Cronaca

Milano: anziano travolto da tir in piazza Ovidio, muore 81enne

18 marzo 2026, 02:25 5 min di lettura
Milano: anziano travolto da tir in piazza Ovidio, muore 81enne Immagine generata con AI Milano
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Un tragico incidente ha scosso Milano: un ottantunenne è deceduto dopo essere stato investito da un tir in piazza Ovidio. L'uomo, Ghelimi Layachi, è stato colpito dal mezzo pesante mentre attraversava la strada.

Anziano investito in piazza Ovidio: la dinamica

I segni sull'asfalto raccontano una storia drammatica. Il percorso di Ghelimi Layachi, ottantunenne di origine marocchina, si è interrotto bruscamente in piazza Ovidio. L'uomo stava attraversando la strada, a circa sette metri dalle strisce pedonali munite di semaforo. L'incidente è avvenuto nel primo pomeriggio di ieri.

Un tir, guidato da un uomo di cinquantasette anni, sopraggiungeva in quel momento. Le prime ricostruzioni indicano che il camion procedeva con il semaforo verde. L'autista si è trovato improvvisamente di fronte il pedone. Nonostante i tentativi, non è riuscito a evitare l'impatto.

Il pensionato, residente in via Porpora, indossava anche degli auricolari. Questi potrebbero aver ridotto la sua percezione dei rumori circostanti. L'impatto è stato fatale. Il corpo è finito sotto le ruote del pesante mezzo. I sanitari del servizio di emergenza Areu sono intervenuti prontamente.

Purtroppo, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. I vigili del fuoco sono stati poi impegnati nelle delicate operazioni di recupero della salma. Il corpo era incastrato tra gli pneumatici del tir. La scena si è svolta in piazza Ovidio, un'area di Milano.

Indagini in corso: telecamere e test sull'autista

Sul luogo dell'incidente sono giunti gli specialisti del Radiomobile della polizia locale. Il loro compito è stato quello di effettuare i rilievi necessari. L'obiettivo è ricostruire con precisione la dinamica dell'investimento mortale. Al momento, non risultano testimoni oculari diretti dell'accaduto.

Tuttavia, la speranza degli inquirenti è riposta nelle telecamere di videosorveglianza. Queste potrebbero aver catturato immagini cruciali per le indagini. Le registrazioni potrebbero fornire elementi utili a chiarire le responsabilità. L'autista del tir è stato sottoposto ai test di routine. Questi accertamenti servono a verificare l'eventuale presenza di alcol o droghe nel suo organismo.

Il pubblico ministero di turno ha disposto il sequestro del veicolo. Il tir appartiene a una ditta di autotrasporti con sede in via Toffetti, nel quartiere di Rogoredo. È stata inoltre ordinata l'autopsia sul corpo di Ghelimi Layachi. Questo esame fornirà ulteriori dettagli sulle cause precise del decesso.

Chi era Ghelimi Layachi? Un volto noto in zona

La domanda che sorge spontanea è: chi era Ghelimi Layachi? E perché si trovava in piazza Ovidio, una zona distante chilometri dalla sua abitazione? L'anziano viveva infatti nel quartiere tra Loreto e Lambrate. La sua presenza in piazza Ovidio ha destato curiosità.

Alcuni residenti della zona hanno fornito preziose testimonianze. Hanno raccontato che l'uomo era un frequentatore abituale di quell'area. «Aveva l'abitudine di sedersi nella piazzetta dove si trova l'area cani», hanno riferito. Lì, era solito chiedere un'offerta ai passanti. Sembra che gravitasse attorno all'Ortomercato.

Successivamente, si spostava sulle panchine della piazza. La sua presenza era quasi quotidiana. «Una tragedia», hanno commentato coloro che lo vedevano regolarmente. La sua figura era diventata parte del paesaggio urbano di quella zona di Milano. La sua morte ha lasciato un vuoto.

Un pomeriggio di sangue sulle strade milanesi

Purtroppo, la tragica morte di Ghelimi Layachi non è l'unico evento luttuoso a macchiare le strade di Milano. Appena un'ora e mezza prima, un altro grave incidente ha scosso la città. Questo è avvenuto in viale Belisario, nella zona di CityLife.

Una ciclista di quarantanove anni è stata investita da un'automobile. La donna stava attendendo sul ciglio della strada per attraversare. L'auto, guidata da un uomo di ottantacinque anni, è salita sul marciapiede. Ha abbattuto un semaforo prima di colpire la ciclista.

La donna è stata trasportata d'urgenza al Niguarda in codice rosso. Ha riportato traumi multipli in diverse parti del corpo. Anche il conducente dell'auto è rimasto ferito. È stato ricoverato al Fatebenefratelli con un trauma toracico. La sua condizione è meno grave rispetto a quella della ciclista.

Milano 2026: quattro vittime sulle strade

Ghelimi Layachi è la quarta vittima della strada a Milano dall'inizio dell'anno 2026. Un bilancio tragico che impone riflessioni sulla sicurezza stradale. La prima vittima di quest'anno è stata Simone Bonino, quarantacinquenne bodyguard di vip. È deceduto lo scorso 24 gennaio in corso Sempione.

Lo scontro fatale è avvenuto tra la sua Bmw e un mezzo Amsa. Le indagini hanno appurato che quest'ultimo non avrebbe rispettato la precedenza. La sua morte ha segnato l'inizio di una scia di sangue sulle arterie milanesi.

Due giorni dopo, il 26 gennaio, è stata la volta del settantanovenne Filippo Triggiani. Ex generale di brigata dei bersaglieri, è deceduto in via Ovada. Si ipotizza che abbia accusato un malore mentre era alla guida. Questo potrebbe aver causato la perdita di controllo del veicolo.

Un mese fa esatto, il 16 febbraio, un'altra vita è stata spezzata. Andrea Curti, cinquantaduenne milanese, era in sella al suo scooter. In via Caduti di Marcinelle, zona Rubattino, si è scontrato con una minicar elettrica Twizy. Alla guida del piccolo veicolo c'era un diciottenne.

Andrea Curti è stato trasportato al Niguarda in condizioni critiche. Nonostante i disperati tentativi dei medici, non è sopravvissuto all'impatto. La sua morte ha aggiunto un altro nome alla lista delle vittime della strada a Milano.

La cronaca di questi incidenti sottolinea la fragilità della vita umana di fronte alla velocità e alla distrazione. Le autorità continuano a indagare per fare piena luce su ogni singolo evento. La sicurezza stradale rimane una priorità assoluta per la città.

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