Il compagno di Nataly, accusato di femminicidio, si dichiara innocente davanti alla Corte d'Assise di Milano. Sostiene che la morte sia avvenuta accidentalmente durante un gioco erotico, ma la pm contesta le sue dichiarazioni.
Il compagno nega l'omicidio volontario
L'imputato ha ribadito la sua versione dei fatti. Ha affermato di non aver ucciso intenzionalmente la compagna Jhoanna Nataly Quintanilla Valle. La morte sarebbe sopraggiunta per cause accidentali. Questo durante un rapporto sessuale con pratiche erotiche particolari. La corte milanese ha ascoltato la sua testimonianza.
La pubblica ministera Alessia Menegazzo ha contestato le sue affermazioni. Le ha definite delle menzogne. L'uomo, Pablo Gonzalez Rivas, è accusato di omicidio volontario aggravato. Deve rispondere anche di occultamento di cadavere. Il corpo della donna fu ritrovato in una valigia gettata nell'Adda.
La versione dell'imputato: un incidente
Davanti ai giudici, l'uomo di 49 anni ha dichiarato: "No, non l'ho uccisa". Ha cercato di confermare la versione già espressa in precedenza. Sostenne di averla afferrata per il collo in due occasioni. Questo durante un rapporto sessuale. Ha poi aggiunto di non essersi accorto che non respirasse più. La pm gli ha chiesto perché non avesse chiamato i soccorsi.
L'imputato ha risposto: "Per paura". La pm ha insistito, chiedendo il motivo di aver depistato le indagini. Ha inscenato un allontanamento volontario della vittima. Lui ha replicato: "Non trovavo un senso a quello che era successo". Le sue dichiarazioni sono state accompagnate da pianti in aula.
Contestazioni e prove investigative
Pablo Gonzalez Rivas ha cercato di smentire diversi elementi emersi durante le indagini. Queste sono state condotte dall'aggiunta Letizia Manella e dai carabinieri del Nucleo investigativo. L'imputato ha negato di aver confessato l'omicidio a un amico. Ha anche smentito di avergli chiesto aiuto per nascondere il corpo.
Le indagini hanno rivelato che l'uomo aveva una relazione parallela. Le chat analizzate confermano questa circostanza. Aveva organizzato l'arrivo in Italia di un'altra donna. Questa doveva vivere nella casa di piazza dei Daini al posto di Nataly. La vittima aveva scoperto la relazione extraconiugale.
La relazione parallela e la scoperta
L'imputato ha negato l'esistenza di una relazione con l'altra donna. L'ha definita "un'amica di famiglia". Ha affermato di averla invitata in Italia per questo motivo. Le prove raccolte sembrano però indicare una situazione diversa. La scoperta della relazione extraconiugale da parte di Nataly potrebbe essere un movente.
Il corpo della 40enne fu ritrovato oltre un mese dopo la sua scomparsa. Era occultato in una valigia. Questa era stata gettata nel fiume Adda. L'uomo è accusato di aver commesso il femminicidio nella notte tra il 24 e il 25 gennaio 2025. Il processo proseguirà con ulteriori udienze per chiarire i fatti.