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Shi Yang Shi, attore e scrittore di 47 anni, arrivato in Italia dalla Cina a 11 anni, esprime la sua gioia per la cittadinanza italiana ottenuta nel 2006. Il passaporto rappresenta per lui la libertà di espressione, un diritto conquistato dopo esperienze di timore legate alle sue origini.

La lunga strada verso la cittadinanza

Shi Yang Shi, oggi 47enne, ha intrapreso un lungo viaggio dalla Cina all'Italia. Aveva solo 11 anni quando, nel 1990, è arrivato nel nostro paese con sua madre, inizialmente senza documenti. La sua vita in Italia è stata un susseguirsi di esperienze lavorative diverse: da lavapiatti a venditore ambulante, fino a ruoli in televisione e nel mondo dello spettacolo.

La cittadinanza italiana, ottenuta nel 2006, rappresenta per lui un traguardo fondamentale. Non nasconde la felicità per questo riconoscimento, che considera un vero e proprio lasciapassare per la libertà di parola. Questo desiderio di esprimersi liberamente è nato anche da esperienze passate che lo hanno fatto sentire vulnerabile.

Le sfide dell'integrazione e la diffidenza

L'attore riflette sulla persistente diffidenza nei confronti degli immigrati e delle seconde generazioni in Italia. Secondo Shi Yang Shi, il paese fatica ancora a confrontarsi con la propria storia e le divisioni interne. A volte, le persone con origini straniere vengono percepite come i «nuovi terroni», un paragone che evidenzia le persistenti fratture sociali.

La sua affermazione sul passaporto come garanzia di libertà di parola non è casuale. Shi Yang Shi ha vissuto momenti di apprensione, specialmente dopo aver partecipato a manifestazioni in memoria delle vittime del massacro di Piazza Tienanmen. Essere cinese, in certi contesti, può portare a finire in una sorta di «lista nera». La dignità di cittadino, per lui, è strettamente legata al possesso del passaporto italiano.

Una vita serena nella periferia milanese

Nonostante le sfide, Shi Yang Shi ha trovato la sua dimensione ideale a Bruzzano, una zona periferica di Milano. Qui vive serenamente, accompagnato dal suo cane Ghemon e dai suoi due gatti, Ovetto e Zelda. La periferia gli offre la tranquillità e lo spazio per dedicarsi alle sue passioni artistiche.

Tra le opere teatrali che lo hanno segnato, ricorda con particolare affetto lo spettacolo «Arle-Chino». In questa pièce, diretta da Cristina Pezzoli, interpretava un clown dagli occhi a mandorla, figura ambigua di traduttore e traditore. Esprime anche gratitudine per aver co-condotto la festa del Capodanno cinese presso l'Arco della Pace.

Le sue esperienze e riflessioni offrono uno spaccato importante sul tema dell'immigrazione e dell'integrazione in Italia, sottolineando il valore profondo della cittadinanza e della libertà individuale. La sua storia è un esempio di come le diverse culture possano arricchire il tessuto sociale del paese.

Domande frequenti

Perché Shi Yang Shi considera il passaporto italiano una garanzia di libertà di parola?

Shi Yang Shi ritiene che il passaporto italiano gli garantisca libertà di parola perché, in passato, ha provato timore dopo aver manifestato in onore delle vittime di Piazza Tienanmen. Essendo cinese, temeva di finire in una «lista nera», e la cittadinanza italiana gli ha conferito la dignità e la sicurezza necessarie per esprimersi liberamente.

Quali sono le sfide che Shi Yang Shi vede nell'integrazione degli immigrati in Italia?

Secondo Shi Yang Shi, l'Italia fatica a guardarsi dentro e a superare le proprie divisioni storiche. Questo rende difficile l'integrazione degli immigrati e delle seconde generazioni, che a volte vengono visti con diffidenza, paragonati ai «nuovi terroni».

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