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L'Associazione Nazionale Magistrati esprime sostegno a una giudice milanese dopo critiche ricevute. L'Anm definisce gli attacchi istituzionali un'intimidazione dannosa per la democrazia.

Solidarietà a giudice milanese

La Giunta esecutiva centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati ha manifestato la sua completa vicinanza a una giudice del tribunale di Milano.

La magistrata è stata oggetto di un intervento giudicato «scomposto» dalla Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni.

Le decisioni prese dai giudici, secondo l'Anm, devono essere discusse nel merito.

È possibile contestare le sentenze attraverso i canali legali previsti dai procedimenti giudiziari.

Attacchi istituzionali: un'intimidazione

L'Anm considera la delegittimazione dei magistrati un atto grave.

Tale comportamento, specialmente se proveniente da alte cariche dello Stato, è visto come un esercizio di intimidazione.

Questa pratica, ormai frequente, non dovrebbe trovare spazio in uno Stato di diritto.

L'Associazione definisce questo atteggiamento «insopportabile».

La credibilità delle istituzioni risente negativamente di tali azioni.

Magistratura e democrazia

L'autonomia e l'indipendenza della magistratura sono pilastri fondamentali della democrazia.

L'Anm sottolinea che i giudici non dovrebbero essere visti come nemici.

Non è accettabile che vengano additati in ogni dibattito pubblico.

Questo tipo di attacchi mina la fiducia nel sistema giudiziario.

La reputazione delle istituzioni democratiche viene compromessa.

La giustizia deve poter operare liberamente.

Le critiche devono rimanere nell'ambito del confronto civile e legale.

La separazione dei poteri è essenziale per il buon funzionamento dello Stato.

Ogni potere deve rispettare i confini degli altri.

La magistratura svolge un ruolo cruciale nel garantire l'equità.

La sua indipendenza è un presidio per i cittadini.

La libertà di giudizio non può essere messa in discussione.

La serenità dei magistrati è necessaria per un operato imparziale.

Le pressioni esterne non devono influenzare le decisioni giudiziarie.

L'Anm difende il principio di legalità.

La giustizia deve essere percepita come equa da tutti.

La trasparenza dei processi è importante.

Ma anche la tutela dei magistrati da attacchi indebiti.

La collaborazione tra le istituzioni è auspicabile.

Ma deve basarsi sul rispetto reciproco.

La democrazia si rafforza con istituzioni forti e indipendenti.

La magistratura è una di queste.

La sua funzione è insostituibile.

La difesa dell'indipendenza giudiziaria è un dovere.

Per l'Anm, questo è un principio non negoziabile.

La solidarietà espressa è un segnale forte.

Un messaggio di unità tra i magistrati.

Contro ogni tentativo di minare la loro autonomia.

La giustizia è un bene comune.

Va protetta da interferenze.

E da attacchi strumentali.

L'Associazione continuerà a vigilare.

Per garantire il rispetto della magistratura.

E la sua funzione democratica.

Le parole della Presidente del Consiglio hanno suscitato reazioni.

L'Anm ha risposto prontamente.

Ribadendo la propria posizione.

A difesa dell'indipendenza giudiziaria.

Un tema centrale per la salute della democrazia italiana.