Il marchio di gioielli Damiani potrà finalmente esporre la sua insegna nella storica Galleria Vittorio Emanuele di Milano. La decisione è arrivata dopo un lungo contenzioso legale che ha visto i giudici del Consiglio di Stato accogliere le ragioni dell'azienda.
Battaglia legale per l'insegna in Galleria
Lo spazio conteso si trova sul lato di via Pellico della Galleria. L'azienda, fondata nel 1924 a Valenza, ha ottenuto il permesso di installare la sua insegna. Questo risultato è stato raggiunto dopo un lungo iter giudiziario. I giudici del Consiglio di Stato hanno annullato una precedente decisione del Tar. La vicenda ha avuto inizio nell'estate del 2022. In quel periodo, Casa Damiani spa partecipò a un bando. L'obiettivo era ottenere due spazi commerciali nel complesso monumentale. Questi si trovano in via Pellico 6.
Il primo agosto 2022, il Tar accolse un ricorso del marchio. Venne annullata l'assegnazione di spazi a Chanel. Questi spazi erano gli ex bagni pubblici Cobianchi. A causa del divieto di "doppia insegna" nell'Ottagono, Damiani dovette presentare un altro brand. Per il lotto 2, venne scelto il marchio di alta gamma Rocca 1974. Questo si aggiudicò la gara il 7 novembre 2022. La convenzione fu firmata il 25 luglio 2023. La vicenda non si concluse qui. Nel frattempo, il Consiglio di Stato aveva ribaltato la decisione di primo grado sul caso Cobianchi. La sentenza favorì Chanel.
Il Comune dice no alla modifica
A quel punto, Casa Damiani chiese al Comune di Milano la possibilità di aprire una boutique monomarca. L'idea era di sostituire il negozio con insegna Rocca 1794. Palazzo Marino respinse la richiesta. Il Comune richiamò una clausola dell'accordo. Questa clausola vieta ogni modifica dei segni distintivi. Tale regola fu introdotta nel 2012. Serviva a prevenire cessioni di rami d'azienda con buonuscite elevate.
I legali di Casa Damiani si rivolsero nuovamente al Tar. Sottolinearono che il gruppo di Valenza non aveva intenzione di trasferire la concessione. Il cambio di insegna sarebbe avvenuto all'interno dei marchi di proprietà di Casa Damiani. Il ricorso sosteneva inoltre che l'azienda si sarebbe aggiudicata il bando in ogni caso. L'offerta tecnica e la qualità proposta non sarebbero cambiate.
La sentenza del Consiglio di Stato
Il Tar aveva inizialmente bocciato queste tesi. Ritenne legittima la posizione del Comune di Milano. La modifica dell'insegna in corso d'opera avrebbe rischiato di violare il principio della parità di trattamento. Questo principio riguarda chi partecipò alla procedura di assegnazione. Ora è arrivato il ribaltamento della decisione da parte del Consiglio di Stato. I giudici hanno stabilito che le limitazioni imposte dall'amministrazione comunale sono in contrasto con la libertà di iniziativa economica privata. Questa è tutelata dall'articolo 41 della Costituzione. La libertà imprenditoriale riguarda l'organizzazione delle risorse e la gestione dell'azienda.
Di conseguenza, i divieti di modifica delle insegne devono essere applicati solo in situazioni specifiche. Devono riguardare casi di cessione di rami d'azienda avvenuti in passato. La situazione attuale non rientra in queste casistiche. I giudici hanno quindi ritenuto valide le argomentazioni di Casa Damiani. Hanno considerato che il passaggio da Rocca 1794 a Damiani non comporterà una modifica della destinazione d'uso dei locali. Non influenzerà il pregio e la categoria merceologica dei prodotti venduti. Inoltre, il cambio di insegna non abbasserà il livello qualitativo offerto.