Politica

Milano: centrosinistra, CGIL e ANPI celebrano il 'No' in Piazza Duomo

23 marzo 2026, 19:21 5 min di lettura
Milano: centrosinistra, CGIL e ANPI celebrano il 'No' in Piazza Duomo Immagine generata con AI Milano
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A Milano, il centrosinistra, la CGIL e l'ANPI hanno celebrato la vittoria del 'No' al referendum in Piazza Duomo. La città ha espresso un netto favore per il 'No', distinguendosi dal resto della Lombardia.

Milano celebra il 'No' al referendum in Piazza Duomo

Milano ha vibrato di gioia e celebrazione nella giornata di ieri, 23 marzo 2026. Le forze del centrosinistra, unite alla CGIL e all'ANPI, si sono riunite in Piazza Duomo per festeggiare un risultato referendario particolarmente significativo. Le note di 'C'è chi dice no' di Vasco Rossi e dell'immancabile 'Bella Ciao' hanno accompagnato i cori e i balli dei presenti.

La metropoli lombarda ha mostrato una chiara preferenza per il 'No', andando in controtendenza rispetto all'esito generale della Lombardia, dove invece ha prevalso il 'Sì'. Questo divario ha reso la celebrazione in Piazza Duomo ancora più sentita e partecipata.

La manifestazione ha visto la partecipazione di numerosi esponenti politici. Erano presenti rappresentanti del Partito Democratico (PD), di Alleanza Verdi Sinistra (AVS), del Movimento 5 Stelle (M5S) e di Rifondazione Comunista. La loro presenza sottolinea la compattezza delle forze di opposizione su questo tema.

Dichiarazioni politiche: un messaggio alle destre

La segretaria del PD Lombardia, Silvia Roggiani, ha espresso grande soddisfazione per il risultato. «Milano, ancora una volta, dimostra di avere a cuore i valori della Costituzione», ha dichiarato la Roggiani. Ha inoltre aggiunto che il risultato è stato «straordinario non solo in città ma anche in città metropolitana».

Secondo la Roggiani, la mobilitazione dei cittadini è stata una risposta «alle tante bugie che la destra ha raccontato in questi mesi». Questo commento evidenzia la percezione di una campagna referendaria basata su disinformazione da parte del governo.

Anche il segretario milanese del PD, Alessandro Capelli, ha condiviso il suo entusiasmo. «È bello il risultato che si registra nella città metropolitana di Milano e nel Comune di Milano», ha affermato Capelli. Ha poi aggiunto che «il No vince con largo margine e manda un ennesimo messaggio alle destre».

Le sue parole suggeriscono che la vittoria del 'No' a Milano sia vista come un segnale politico forte e chiaro indirizzato all'esecutivo in carica. La città si conferma così un baluardo di opposizione.

La CGIL: un Paese che reagisce e chiede attuazione della Costituzione

La CGIL, attraverso il suo segretario milanese Luca Stanzione, ha sottolineato l'importanza del voto dei giovani. «È stato determinante il voto dei giovani», ha affermato Stanzione. Ha poi aggiunto che «c'è un Paese che reagisce quando si mette mano alla Costituzione».

Il sindacalista ha espresso la convinzione che questo voto rappresenti un desiderio collettivo di vedere la Costituzione pienamente realizzata. «Credo che tutti con questo voto abbiamo voluto dire che quella Costituzione va realizzata», ha spiegato Stanzione.

Ha inoltre evidenziato una divergenza di vedute con la direzione politica attuale del governo. «C'è un paese che non condivide la rotta che ha preso questo governo», ha concluso il segretario della CGIL di Milano.

Le sue dichiarazioni pongono l'accento sulla necessità di un'attuazione concreta dei principi costituzionali, un tema caro al mondo sindacale e a una parte significativa della cittadinanza.

L'ANPI e l'ex magistrato Spataro: un risveglio della società civile

Tra i presenti in Piazza Duomo anche l'ex magistrato Armando Spataro, figura nota per il suo impegno nella lotta alla criminalità organizzata e per la difesa della legalità. Spataro ha definito il risultato del referendum come un «risveglio dell'impegno della società civile».

Ha inoltre criticato la natura della riforma proposta. Secondo l'ex magistrato, la riforma «tendeva a spaccare la Costituzione». Questa sua affermazione rafforza l'idea che la consultazione referendaria sia stata percepita da molti come una minaccia ai principi fondamentali dello Stato.

Primo Minelli, presidente dell'ANPI Milano (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia), ha collegato il risultato referendario alle celebrazioni future. «Ci aspetta un grande 25 aprile dopo questo risultato», ha dichiarato Minelli.

Ha concluso con un messaggio di speranza e determinazione. «Questo è un Paese che difende la Costituzione», ha affermato con orgoglio il presidente dell'ANPI. Le sue parole evocano lo spirito antifascista e la volontà di preservare i valori democratici.

Contesto Geografico e Storico: Milano e la Costituzione

Milano, capoluogo della Lombardia, è una città con una forte tradizione democratica e antifascista. La sua storia è intrecciata con la Resistenza e la fondazione della Repubblica Italiana. La Costituzione, entrata in vigore nel 1948, rappresenta per molti milanesi un pilastro irrinunciabile.

La celebrazione del 'No' in Piazza Duomo non è solo una vittoria politica, ma anche un richiamo ai valori fondanti della Repubblica. La presenza di sindacati come la CGIL e associazioni come l'ANPI evidenzia come la difesa della Costituzione sia un tema sentito da diverse componenti della società civile.

Il referendum in questione, sebbene i dettagli specifici non siano forniti nel testo originale, è stato probabilmente un voto su una proposta di riforma costituzionale. La netta vittoria del 'No' a Milano, in contrasto con la Lombardia, suggerisce una divisione territoriale e politica significativa all'interno della regione.

La campagna referendaria, come suggerito dalle dichiarazioni, potrebbe essere stata caratterizzata da un acceso dibattito e da posizioni contrapposte, portando a una mobilitazione popolare di rilievo. La scelta di celebrare in Piazza Duomo, cuore simbolico di Milano, amplifica la portata dell'evento.

Le dichiarazioni dei leader politici e sindacali puntano a un futuro di impegno civico e politico. La volontà di «realizzare la Costituzione» e di «difenderla» indica una prospettiva di azione continua per garantire che i principi costituzionali siano pienamente applicati nella vita del Paese.

L'esito del referendum a Milano, con la sua forte partecipazione del centrosinistra, CGIL e ANPI, segna un momento importante nel dibattito politico italiano. La città lombarda si conferma un centro nevralgico per le istanze progressiste e per la difesa dei diritti sanciti dalla Costituzione.

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