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A Milano, la polizia locale ha arrestato per la prima volta un gruppo di presunti truffatori dediti al gioco delle "tre campanelle". L'operazione ha coinvolto un giovane tunisino come vittima e ha portato a manette per la gravità del fatto.

Arresto per il gioco delle "tre campanelle"

Le forze dell'ordine di Milano hanno compiuto un passo significativo nel contrasto alle truffe. Per la prima volta, sono scattate le manette per i presunti autori del gioco delle "tre campanelle". Questa misura è stata adottata a causa della gravità del reato e della pericolosità degli indagati. La polizia locale ha agito in coordinamento con la Procura.

L'episodio specifico ha visto coinvolto un giovane di Tunisia. La vittima ha perso una somma considerevole, pari a 500 euro. L'intervento degli agenti in borghese è avvenuto in una zona centrale della città. I tre fermati sono stati portati in camera di sicurezza.

Il meccanismo della truffa

Il gioco delle "tre campanelle" si basa su un ingegnoso meccanismo di illusione. Un individuo, descritto come un giocoliere o illusionista, manipola una pallina di spugna sotto tre bicchierini o campanelle. L'obiettivo è confondere lo spettatore, inducendolo a puntare sulla campanella che nasconde la pallina. Le probabilità di vincita, apparentemente del 33%, sono in realtà nulle.

La banda, solitamente composta da 8-10 persone, opera con ruoli ben definiti. Oltre all'illusionista, ci sono i finti scommettitori. Questi attori vestono i panni di passanti incuriositi, simulando vincite per attirare le vittime. Altri membri del gruppo, gli "istigatori", avvicinano i curiosi e li spingono a partecipare. Infine, i "pali" monitorano la situazione da vie laterali, avvisando tramite auricolari di un eventuale arrivo delle forze dell'ordine.

Operazione in centro a Milano

L'area di azione di questa banda si estende lungo l'asse che collega piazza Duomo al Castello Sforzesco, con particolare concentrazione tra piazza Cordusio e via Dante. È proprio in questa zona che gli agenti della polizia locale hanno intensificato i controlli. Il Nucleo centrale di polizia giudiziaria e il Nucleo operativo Duomo hanno coordinato l'operazione.

Martedì pomeriggio, gli agenti in borghese hanno notato un volto già noto alle forze dell'ordine, identificato come C.T., già indagato per esercizio di giochi d'azzardo. Quest'ultimo sembrava essere il capo del gruppo. Al suo fianco c'erano due uomini di nazionalità rumena, Alexandru S. e Costel B., nel ruolo di finti giocatori. Un altro connazionale, Stefan L., fungeva da collegamento con i passanti.

La vittima e l'arresto

Stefan L. ha avvicinato un giovane tunisino, convincendolo a partecipare. Dopo una prima giocata persa per 200 euro, il giovane è stato spinto a rilanciare con la stessa cifra per recuperare le perdite. Purtroppo, ha commesso un altro errore, portando la somma persa a 500 euro. L'errore era inevitabile, poiché l'illusionista C.T. rivelava la posizione della pallina solo dopo la puntata.

Al momento dell'intervento degli agenti, C.T. è riuscito a dileguarsi tra la folla. I suoi tre presunti complici sono stati fermati dopo un breve inseguimento. Addosso ai fermati sono stati trovati 700 euro in contanti. Di questi, 500 euro sono stati restituiti alla vittima tunisina dopo la presentazione della denuncia. L'arresto in flagranza, sebbene facoltativo per questo tipo di reato, è stato ritenuto necessario per la gravità dei fatti e la pericolosità dei soggetti, ai sensi del comma 4 dell'articolo 381 del codice di procedura penale.

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