Milano affronta una crescente esclusione abitativa. Per contrastarla, si propone di destinare il 15% delle nuove costruzioni a prezzi calmierati, ispirandosi a modelli di successo di Londra e Parigi.
Nuove strategie per l'accesso alla casa
La metropoli lombarda si trova di fronte a una sfida cruciale. L'aumento dei costi immobiliari rende difficile la permanenza per studenti e lavoratori. Il presidente di Assoimmobiliare, Davide Albertini Petroni, sottolinea la necessità di un cambiamento. Le famiglie sono più piccole e le esigenze abitative sono mutate nel tempo. È fondamentale creare economie di scala per rendere accessibili nuove abitazioni. Un quadro normativo e fiscale chiaro è essenziale per attrarre investimenti. Maggiore certezza per gli investitori è un requisito imprescindibile.
Le città in crescita devono garantire inclusione. Milano, come unica vera metropoli italiana, attira molte opportunità. Tuttavia, il costo delle case rappresenta un ostacolo significativo. Questo fattore incide direttamente sul futuro della città. Una strategia abitativa a lungo termine è indispensabile. Deve aumentare l'offerta disponibile. Deve garantire certezze agli investimenti. Deve rendere accessibile una quota importante di nuove abitazioni.
Piani abitativi di lungo respiro
Le analisi degli ultimi anni evidenziano una trasformazione demografica. Si osserva un aumento dei nuclei monogenitoriali e degli anziani. Le esigenze abitative sono quindi cambiate profondamente. Città come Londra, Amsterdam e Parigi hanno sviluppato piani a lungo termine. Questi piani considerano orizzonti temporali anche di vent'anni. L'obiettivo è evitare una città che esclude i suoi residenti. Milano deve adottare un approccio simile.
La soluzione passa per una pianificazione che vada oltre i confini amministrativi. È necessario considerare l'intera area metropolitana. Coinvolgere zone ben collegate con costi abitativi più sostenibili è vitale. Un sistema infrastrutturale efficiente permette di ampliare l'offerta. Questo riduce la pressione sui prezzi immobiliari. Le abitazioni del passato non rispondono più alle necessità attuali. La dimensione media delle famiglie si è quasi dimezzata. Servono quindi soluzioni abitative più piccole ed efficienti. La qualità energetica e i servizi offerti devono essere migliorati.
Fattori abilitanti per il settore immobiliare
Per rilanciare il settore, sono necessari interventi concreti. La chiarezza normativa è il primo passo. Dopo le recenti vicende, serve un piano urbanistico definito. Deve essere immune da interpretazioni ambigue. Questo garantisce sicurezza sia agli investitori sia agli enti autorizzativi. Anche i tempi amministrativi devono essere certi. Non si può rischiare di bloccare progetti già approvati. Questo causa problemi con mutui e finanziamenti.
Il ruolo del fisco è altrettanto importante. Attualmente, manca un quadro fiscale favorevole alla costruzione di case in affitto. La domanda di locazione è invece molto alta. L'affitto è uno strumento essenziale per la mobilità lavorativa. Supporta anche l'evoluzione delle dinamiche familiari. Un nucleo familiare può cambiare composizione nel tempo. La necessità di un'abitazione adeguata è quindi dinamica.
Economie di scala e quote accessibili
All'estero, grandi operatori gestiscono vasti patrimoni immobiliari. Questi sono destinati all'affitto per giovani e famiglie. In Italia, la maggior parte degli investimenti immobiliari è frammentata. L'80% delle operazioni riguarda meno di cento appartamenti. Con progetti di piccola scala, è difficile destinare una quota significativa di alloggi a prezzi accessibili. Le economie di scala sono determinanti. Realizzare 50 appartamenti permette di inserirne 10 a prezzi calmierati. Progettando 2.000 o 3.000 unità, rendere sostenibile economicamente la realizzazione di 500 alloggi accessibili diventa fattibile.
Una quota realistica di case accessibili nei nuovi interventi potrebbe essere il 15%. Questo è particolarmente vero per i grandi progetti di trasformazione urbana. Aree come Santa Giulia, Piazza d’Armi o l'area del Trotto a Milano sono esempi. Interventi di questa portata possono offrire una residenzialità diversificata. Rendono la città più accessibile per un maggior numero di persone.
Il ruolo delle istituzioni
Il Governo ha annunciato centomila nuovi alloggi nel Piano Casa. Si tratta di un inizio, ma il fabbisogno reale è molto più elevato. Si stima un bisogno di circa 600 mila abitazioni. È necessaria una politica abitativa chiara e definita. Il Comune di Milano e la Regione Lombardia stanno già agendo. Il recupero di case pubbliche sfitte deve diventare una priorità assoluta. Le istituzioni pubbliche devono fornire una visione stabile. Devono garantire condizioni certe per gli investimenti. Devono rendere il settore immobiliare più attrattivo per i capitali istituzionali.