La giustizia milanese si appresta a emettere una sentenza d'appello cruciale per l'ex leader della curva Sud milanista, Luca Lucci, e altri imputati. L'esito del processo potrebbe portare a una condanna complessiva di 13 anni, considerando le accuse di associazione a delinquere e tentato omicidio.
Sentenza d'appello per il filone principale
Nel pomeriggio si attende il verdetto della corte d'appello di Milano. Il processo riguarda il filone principale di un'indagine complessa. Questa inchiesta, denominata "doppia curva", ha coinvolto gli ultras di San Siro. I giudici della terza sezione penale si sono ritirati in camera di consiglio. Il verdetto è atteso intorno alle 15.
Tra gli imputati figura Luca Lucci. Egli è l'ex leader della curva Sud milanista. Attualmente è detenuto e presente in aula. La sua posizione è centrale nel procedimento giudiziario.
Lucci e le richieste di pena
Luca Lucci ha richiesto un concordato in appello. La pena proposta è di 8 anni di reclusione. Questa cifra include la continuazione con altre condanne definitive. Si tratta di una forma di patteggiamento in secondo grado. Ha ottenuto il via libera dalla Procura generale milanese. L'accusa principale è quella di aver guidato un'associazione a delinquere. Questa avrebbe gestito la curva Sud rossonera.
Tuttavia, Lucci è anche imputato per tentato omicidio. È accusato di essere il mandante. Il fatto risale al 2019 e riguardava l'ex ultrà rossonero Enzo Anghinelli. La sostituta procuratrice generale Simonetta Bellaviti e il pubblico ministero Paolo Storari hanno chiesto ulteriori 5 anni. La pena complessiva potrebbe quindi raggiungere i 13 anni. In primo grado, la condanna era stata di 10 anni.
La difesa di Lucci insiste sull'innocenza riguardo al tentato omicidio. Vengono presentati motivi specifici d'appello per questa imputazione. La corte dovrà valutare attentamente le argomentazioni.
Concordati e altri imputati
La possibilità di concordati in appello è stata scelta anche da altri sette imputati. Tra questi vi sono ultras sia milanisti che interisti. La maggior parte degli imputati ha optato per questa via. Fa eccezione Giuseppe Caminiti. Egli è ritenuto dagli inquirenti vicino alla 'ndrangheta. L'accusa per lui è sempre di associazione per delinquere.
Tra gli imputati figura anche Daniele Cataldo. Era l'ex vice di Lucci. Anche lui ha concordato una pena di 8 anni. Inoltre, è imputato come esecutore materiale per il tentato omicidio avvenuto 7 anni fa. La sua posizione è quindi duplice.
La decisione dei giudici sui concordati è attesa. Questo influenzerà l'esito finale per molti degli imputati. La complessità del caso "doppia curva" emerge chiaramente. Le decisioni di oggi segneranno un punto importante per la giustizia sportiva e penale a Milano.