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Una nuova esposizione a Milano mette a confronto le civiltà etrusca e veneta, esplorando il loro legame con il sacro e l'acqua. La mostra, visitabile fino al 10 gennaio, presenta reperti inediti che svelano similitudini e differenze tra questi antichi popoli.

Etruschi e veneti: un dialogo tra culture

La Fondazione Rovati di Milano ospita un'importante esposizione dedicata a due grandi civiltà preromane: gli Etruschi e i Veneti. L'evento, intitolato 'Etruschi e veneti. Acque, culti e santuari', prosegue il percorso iniziato a Venezia, approfondendo le connessioni e le divergenze tra questi popoli. L'allestimento si concentra in particolare sul loro rapporto con la dimensione sacra e con le risorse idriche.

La mostra, aperta al pubblico fino al 10 gennaio, si snoda nell'ipogeo della fondazione. Qui, diversi reperti archeologici vengono accostati per stimolare un confronto diretto tra le due culture. L'obiettivo è superare una mera divisione geografica per evidenziare le analogie e le differenze.

Rapporti con sacro e acqua

La curatrice Giovanna Gambacurta, affiancata da Laura Maria Michetti, Giulio Paolucci, Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, spiega che l'esposizione milanese rappresenta un'evoluzione rispetto a quella veneziana. Quest'ultima analizzava il culto dell'acqua in Etruria e in Veneto separatamente. La nuova mostra, invece, rompe questa schematizzazione.

Vengono mescolati oggetti etruschi e veneti nella stessa vetrina. Questo approccio mira a mostrare le similitudini e le differenze in modo più diretto. Entrambe le civiltà, infatti, creavano depositi di oggetti in laghetti e stagni. Inoltre, entrambe edificarono santuari vicino ai porti, luoghi di fondamentale importanza.

Michetti sottolinea come, per Veneti ed Etruschi, ogni attività pubblica si svolgesse in un contesto religioso. Questo includeva anche le istituzioni educative. La dimensione sacra permeava quindi ogni aspetto della vita quotidiana.

Reperti emblematici e divinità

All'ingresso, i visitatori sono accolti da una scultura in terracotta raffigurante Thesam, divinità etrusca dell'aurora. Questo pezzo proviene dal Museo Civico Archeologico delle Acque di Chianciano Terme. Di fronte, è esposto il Disco di Montebelluna, un antico reperto veneto conservato presso i Musei Civici di Treviso.

Il disco rappresenta la 'signora della Natura', una dea con una chiave in mano. È circondata da un animale a quattro zampe, simbolo degli inferi, e da un uccello, che rappresenta il cielo. Questi elementi offrono uno spaccato della simbologia e della cosmologia delle due culture.

Le acque miracolose e i santuari

Una sezione specifica è dedicata alle 'Acque miracolose'. Questa parte esplora le presunte proprietà curative delle acque e i rituali legati a sorgenti e luoghi termali nell'Italia antica. Tra i reperti spicca una grande ascia rituale in ferro con decorazioni zoomorfe.

L'ascia è stata rinvenuta nell'area sacra di Fucoli ed è conservata al Museo Civico Archeologico delle Acque di Chianciano Terme. Viene inoltre presentata una selezione di simpula, mestoli in bronzo usati per le libagioni. Questi oggetti, provenienti dal Museo Archeologico Cadorino, venivano spezzati ritualmente dopo l'uso e sono emblematici del santuario di Làgole di Calalzo, in Veneto.

La scoperta di una testa votiva maschile in bronzo ha aperto nuove interpretazioni. L'iscrizione riporta il nome 'Fonte Calda' (Flere Havens in etrusco). Questo ritrovamento suggerisce che il termine etrusco 'flere' possa significare non solo 'nume', ma anche 'fonte'.

Sacri approdi e rotte commerciali

La sezione 'Sacri approdi' indaga il legame tra culto, navigazione e scambi culturali in tre centri preromani: Este, Pyrgi e Altino. A Este, il porto-santuario fluviale era associato al culto della dea Reitia, alla scrittura e alle attività femminili come filatura e tessitura.

Pyrgi, un importante porto etrusco sul Mediterraneo, testimonia l'intricata connessione tra religione, commercio e potere politico. Altino, snodo cruciale per le rotte adriatiche e lagunari, ospitava un santuario frequentato anche da stranieri. Qui, il sacrificio del cavallo evidenzia il valore religioso di questo animale nella civiltà veneta.

Il percorso espositivo include anche un nucleo dedicato alla Sardegna nuragica, con bronzetti e ceramiche votive dal Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. La mostra è arricchita dai disegni del bioartista milanese Mauro Ceolin.

Domande frequenti

Dove si tiene la mostra sugli Etruschi e i Veneti a Milano?

La mostra 'Etruschi e veneti. Acque, culti e santuari' si tiene nell'ipogeo della Fondazione Rovati a Milano.

Fino a quando è possibile visitare la mostra?

L'esposizione è visitabile fino al 10 gennaio.