La vicenda delle Park Tower a Milano vede una riduzione del danno erariale contestato a funzionari comunali. La somma scende da 300mila a 175mila euro, con possibili ulteriori riduzioni. Il processo penale per lottizzazione abusiva prosegue.
Riduzione danno erariale per Park Tower
La somma inizialmente contestata per un presunto danno erariale legato al progetto delle Park Tower a Crescenzago è stata significativamente ridotta. La Procura presso la Corte dei Conti della Lombardia aveva stimato il danno in circa 300mila euro. Questa cifra riguardava tre dipendenti di Palazzo Marino, i primi ad essere indagati in merito.
La revisione degli oneri richiesti al costruttore dal Comune ha portato a una nuova quantificazione. L'importo del danno erariale contestato è ora di 175mila euro. Questa cifra potrebbe subire un'ulteriore decurtazione del 70% in caso di condanna, a seguito della controversa riforma Foti.
Tuttavia, se il costruttore salderà l'importo dovuto a Palazzo Marino, il giudizio contabile potrebbe estinguersi. In questo scenario, il presunto danno verrebbe considerato sanato, proteggendo così i dipendenti comunali dal rischio di dover risarcire la somma.
Prosegue il processo penale per lottizzazione abusiva
Parallelamente al procedimento contabile, rimane in piedi il processo penale. Questo procedimento verte sull'accusa di lottizzazione abusiva. Il giudice per l'udienza preliminare ha rinviato a giudizio sei persone. Tra queste figurano architetti, costruttori e funzionari coinvolti nel caso delle Park Tower.
Il progetto è uno dei casi di rigenerazione urbana finiti sotto la lente d'ingrandimento dei pubblici ministeri. Le indagini hanno ipotizzato uno schema illecito. La nuova costruzione sarebbe stata presentata come una ristrutturazione. Questo avrebbe comportato vantaggi economici per i privati coinvolti.
Il procuratore Paolo Evangelista ha spiegato che l'azione intrapresa ha stimolato un intervento correttivo da parte del Comune. Questo ha portato a un ricalcolo degli importi dovuti dal costruttore. Evangelista ha sottolineato che la procedura iniziale era ritenuta illegittima.
Difesa dei dipendenti comunali e attesa della sentenza
I legali dei dipendenti comunali hanno sempre sostenuto che i loro assistiti abbissero agito seguendo precise direttive. Queste direttive sarebbero state dettate anche da scelte politiche in materia urbanistica. Hanno invocato l'applicazione dello “scudo erariale”. Hanno anche sostenuto la tesi di una colpa lieve, non sanzionabile penalmente.
La richiesta di un rinvio del giudizio, in attesa dell'esito del processo penale, è stata respinta. I giudici si sono ritirati in camera di consiglio. La sentenza sarà depositata non prima dei prossimi 30 giorni. Si prevede che questo verdetto farà scuola. Infatti, decine di altre istruttorie sono aperte per danni erariali simili, legati a progetti di sviluppo immobiliare.
Al momento, oltre al caso Park Tower, non sono state notificate altre richieste di deduzioni. Questo è l'equivalente di un'informazione di garanzia per dipendenti o ex dipendenti pubblici. La magistratura contabile sta agendo con molta cautela in questa fase.
Clima teso negli uffici comunali e richieste sindacali
La sentenza è attesa con trepidazione anche dal personale degli uffici comunali. Il clima a Palazzo Marino rimane teso. L'ultimo incontro in Prefettura tra sindacati e rappresentanti del Comune sulla “vertenza Rigenerazione urbana” si è concluso senza accordi. Le sigle sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa, insieme alle Rsu, hanno confermato lo stato di agitazione. Questo potrebbe portare a future iniziative di protesta.
Il Comune, considerato parte lesa dalla Procura, tramite l'avvocatura, ha confermato la scelta di non costituirsi parte civile nei procedimenti a carico dei propri dipendenti. Ha inoltre offerto supporto psicologico individuale. Tra le criticità sollevate dai sindacati, mancano ancora la “firma congiunta dirigente-dipendente” e l'istituzione di un “ufficio di consulenza legale/tecnica interna”. Non ci sono garanzie esplicite sulla tutela legale in caso di esiti diversi dall'assoluzione.
Le richieste sindacali includono la copertura totale di tutte le spese legali sostenute dai dipendenti, fino alla sentenza definitiva.