La sicurezza dell'hotel Principe di Savoia ha smascherato una cameriera responsabile di diciotto furti in sette mesi. La donna è stata sorpresa dalle telecamere mentre rubava da una borsa lasciata appositamente in vista.
Furti seriali in hotel di lusso
L'hotel Principe di Savoia, una struttura a cinque stelle situata in piazza Repubblica a Milano, ha registrato un preoccupante numero di furti. Nell'arco di sette mesi, ben diciotto episodi sono stati segnalati dai clienti. Questa escalation ha fatto sospettare la presenza di un dipendente infedele con accesso alle stanze. La direzione ha deciso di agire per identificare il responsabile.
La sicurezza dell'albergo, noto per ospitare celebrità internazionali, ha organizzato un piano per cogliere sul fatto la presunta ladra. L'obiettivo era incastrare chi approfittava della fiducia degli ospiti. La strategia ha funzionato, portando alla cattura della donna mentre rubava da una borsa.
La confessione della cameriera
La protagonista della vicenda è una donna di trentadue anni, di nazionalità albanese. Lavorava come cameriera per una società esterna che forniva servizi all'hotel. Una volta scoperta, ha ammesso immediatamente le sue responsabilità. Ha restituito il denaro sottratto e si è autoaccusata di altri furti. Parte della refurtiva è stata recuperata nell'abitazione dove viveva con il marito e la suocera, a Novate Milanese.
I familiari, secondo quanto emerso, sarebbero completamente estranei ai fatti. La donna ha collaborato con le autorità, facilitando il recupero di parte della merce rubata. La sua confessione ha permesso di chiudere il cerchio su una serie di episodi che avevano turbato la quiete dell'hotel.
Indagini e denunce
I carabinieri del Radiomobile hanno preso in carico il caso. La trentaduenne è stata denunciata a piede libero. Le accuse sono di furto in abitazione e ricettazione. L'operazione è stata condotta in accordo con il pubblico ministero di turno, Alessandro Gobbis. L'indagine ha messo fine a una serie di furti che andavano avanti dall'autunno dell'anno precedente.
L'epilogo è avvenuto nel pomeriggio di un venerdì. La trappola era stata preparata con cura dal direttore della sicurezza dell'hotel. Quest'ultimo ha dichiarato di aver ricevuto numerose segnalazioni dai clienti riguardo furti avvenuti nelle loro camere. Tutti i casi erano stati regolarmente denunciati alle autorità competenti.
Il piano della sicurezza
Il direttore della sicurezza, un uomo di cinquantacinque anni con un lungo incarico nella struttura dal 2007, ha condotto verifiche interne. Ha analizzato gli accessi alle camere tramite un sistema di lettura delle chiavi elettroniche. È emerso che l'unica persona ad aver avuto accesso a tutte le stanze dove si sono verificati i furti era proprio la cameriera. Lei aveva iniziato a lavorare presso l'hotel dal maggio precedente.
Un episodio recente ha visto la scomparsa di un bracciale del valore di 7.250 euro, oltre a contanti e profumi, da una camera occupata da due turiste russe. Questo ennesimo furto ha accelerato la decisione di mettere in atto la trappola.
La telecamera nascosta e il bottino
Con il permesso di un'altra cliente, il responsabile della sicurezza ha installato una microcamera in una stanza. Ha poi lasciato una borsa contenente una somma di denaro in bella vista. La somma era di 2.200 euro. La cameriera è stata ripresa mentre prelevava 840 euro dalla borsa. Poco dopo, al termine del suo turno, è stata fermata dai dirigenti dell'hotel.
Di fronte alle prove video, la donna ha ammesso le sue colpe. Ha restituito la somma di 840 euro. Ha anche confessato di essere responsabile di altri furti, indicando che parte della refurtiva si trovava presso la sua abitazione. La sua ammissione ha portato i carabinieri a perquisire l'appartamento a Novate Milanese.
La perquisizione e il recupero
La perquisizione ha portato al recupero di un considerevole bottino. Sono stati trovati soldi, gioielli in oro, profumi, occhiali da sole e borse firmate. Tra gli oggetti recuperati, anche il bracciale da 7.250 euro rubato pochi giorni prima. La donna è stata quindi denunciata. Alcuni dei monili ritrovati sono stati riconosciuti come appartenenti a clienti dell'hotel e verranno restituiti ai legittimi proprietari.
L'inchiesta proseguirà per accertare l'esatta responsabilità della cameriera in tutti i furti contestati. Si valuterà anche la possibile presenza di complici o se alcuni episodi siano stati commessi da altre persone. L'indagine mira a fare piena luce sull'intera vicenda.
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