Cronaca

Milano: Blitz Antidroga, Tesoretto Nascosto in un Quadro

20 marzo 2026, 01:46 5 min di lettura
Milano: Blitz Antidroga, Tesoretto Nascosto in un Quadro Immagine generata con AI Milano
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Un'operazione antidroga a Milano ha portato alla scoperta di ingenti somme di denaro nascoste in modo insolito. Le indagini hanno rivelato un vero e proprio "tesoretto" dello spaccio, con 23mila euro trovati all'interno di un quadro raffigurante la Torre Eiffel nell'abitazione di Angelo Di Marzio, presunto boss della droga. Altri sequestri significativi sono avvenuti a Osio Sopra, dove sono stati rinvenuti droga e denaro dietro una finta telecamera.

Blitz Antidroga: Soldi Nascosti in un Quadro

Le forze dell'ordine hanno effettuato un'operazione di polizia giudiziaria che ha portato a importanti scoperte. Gli investigatori della Squadra Mobile hanno rinvenuto una somma considerevole di denaro contante. Questo ritrovamento è avvenuto durante una perquisizione domiciliare effettuata nell'appartamento di Angelo Di Marzio. L'uomo, di 64 anni, è considerato un elemento di spicco nel traffico di stupefacenti.

La cifra sequestrata ammonta a oltre 23mila euro. Questo importo è stato giudicato dal Giudice per le Indagini Preliminari, Alberto Carboni, come «del tutto sproporzionato rispetto alle capacità reddituali» dell'indagato. Tale valutazione rafforza l'ipotesi che i soldi provengano da attività illecite.

Il luogo del nascondiglio era particolarmente singolare. Il denaro era occultato all'interno di un quadro. L'opera ritraeva l'iconica Torre Eiffel, un dettaglio che ha reso il ritrovamento ancora più eclatante. Secondo il Gip, la presenza di tale somma in un nascondiglio così elaborato indica un'attività di spaccio in corso. L'indagato, infatti, continuerebbe a gestire il traffico di droga anche nel presente.

Indagini e Sequestri: L'Operazione Four Arrows

L'operazione antidroga si inserisce nel contesto della più ampia indagine denominata “Four Arrows”. Questa operazione è stata condotta dalla sezione “Criminalità straniera” della Squadra Mobile. Le indagini si sono concentrate su un periodo specifico, tra maggio e settembre del 2022. L'obiettivo era smantellare un'associazione a delinquere dedita allo spaccio di cocaina.

L'operazione ha portato all'arresto di quattro persone. Tra queste figurano Angelo Di Marzio, Ashraf Zeidan (egiziano, 44 anni, alias “Baffo”), e Sokol Moci (albanese, 39 anni, detto “Koli”). Zeidan è stato successivamente condannato a 15 anni e 4 mesi per narcotraffico. Moci è stato trovato in possesso di 48,66 grammi di cocaina e 650 euro in contanti.

Le indagini hanno preso di mira un periodo di circa sei mesi, dall'autunno del 2022 alla primavera del 2023. Le attività investigative hanno permesso di raccogliere prove significative sull'organizzazione dello spaccio. Il denaro ritrovato a casa di Di Marzio è considerato una prova tangibile dei profitti illeciti.

La Squadra Mobile, sotto il coordinamento del Pubblico Ministero Elisa Calanducci, ha condotto le operazioni. Il dirigente Alfonso Iadevaia e la funzionaria Chiara Nocera hanno guidato le attività sul campo. La perquisizione nell'abitazione di Di Marzio a Cucciago, in provincia di Como, è stata determinante.

Altri Ritrovamenti: Osio Sopra e la Finta Telecamera

Le attività di polizia non si sono limitate all'abitazione di Di Marzio. Un'altra operazione significativa è stata condotta nell'appartamento di Enkelejd Bejko, cittadino albanese di 51 anni, residente a Osio Sopra, in provincia di Bergamo. Anche in questo caso, il ritrovamento è stato sorprendente.

Gli agenti hanno scoperto un ingegnoso nascondiglio dietro una finta telecamera. All'interno di questo occultamento, sono stati rinvenuti due chili di cocaina. Inoltre, sono stati sequestrati 53mila euro in contanti. La quantità di droga e denaro trovata evidenzia l'entità dell'attività di spaccio gestita da Bejko.

A Bejko sono stati concessi gli arresti domiciliari. La misura è stata disposta per motivi di salute. La sua posizione è quindi differente rispetto ad altri arrestati nell'ambito della stessa operazione. La sua collaborazione con la giustizia, o la sua condizione, potrebbero influenzare l'esito del procedimento giudiziario.

Questi sequestri dimostrano la capillarità dell'organizzazione criminale. La droga e il denaro venivano distribuiti su un'ampia area geografica, che include la provincia di Milano e quelle limitrofe come Como e Bergamo. L'operazione “Four Arrows” ha colpito un'organizzazione ben strutturata.

Il Ruolo di Di Marzio e la Zona San Siro

Le indagini hanno cercato di ricostruire i flussi di droga e denaro. Secondo gli atti giudiziari, Di Marzio avrebbe avuto un ruolo chiave nell'approvvigionamento di stupefacenti. In diverse occasioni, avrebbe fornito quantitativi di cocaina, dell'ordine di alcune centinaia di grammi, a Ashraf Zeidan, alias “Baffo”.

I pagamenti avvenivano in contanti o nei giorni immediatamente successivi alla consegna. Zeidan, a sua volta, avrebbe distribuito la droga ai clienti nella zona di San Siro, un quartiere noto per essere un punto di riferimento per lo spaccio a Milano. La collaborazione tra i diversi membri dell'organizzazione era fondamentale per il successo delle operazioni.

Il deposito della droga, la cosiddetta “roba”, era situato in un appartamento in via Andò, nel quartiere di Villapizzone. Gli agenti in borghese hanno documentato numerosi rifornimenti effettuati dalla coppia. La droga veniva spesso nascosta nella tasca di un giubbotto, un metodo semplice ma efficace per eludere i controlli.

Le conversazioni telefoniche tra i membri dell'organizzazione erano caratterizzate da un linguaggio criptico. Questo accorgimento serviva a evitare intercettazioni da parte delle forze dell'ordine. Utilizzavano frasi apparentemente innocue per comunicare informazioni sensibili relative allo spaccio.

Un esempio di questo linguaggio è emerso da una conversazione tra un altro pusher, Mohamed T. (egiziano, 43 anni, alias “Omar”), e Di Marzio. Mohamed T. chiese: «Quanto tempo ci vuole per bere un caffè?». La risposta di Di Marzio fu: «Alcuni giorni». Questa frase nascondeva probabilmente informazioni sui tempi di consegna o sulla disponibilità della merce.

L'operazione ha evidenziato la complessità delle reti di spaccio. La collaborazione tra diverse nazionalità e la diversificazione dei ruoli, dal fornitore al distributore, rendono queste organizzazioni difficili da smantellare. La scoperta del denaro nascosto nel quadro della Torre Eiffel rappresenta un simbolo della ricchezza accumulata illecitamente.

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