Manifestazione a Milano per celebrare il rilascio di due attivisti e chiedere giustizia per i prigionieri palestinesi. L'evento ha visto la partecipazione di migliaia di persone e diverse organizzazioni.
Corteo per la liberazione degli attivisti
Una marcia di protesta si è svolta a Milano. L'evento è stato organizzato per chiedere la fine del conflitto a Gaza. Si è inoltre celebrata la liberazione immediata di Thiago e Saif. La richiesta includeva anche la scarcerazione dei prigionieri politici palestinesi.
Prima dell'inizio della manifestazione, una notizia ha risuonato tra i partecipanti. Gli organizzatori hanno annunciato l'imminente rilascio dei due attivisti. Questi facevano parte della Global Sumud Flotilla. La notizia ha scatenato grida di gioia tra la folla.
Duemila partecipanti per la causa palestinese
La mobilitazione ha visto la partecipazione di circa duemila persone. Numerose realtà si sono unite per sostenere la causa. Tra queste figurano Global Sumud Italia e Cambiare Rotta. Erano presenti anche associazioni di palestinesi residenti in Italia. Molti studenti hanno aderito all'iniziativa.
Hanno partecipato anche sindacati importanti. Tra questi si annoverano Usb e Cub. Diverse altre realtà con un orientamento antagonista hanno preso parte alla marcia. La manifestazione è iniziata poco prima delle 16. Il punto di partenza è stato largo Domodossola.
Percorso e obiettivi della protesta
Il corteo ha fatto una sosta significativa. Si è fermato davanti alla sede della Rai in corso Sempione. Questo gesto mirava a sensibilizzare l'opinione pubblica. La marcia si è poi diretta verso una meta simbolica. L'arrivo era previsto in piazzale Aquileia.
Questa zona è situata di fronte al carcere di San Vittore. La scelta del luogo sottolinea la vicinanza ai prigionieri. La manifestazione ha evidenziato la gravità della situazione. Si è posta l'attenzione sulla detenzione di persone considerate prigionieri politici.
Le dichiarazioni degli organizzatori
Elio Lupoli, rappresentante del centro sociale Vittoria di Milano, ha rilasciato dichiarazioni importanti. Ha denunciato il rapimento dei due attivisti. Li ha definiti vittime di un «atto di pirateria internazionale». La loro barca batteva bandiera italiana. Lupoli ha criticato la mancanza di reazione del governo italiano.
Ha inoltre sollevato il caso del dottor Hussan Abu Safiya. Questo medico dirige l'ospedale Kamal Adwan. È stato arrestato nel 2024. Lupoli ha affermato che la sua detenzione amministrativa è stata prorogata. La detenzione è a tempo indeterminato. Non c'è stato alcun processo. Non sono state mosse accuse formali. La possibilità di difesa è stata negata.