufficiali giudiziari, Hira ha appreso del pignoramento. Questa è stata definita una «beffa dentro la beffa».
Giovanni Carenza, dell'Unione inquilini, e Ilaria Salis hanno denunciato il caso. Hanno sottolineato l'inaccettabilità di affittare immobili fatiscenti. Soprattutto in una città come Milano. Le condizioni erano ben al di sotto degli standard minimi di abitabilità. Il canone richiesto, 700 euro, appare sproporzionato.
Si chiede un intervento immediato da parte del Comune di Milano. L'obiettivo è assegnare alla famiglia un Servizio Abitativo Transitorio (SAT). Questo garantirebbe un alloggio temporaneo. In attesa di una soluzione definitiva. L'amministrazione comunale ha la facoltà di intervenire. L'Unione inquilini e Ilaria Salis si impegnano a sostenere questa richiesta.
Intervento politico e richieste al Comune
La vicenda è stata portata all'attenzione del consiglio comunale. Tommaso Gorini, capogruppo di Europa Verde a Palazzo Marino, era presente al presidio. Ha descritto la famiglia come «sfortunata e truffata». Hanno vissuto in uno spazio di soli 15 metri quadrati. Ignari del pignoramento in corso. Il padre lavora in un hotel. La madre è incinta e hanno un bambino piccolo.
Gorini ha paragonato la soffitta a una scena del film «Rocco e i suoi fratelli». Ha evidenziato la presenza di muffa e un materasso abbandonato. Ha espresso amarezza per la mancata soluzione. La rigidità delle norme regionali è stata indicata come un ostacolo. L'unica proposta è una casa famiglia. Ma questa potrebbe accogliere solo la madre e il bambino. Ciò comporterebbe la separazione della famiglia.
Gorini ha auspicato una soluzione. La famiglia ha ottenuto un mese di rinvio dello sgombero. L'intervento politico mira a sensibilizzare le istituzioni. Si cerca di trovare un alloggio dignitoso per Hira e i suoi cari. La situazione mette in luce le difficoltà abitative per le fasce più deboli. Specialmente nelle grandi città.
Contesto normativo e sociale
La vicenda di Hira e della sua famiglia solleva questioni importanti. Riguardano la tutela degli inquilini e la gestione del patrimonio immobiliare pignorato. La legge italiana prevede procedure specifiche per gli sfratti. Tuttavia, casi di truffa e sfruttamento sono purtroppo diffusi. L'affitto in nero aggrava ulteriormente la posizione degli inquilini. Li priva di tutele legali.
Il Servizio Abitativo Transitorio (SAT) è uno strumento previsto dai comuni. Serve a fornire alloggio temporaneo a persone in situazioni di emergenza. La difficoltà nell'ottenere un SAT evidenzia le carenze del sistema di welfare abitativo. Soprattutto a Milano, dove la domanda di alloggi è elevata. E l'offerta di soluzioni abitative a prezzi accessibili è limitata.
La normativa regionale, citata da Gorini, potrebbe rappresentare un ostacolo. Le regole rigide possono impedire soluzioni flessibili. Necessarie per affrontare casi complessi come questo. La separazione della famiglia, proposta come unica soluzione in alcuni casi, è inaccettabile. Le politiche abitative dovrebbero mirare a mantenere l'unità familiare.
La presenza di figure come Ilaria Salis e associazioni come l'Unione inquilini è fondamentale. Queste realtà svolgono un ruolo di advocacy. Denunciano le ingiustizie. E spingono per un cambiamento legislativo e amministrativo. La lotta contro la povertà e l'esclusione abitativa richiede un impegno congiunto. Tra istituzioni, cittadini e organizzazioni della società civile.