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L'ex vicesindaco di Milano, Luigi Corbani, ha presentato un esposto che ha portato a indagini sulla vendita di San Siro. Critica la politica, accusandola di aver ceduto agli affari, e chiede al Comune di fermare l'operazione e ripartire da capo.

Vendita San Siro al centro di indagini

Un esposto presentato all'inizio dello scorso anno ha dato il via a indagini giudiziarie. Queste investigazioni hanno portato a perquisizioni da parte della Guardia di Finanza. L'oggetto delle indagini è la vendita dello stadio di San Siro ai club calcistici. L'ex vicesindaco di Milano, **Luigi Corbani**, esprime amarezza per la situazione. Egli fondò il comitato **Sì Meazza** con l'obiettivo di mantenere lo stadio pubblico. La sua battaglia mira a salvare la struttura dall'abbattimento.

Corbani afferma che «la politica si è arresa agli affari». Questo, secondo lui, rappresenta il vero dramma della vicenda. Una nuova udienza è prevista per il **23 giugno**. Il Tar discuterà nel merito i ricorsi presentati alla giustizia amministrativa. La vicenda giudiziaria si intreccia con un'istruttoria della Corte dei Conti. Quest'ultima valuta un possibile danno erariale per le casse pubbliche.

Corbani: "Il Comune deve bloccare tutto"

Alla luce degli sviluppi investigativi, **Luigi Corbani** propone un'azione decisa da parte del Comune di Milano. «Dovrebbe bloccare tutta l’operazione», dichiara. Suggerisce inoltre di attendere l'esito completo delle indagini. «Bisognerebbe ripartire da zero», insiste. Anche i club potrebbero ritirarsi dall'accordo. Esiste infatti una clausola che consente l'annullamento del contratto in caso di indagini. **Corbani** ritiene che le indagini siano appena all'inizio. Per questo, la politica dovrebbe fermarsi a riflettere seriamente. La prosecuzione dell'attuale percorso è messa in discussione.

L'ex vicesindaco sottolinea come scelte politiche più oculate avrebbero potuto evitare l'intera vicenda. La situazione attuale è vista come un «fallimento della politica». I cittadini milanesi ne pagano le conseguenze. **Corbani** si dice particolarmente contrariato da un aspetto specifico. Durante la campagna elettorale per la rielezione del sindaco **Sala**, la vendita di San Siro non fu mai discussa. Nemmeno l'ipotesi di abbattimento venne menzionata. L'ex vicesindaco si chiede perché questa questione, di grande interesse pubblico, non sia stata sottoposta al vaglio dei milanesi.

San Siro non era un peso, ma un valore

La decisione di non discutere apertamente la vendita dello stadio è vista come deliberata. **Corbani** evidenzia l'importanza dell'operazione per il suo valore simbolico e l'impatto sulla città. Milano ha una struttura unica in Italia. Il mancato dibattito ha tradito gli elettori. L'idea che lo stadio fosse un «peso morto» per le casse comunali viene categoricamente smentita. «Assolutamente no», afferma **Corbani**. La struttura ha sempre generato profitti. La sua vendita non aveva senso, soprattutto considerando un prezzo ritenuto sottostimato.

Vengono citati dati concreti: **80 milioni di incassi** in sole dieci partite. L'inaugurazione delle Olimpiadi invernali ha portato **28 milioni**. **Corbani** ricorda come il sindaco **Sala** abbia definito lo stadio «il più iconico del mondo» al **CIO** di Losanna. La struttura, secondo lui, potrebbe rimanere proficuamente in mano pubblica. Sarebbe sufficiente una riqualificazione necessaria. Le indagini della Procura, che hanno acceso un faro sui rilievi dell'esposto, sono accolte con soddisfazione. **Corbani** spera che possano emergere ulteriori dettagli.

Irregolarità e speculazione immobiliare

L'operazione di vendita è apparsa fin da subito poco trasparente e irregolare. Così la descrive **Luigi Corbani**. La gestione non ha previsto alcun confronto con i cittadini o con i comitati. L'obiettivo sembra essere stato quello di portare avanti una speculazione immobiliare. Viene ricordato un incontro promesso per gennaio **2022**, mai avvenuto. **Corbani** ironizza sul fatto che il sindaco **Sala** preferisca incontrare figure come **Scaroni** e **Marotta** piuttosto che dialogare con i milanesi. La battaglia legale e politica per San Siro continua, con la speranza di giustizia e trasparenza.

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