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A Milano si sono tenuti due cortei di protesta contro il "Remigration Summit". Le autorità hanno predisposto un imponente dispiegamento di forze dell'ordine per prevenire disordini e deviazioni dei percorsi stabiliti.

Manifestazioni di protesta in centro a Milano

Nella giornata dedicata al "Remigration Summit", l'attenzione delle autorità si è focalizzata su due iniziative di protesta. Queste manifestazioni sono state organizzate per esprimere dissenso nei confronti dell'evento. Si prevedeva una notevole partecipazione popolare.

Un primo raduno ha avuto luogo in piazza Lima. Qui si sono riunite circa duemila persone. Tra i partecipanti figuravano esponenti di Avs. Erano presenti anche rappresentanti dei centri sociali Cantiere e T28. Una delegazione dell'Anpi ha preso parte all'iniziativa. Il gruppo attendeva l'arrivo di sostenitori della causa pro-Palestina. Questi ultimi provenivano da piazza Argentina.

Il corteo da piazza Lima ha poi preso avvio lungo corso Buenos Aires. Il percorso è stato definito dopo attente discussioni con la Questura. La marcia prevedeva una svolta a sinistra in viale Regina Giovanna. Successivamente, il corteo si sarebbe mosso attraverso via Pisacane e via Bellotti. La progressione continuava in viale Majno. Si è attraversata piazza Cinque Giornate. La marcia è proseguita in corso di Porta Vittoria. L'arrivo era previsto in piazza Santo Stefano.

Secondo corteo e possibili tensioni

Un secondo corteo si è formato contemporaneamente in piazza Tricolore. Questa iniziativa è stata promossa da gruppi antagonisti. Tra questi, i collettivi Lambretta e Zam. Presente anche il laboratorio occupato Kasciavit. Il percorso di questa manifestazione era differente.

Il tragitto si è snodato lungo viale Bianca Maria. La marcia ha proseguito per via Mascagni. Si è poi percorso via Visconti di Modrone. L'arrivo era previsto in via Sforza. La destinazione finale era un'area vicina alla Statale. Questo percorso era considerato potenzialmente più critico dalle forze dell'ordine.

Si temeva che alcuni partecipanti potessero tentare di deviare dal percorso stabilito. L'obiettivo sarebbe stato quello di avvicinarsi all'area del "Remigration Summit". Le forze dell'ordine hanno predisposto misure di sicurezza stringenti. Sono stati impiegati circa 700 agenti supplementari. Questi sono giunti da fuori città per rafforzare il dispositivo di sicurezza.

Dispiegamento delle forze dell'ordine

Due punti specifici del centro sono stati identificati come potenzialmente critici. Il primo si trovava in via Borgogna. Qui si prevedeva un possibile tentativo di proseguire dritto da via Mascagni. Invece di svoltare a sinistra in via Visconti di Modrone. Per prevenire ciò, è stato rafforzato il presidio. Poliziotti e carabinieri erano pronti all'azione. Veicoli blindati e un idrante sono stati schierati. L'incrocio con via Cino del Duca sarebbe stato bloccato. L'obiettivo era impedire l'accesso verso piazza San Babila.

Un secondo punto sotto osservazione era situato più avanti. Si trovava sull'altro lato di piazza Duomo. Un idrante e altri mezzi sono stati posizionati tra piazza Fontana e largo Augusto. Anche qui, lo scopo era scoraggiare eventuali deviazioni. Si voleva impedire l'accesso non autorizzato tra via Sforza e via Verziere. Le autorità hanno lavorato per garantire la sicurezza pubblica. Hanno cercato di prevenire incidenti durante le manifestazioni.

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