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Il Comune di Milano non potrà richiedere 701mila euro alla società Castello Sgr per il progetto di via Kuliscioff. Il Tar ha dato ragione alla società, annullando le richieste del Comune per questioni di tempistiche.

Nuove regole urbanistiche a Milano

Le indagini sull'urbanistica a Milano continuano a produrre effetti. Il Comune ha modificato le sue interpretazioni nel 2024. Questo per allinearsi alle indicazioni della Procura. La modifica delle prassi ha subito un arresto parziale. Il Tar ha giudicato le delibere immuni da censure. Tuttavia, le tempistiche imposte ai costruttori sono state contestate.

L'ultima sentenza del Tribunale amministrativo ha accolto il ricorso della società Castello Sgr. La vicenda riguarda il progetto di via Kuliscioff 6, nella zona Bisceglie. La società aveva presentato una Scia alternativa al permesso di costruire. Prevedeva la demolizione di un edificio e la costruzione di uno nuovo di otto piani.

La Scia e la richiesta di conguaglio

La storia è iniziata il 15 novembre 2023. La società presentò la Scia. Nella relazione tecnica si evidenziava la necessità di bonifica. Il Comune, l'11 gennaio 2024, diede l'ok preliminare. Questo per lavori propedeutici alla bonifica. Più di un anno dopo, l'11 aprile 2025, l'amministrazione cambiò la sua posizione. Riqualificò l'intervento come nuova costruzione. Questo schema era stato applicato in altri casi simili.

La società Castello Sgr fu quindi chiamata a incrementare le dotazioni territoriali. Dovette anche versare 701mila euro. Questo importo era a titolo di conguaglio per la monetizzazione. La data di riferimento era l'11 gennaio 2024. A quel punto, i legali della società si rivolsero al Tar.

La decisione del Tar

Il 5 novembre 2025, il Comune adottò un nuovo provvedimento. Cambiò le carte in tavola. La Scia, secondo il Comune, non si era consolidata l'11 gennaio 2024. La bonifica non era stata completata. Di conseguenza, l'intervento necessitava di un piano attuativo.

La linea del Comune fu contestata dai legali della Castello Sgr. Sostenevano che la bonifica in corso non sospendesse i termini. Il collegio del Tar, presieduto da Gabriele Nunziata, diede ragione alla società. Annullò l'atto del 5 novembre 2025. Affermò che non serviva il piano attuativo. La Scia era ancora efficace.

La società non dovrà quindi pagare i 701mila euro. Il Tar ha sottolineato le tempistiche. Il Comune ha 30 giorni per esercitare il potere inibitorio sulla Scia. L'autotutela va usata entro sei mesi. Nel caso di via Kuliscioff, sono trascorsi 17 mesi.

Validità della delibera comunale

Il Tribunale ha comunque ribadito la validità della delibera di Giunta del 2024. Questa delibera ha segnato una svolta sull'urbanistica a Milano. L'amministrazione ha agito con cautela. Ha preso atto del contrasto tra le prassi degli uffici e l'interpretazione giudiziaria. Ha adottato un indirizzo più restrittivo per il futuro.

L'obiettivo era evitare indagini su operatori privati e funzionari. Voleva anche prevenire ricadute sull'attività degli uffici e sul mercato immobiliare. Si mirava a tutelare le persone che contano su queste unità immobiliari.