A Milano, Valore D e PARI. hanno organizzato un evento per discutere delle molestie sul lavoro, sottolineando la necessità di passare dalla consapevolezza all'azione concreta con policy aziendali e formazione.
Molestie sul lavoro, il dibattito a Milano
Milano, 1° aprile 2026 – Le molestie sul posto di lavoro continuano a persistere, spesso minimizzate o ignorate. Per affrontare questa realtà, Valore D e PARI. hanno riunito esperti e rappresentanti aziendali all'Anteo-Palazzo del Cinema di Milano. L'obiettivo era superare la semplice constatazione del problema per concentrarsi sulle azioni concrete che le aziende possono intraprendere.
L'incontro, intitolato «Era solo una battuta – Le molestie sul lavoro tra norme, parole e responsabilità», ha visto la partecipazione di giuriste, psicologi e professionisti del mondo aziendale. L'evento ha posto l'accento sulla domanda cruciale: cosa fanno le aziende per contrastare efficacemente le molestie?
A introdurre i lavori, moderati dalla giornalista Annalisa Monfreda, sono stati gli interventi di Cristiana Scelza, presidente di Valore D, e Fabrizio Rutschmann, presidente di PARI. Entrambi hanno sottolineato l'urgenza di un approccio proattivo.
La cornice giuridica e il potere delle parole
Il primo panel ha delineato il quadro normativo e le sfide interpretative. Le avvocate Ester Viola e Anna Capitanio hanno evidenziato come la linea sottile tra un comportamento inappropriato e una violazione possa rendere difficile l'identificazione e il contrasto delle molestie. La mancanza di definizioni precise ostacola spesso l'intervento aziendale.
Successivamente, Pierluca Mariti, noto sui social media come @piuttostoche, ha utilizzato la comicità per illustrare come determinate espressioni e battute, apparentemente innocue, contribuiscano a normalizzare condotte inaccettabili. Il suo intervento ha messo in luce il potere del linguaggio nel plasmare la percezione della realtà lavorativa.
Questi primi contributi hanno preparato il terreno per la discussione più approfondita sull'azione concreta. La consapevolezza del problema, seppur fondamentale, non è sufficiente per generare un cambiamento reale e duraturo negli ambienti di lavoro.
Dalla consapevolezza all'azione: gli strumenti necessari
Il panel conclusivo ha rappresentato il cuore del dibattito, spostando il focus sulle strategie operative. Hanno partecipato Paola Andreozzi, responsabile comunicazione business di Valore D, Luciana De Laurentiis, consigliera di PARI., la filosofa politica Marina Calloni, lo psicologo Paolo Lanciani e l'avvocata Lara Benetti, esperta in tutela nei luoghi di lavoro.
È emerso con chiarezza che il passaggio dalla semplice consapevolezza all'azione concreta richiede strumenti specifici. Le aziende devono dotarsi di policy operative ben definite, stabilire canali sicuri e confidenziali per le segnalazioni e implementare programmi di formazione continua. Fondamentale è anche il ruolo della leadership, che deve creare un ambiente in cui chi subisce molestie si senta protetto nel denunciare.
«Le molestie possono essere continuamente ridimensionate, con una risata o con il silenzio», ha affermato Cristiana Scelza, presidente di Valore D. «Le aziende sono presidio, perché senza un impegno attivo non esiste progresso sostenibile. Oggi il punto non è più la consapevolezza, ma il passaggio all'azione: policy chiare, formazione, canali sicuri che rendano possibile la parola e proteggano chi segnala».
Fabrizio Rutschmann, presidente di PARI., ha aggiunto: «Le imprese sono un attore chiave nel contrasto alla violenza di genere e alle molestie nei luoghi di lavoro. Non solo spazi produttivi, ma contesti in cui si formano cultura, relazioni e comportamenti, e quindi leva decisiva per il cambiamento. Serve però un’assunzione di responsabilità, soprattutto da parte degli uomini nei ruoli di leadership, chiamati a passare dalle parole ai fatti. La sfida si vince costruendo alleanze tra imprese, istituzioni, scuole e università. Solo così è possibile generare un impatto concreto e duraturo».
Un punto di partenza per il futuro
L'evento di Milano non si è concluso con una semplice fotografia del problema, ma ha rappresentato un trampolino di lancio per azioni future. La questione non è più se il fenomeno delle molestie sul lavoro esista, ma come le organizzazioni decideranno di affrontarlo concretamente.
La discussione si è focalizzata sulla necessità di prendere decisioni operative nelle sedi decisionali aziendali, definendo le azioni da intraprendere a partire dal giorno successivo. L'impegno deve essere costante e tangibile, trasformando le parole in azioni concrete per creare ambienti di lavoro più sicuri e inclusivi.
La collaborazione tra diverse realtà, come quella tra Valore D e PARI., dimostra l'importanza di un fronte comune per affrontare sfide complesse come le molestie sul lavoro. L'obiettivo è promuovere una cultura aziendale basata sul rispetto, l'equità e la tutela di tutti i lavoratori.
Valore D, dal 2009, si impegna a promuovere l'equilibrio di genere e l'inclusione in Italia, supportando oltre 400 aziende associate. L'organizzazione mira a creare una società dove le differenze siano valorizzate come opportunità di crescita e innovazione per il Paese.
L'iniziativa sottolinea come le aziende abbiano un ruolo fondamentale nel plasmare la cultura lavorativa e nel prevenire comportamenti dannosi. Attraverso politiche mirate e un impegno costante, è possibile costruire luoghi di lavoro dove ogni individuo si senta rispettato e protetto.
La giornata ha evidenziato la necessità di un cambiamento culturale profondo, che parta dalle decisioni strategiche e si traduca in pratiche quotidiane. L'azione collettiva e la responsabilità condivisa sono elementi chiave per costruire un futuro lavorativo più equo e sicuro per tutti.