Cronaca

Milano-Cortina 2026: critiche alla copertura mediatica delle Paralimpiadi

15 marzo 2026, 08:48 2 min di lettura
Milano-Cortina 2026: critiche alla copertura mediatica delle Paralimpiadi Immagine da Wikimedia Commons Milano
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Critiche alla copertura mediatica e degli sponsor

La copertura mediatica e il coinvolgimento degli sponsor per le Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 sono al centro di forti critiche da parte di attivisti e figure politiche. Nonostante la retorica sull'inclusione, si lamenta una generale smobilitazione e una scarsa attenzione rispetto ai Giochi Olimpici.

L'attivista per i diritti delle persone con disabilità, Valentina Tomirotti, paragona la luce delle Paralimpiadi a un fiammifero, fragile e bisognoso di protezione, a differenza della torcia, simbolo olimpico. Sottolinea come media, istituzioni e sponsor non tutelino adeguatamente questa luce, finendo per spegnerla con un trattamento differenziato.

Confronto tra Olimpiadi e Paralimpiadi

La differenza nella copertura televisiva è evidente: mentre le Olimpiadi hanno goduto di trasmissioni continue su canali principali, le Paralimpiadi sono relegate a fasce orarie limitate o canali secondari, come segnalato dalla consigliera regionale Lisa Noja. Anche le piattaforme online e i social media sembrano dedicare meno spazio all'evento paralimpico.

La cerimonia di apertura delle Paralimpiadi è stata percepita come di budget inferiore rispetto a quella olimpica, con un diverso calibro di artisti coinvolti. Anche la presenza e la visibilità degli sponsor sono state giudicate inferiori, con dettagli come la diversa brandizzazione dei preservativi nel villaggio olimpico a evidenziare la disparità di trattamento.

Richiesta di un evento unificato

Le critiche si estendono anche alla gestione degli eventi collaterali, come la mancata illuminazione dell'Arco della Pace durante le Paralimpiadi e la sovrapposizione con i Mondiali di sci. Si denuncia un trattamento che non rende giustizia alle gesta degli atleti paralimpici, ridotti a narrazioni basate sulle loro condizioni cliniche anziché sulle loro prestazioni sportive.

La richiesta unanime da parte del mondo della disabilità è quella di unificare Olimpiadi e Paralimpiadi in un unico grande evento. Questa divisione viene definita anacronistica e paradossale, impedendo al gap di visibilità tra i due eventi di ridursi o colmarsi mai. Si auspica un investimento congiunto in termini valoriali, educativi e di copertura mediatica.

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