Milano: corteo antagonista per Dax, scontri e bandiere bruciate
Manifestazione a Milano per Dax
Milano, 14 marzo 2026 – Una folta partecipazione ha caratterizzato la giornata di mobilitazione dei centri sociali a Milano, dedicata alla memoria del militante antifascista Dax, scomparso nel 2003. Nonostante la pioggia, circa 400 persone hanno preso parte a un corteo partito dall’Arco della Pace per raggiungere l’ex Palasharp di Lampugnano, occupato in mattinata e sede di un concerto serale.
L’iniziativa, parte di una tre giorni di eventi, ha visto slogan contro la guerra e le politiche internazionali. La protesta si è estesa anche a critiche verso il governo italiano e quello israeliano, con riferimenti alla situazione nella Striscia di Gaza.
Contestazioni e simboli della protesta
Durante il percorso del corteo, che ha attraversato corso Sempione, sono stati accesi fumogeni e petardi. In corso Sempione, davanti alla sede Rai, è stata data alle fiamme una bandiera israeliana, accompagnata da cori contro quella che i manifestanti hanno definito «propaganda di guerra e censura di regime».
Un altro momento significativo si è verificato in piazzale Accursio, dove è stata incendiata una bandiera americana. Questi gesti simbolici hanno sottolineato il dissenso verso le politiche internazionali percepite come aggressive e oppressive.
Un murale e tensioni con le forze dell'ordine
Una parte del corteo si è diretta verso piazza Firenze, dove è stato realizzato un murale con la scritta «Disarma la paura» sui muri dell’ex caserma Montello, area destinata a ospitare la scuola della polizia di Stato. Durante la manifestazione si sono registrati alcuni momenti di tensione con le forze dell’ordine e con i giornalisti presenti.
Nonostante ciò, non si sono verificati scontri veri e propri. La giornata si è svolta principalmente all’insegna della protesta e del ricordo, senza episodi di violenza diretta.
La storia di Davide Cesare (Dax)
Davide Cesare, noto come Dax, era un giovane di 23 anni residente a Rozzano, padre di una bambina. La sua morte avvenne a seguito di un agguato nella zona Ticinese di Milano. L’omicidio ebbe origine da un’aggressione avvenuta una settimana prima in un parco, dove Dax e altri militanti di estrema sinistra avevano aggredito un uomo che portava a spasso un cane di nome Rommel, nome associato a simpatie neonaziste.
L’aggressione iniziale portò a una denuncia e all’identificazione di Davide Cesare e altri tre amici. La sera dell’omicidio, i tre fratelli Morbi, legati all’aggressore iniziale, orchestrarono un agguato in cui Davide Cesare venne colpito mortalmente da diverse coltellate, mentre un altro militante rimase gravemente ferito. Nel 2004, i responsabili furono condannati.