L'arcivescovo Mario Delpini di Milano affronta il tema del teppismo giovanile, definendolo disastroso e frutto di infelicità. Cita santi milanesi come Carlo Acutis per offrire un messaggio di speranza e introspezione ai giovani e ai ricchi.
Il teppismo giovanile a Milano: un fenomeno preoccupante
La città di Milano è stata recentemente teatro di episodi di vandalismo e teppismo. Questi atti, compiuti principalmente da giovani, hanno destato profonda preoccupazione. L'arcivescovo Mario Delpini ha voluto affrontare questo argomento delicato durante la sua omelia per la festività di Ognissanti. Ha definito il comportamento dei giovani come «teppismo disastroso».
Monsignor Delpini ha collegato questi episodi a una profonda infelicità giovanile. Ha immaginato un dialogo tra i ragazzi di oggi e san Carlo Acutis. Questo giovane santo milanese, morto a soli quindici anni, è stato proclamato santo lo scorso anno. La sua figura rappresenta un esempio di fede e gioia per i suoi coetanei.
L'arcivescovo ha sottolineato come la società abbia reagito a questi eventi con diagnosi, punizioni e accuse. Ha però suggerito un approccio diverso, basato sull'empatia e sulla comprensione. San Carlo Acutis, secondo Delpini, avrebbe guardato con simpatia ai giovani milanesi di oggi. Avrebbe offerto loro parole di conforto e guida spirituale.
Il messaggio di san Carlo Acutis ai giovani
Secondo l'arcivescovo Mario Delpini, san Carlo Acutis avrebbe rivolto ai giovani un messaggio chiaro e diretto. «Amico, non ti serviranno le cose che puoi rubare», avrebbe detto loro. «Non ti daranno soddisfazione i danni che puoi combinare. Amico mio, rientra in te stesso». Questo invito all'introspezione è fondamentale. Suggerisce che la vera felicità non si trova nel possesso materiale o nella distruzione.
Il messaggio di san Carlo Acutis si concentra sull'importanza di guardare dentro di sé. La ricerca di soddisfazione nei beni materiali o negli atti vandalici è effimera. Porta solo a un vuoto interiore. L'arcivescovo Delpini ha voluto trasmettere questo insegnamento ai giovani di Milano. Spera che possa aiutarli a trovare un percorso più costruttivo e significativo nella loro vita.
La figura di san Carlo Acutis è particolarmente significativa per Milano. La sua giovane età e la sua santità lo rendono un modello accessibile per molti adolescenti. L'arcivescovo ha evidenziato come la sua testimonianza possa essere una luce guida. Può aiutare a contrastare la disperazione e la mancanza di prospettive che a volte portano a comportamenti devianti.
Un monito anche per i più ricchi e per i sacerdoti
L'arcivescovo Mario Delpini non si è rivolto solo ai giovani. Ha esteso il suo messaggio anche ad altre fasce della popolazione milanese. Ha parlato ai ricchi della città, coloro che a volte «si stufano di fare l'industriale». Questi individui, secondo Delpini, vendono le loro aziende per dedicarsi a operazioni finanziarie, accumulando denaro con il denaro.
A queste persone, l'arcivescovo ha contrapposto la figura di Marcello Candia. Questo industriale, negli anni '70, scelse di vendere la sua azienda per aiutare i poveri e i lebbrosi in Brasile. La sua scelta dimostra che è possibile utilizzare il denaro per fare del bene. Si possono creare opportunità di lavoro e realizzare opere benefiche, invece di limitarsi a generare profitto.
Il messaggio ai sacerdoti è stato affidato alla figura di don Domenico Pogliani. Fondatore della Sacra Famiglia di Cesano Boscone, questa istituzione accoglie disabili e persone bisognose di riabilitazione. Don Domenico, proclamato venerabile, rappresenta un esempio di dedizione e servizio. La sua opera testimonia l'impegno della Chiesa nel prendersi cura dei più fragili.
La santità milanese: un modello di bene comune
L'arcivescovo Mario Delpini ha sintetizzato il concetto di «santità milanese». L'ha descritta come la santità della «gente per bene». Persone che si appassionano a fare il bene. E che, con il loro esempio, riescono a convincere molti altri a fare lo stesso.
Questa visione della santità è inclusiva e dinamica. Non si limita a figure eccezionali o a gesti eroici. Riguarda piuttosto un impegno quotidiano nel fare del bene. Un impegno che può ispirare e coinvolgere l'intera comunità. Milano, con la sua storia ricca di figure sante, può offrire molti esempi di questo tipo.
L'arcivescovo ha voluto sottolineare come la santità non sia un traguardo irraggiungibile. È piuttosto un percorso. Un percorso fatto di scelte concrete orientate al bene. Un percorso che può essere intrapreso da chiunque. Partendo dai giovani, passando per gli imprenditori e arrivando ai sacerdoti.
La riflessione di monsignor Delpini offre uno spunto importante per la città di Milano. In un momento segnato da episodi di degrado sociale, il richiamo alla santità e al bene comune diventa ancora più necessario. La sua omelia è un invito a riscoprire i valori che rendono una comunità forte e solidale. Un invito a guardare ai santi non come figure lontane, ma come esempi concreti di vita vissuta secondo principi elevati.