L'arcivescovo Mario Delpini di Milano ha condannato il recente teppismo giovanile avvenuto in centro città, invitando i giovani a riflettere sui propri gesti. Ha inoltre richiamato figure di santi milanesi per ispirare un agire virtuoso.
Delpini critica il teppismo giovanile
Monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano, ha espresso forte disappunto per gli episodi di vandalismo. Questi atti si sono verificati in prossimità del Duomo. L'arcivescovo li ha definiti «teppismo disastroso». Ha attribuito la responsabilità a «adolescenti infelici».
Le sue parole sono giunte durante l'omelia per la festività di Ognissanti. La celebrazione si è tenuta nel Duomo milanese. L'arcivescovo ha fatto riferimento ai fatti del 17 e 18 ottobre scorsi. In quelle date si registrarono saccheggi e atti vandalici. L'attenzione si è focalizzata sui giovani coinvolti.
Delpini ha immaginato un dialogo tra questi ragazzi e san Carlo Acutis. Quest'ultimo è un giovane milanese proclamato santo nel 2023. L'arcivescovo ha suggerito le parole che il santo avrebbe potuto rivolgere ai suoi coetanei. «Amico, non ti serviranno le cose che puoi rubare», avrebbe detto Acutis. «Non ti daranno soddisfazione i danni che puoi combinare. Amico mio, rientra in te stesso».
Queste parole mirano a un'introspezione profonda. L'obiettivo è far comprendere l'inutilità di atti distruttivi. Si cerca di promuovere una riflessione sul valore delle azioni. L'arcivescovo ha sottolineato come la felicità non derivi dal possesso di beni rubati. Né dalla distruzione di proprietà altrui.
Ispirazione da figure di santità milanese
L'arcivescovo Delpini non si è limitato a criticare. Ha anche indicato modelli positivi. Ha citato figure di santi milanesi. Questi servono da esempio per un comportamento virtuoso. Ha menzionato Marcello Candia. Era un industriale che negli anni '70 vendette la sua azienda. Decise di dedicarsi ai poveri e ai lebbrosi in Brasile. Delpini ha immaginato Candia rivolgersi ai ricchi milanesi. In particolare a coloro che si dedicano solo a fare profitto. «Invece di fare soldi con i soldi, si può fare del bene con i soldi», ha suggerito l'arcivescovo. Candia rappresenta l'imprenditore illuminato. Quello che usa le proprie risorse per scopi benefici.
Un altro esempio citato è don Domenico Pogliani. È stato il fondatore della Sacra Famiglia di Cesano Boscone. Questa istituzione accoglie disabili e persone bisognose di riabilitazione. Don Pogliani è stato proclamato venerabile. Rappresenta la figura del sacerdote dedito agli altri. Un esempio di carità e servizio alla comunità.
Delpini ha sintetizzato il concetto di «santità milanese». L'ha descritta come quella della «gente per bene». Persone che si impegnano attivamente nel fare il bene. E che riescono a coinvolgere altri in queste azioni positive. La santità, secondo l'arcivescovo, si manifesta nell'impegno concreto. Nell'entusiasmo nel fare la cosa giusta. E nella capacità di contagiare positivamente chi li circonda.
Questi riferimenti storici e spirituali servono a contestualizzare il messaggio. Milano, città con una forte tradizione religiosa, ha visto nascere molti santi. L'arcivescovo vuole richiamare questa eredità. Per contrastare la negatività degli atti vandalici. E per promuovere un senso di comunità più forte.
Il contesto sociale e la risposta della Chiesa
L'intervento dell'arcivescovo si inserisce in un dibattito più ampio. Quello sul disagio giovanile e sulle forme di espressione deviante. Le azioni di teppismo sono spesso sintomo di malessere. Possono derivare da diverse cause. Tra queste, la mancanza di prospettive. Il senso di alienazione. O la difficoltà nel gestire emozioni negative.
La Chiesa ambrosiana, attraverso le parole del suo pastore, cerca di offrire una risposta. Non si limita alla condanna. Propone invece un percorso di recupero e di crescita. Un cammino che parte dalla riflessione interiore. E che si orienta verso azioni costruttive. L'invito a «rientrare in sé stessi» è un richiamo alla responsabilità personale.
La Chiesa milanese si propone come punto di riferimento. Offre spazi di ascolto e di supporto. Attraverso le sue parrocchie e le sue associazioni. L'obiettivo è quello di creare un tessuto sociale più coeso. Dove i giovani possano trovare un senso di appartenenza. E sviluppare le proprie potenzialità in modo positivo.
L'arcivescovo ha voluto anche rivolgersi ai più abbienti. Li ha invitati a considerare l'uso etico del proprio patrimonio. La figura di Candia serve da monito. A non focalizzarsi esclusivamente sul guadagno. Ma a considerare l'impatto sociale delle proprie attività economiche. Questo messaggio è particolarmente rilevante in una città come Milano. Centro nevralgico dell'economia italiana.
La santità, nella visione di Delpini, non è un concetto astratto. È una pratica quotidiana. Un modo di vivere e di agire. Si concretizza nell'impegno per il bene comune. E nella capacità di ispirare gli altri. La Chiesa milanese continua a promuovere questi valori. Attraverso l'esempio dei suoi santi e dei suoi uomini di fede.
Milano: una città tra sfide e speranze
Milano si presenta come una metropoli complessa. Da un lato, è un motore di innovazione e di progresso. Dall'altro, affronta sfide sociali significative. Il teppismo giovanile è una di queste. Ma la città vanta anche una profonda spiritualità. E una lunga tradizione di solidarietà.
L'intervento dell'arcivescovo Delpini è un richiamo a questa dualità. Un invito a non lasciarsi sopraffare dagli aspetti negativi. Ma a valorizzare le risorse positive presenti. La santità, intesa come impegno per il bene, è una di queste risorse.
Le parole di Delpini risuonano come un appello alla responsabilità collettiva. La Chiesa, la famiglia, la scuola, le istituzioni. Tutti hanno un ruolo nel guidare i giovani. E nel promuovere una cultura del rispetto e della solidarietà. L'arcivescovo ha voluto ricordare che Milano ha una storia di santità. Una storia che può e deve continuare.
La figura di san Carlo Acutis, in particolare, rappresenta un ponte. Un ponte tra il mondo giovanile e i valori spirituali. La sua testimonianza di vita breve ma intensa. La sua scelta di dedicarsi a Dio. E il suo esempio di gioia autentica. Sono messaggi potenti per le nuove generazioni.
L'arcivescovo ha concluso il suo pensiero con una sintesi efficace. La santità milanese è fatta di persone concrete. Persone che si appassionano al bene. E che sanno coinvolgere gli altri. È un invito a guardare al futuro con speranza. E con la determinazione di costruire una società migliore.