La stagione delle allergie si sta pericolosamente allungando a Milano. Uno studio congiunto Ats-Bicocca punta il dito contro il cambiamento climatico, anticipando fioriture e prolungando i disagi per migliaia di cittadini.
Allergie: Stagione Estesa per Graminacee e Urticacee
Un recente studio condotto dall'Ats Metropolitana di Milano, in collaborazione con l'Università Bicocca, ha messo in luce un fenomeno preoccupante. La stagione allergica, legata alla diffusione dei pollini, sembra subire un'estensione significativa. Questo allungamento è stimato in circa due settimane in più rispetto ai periodi storici.
La causa principale individuata dai ricercatori è il cambiamento climatico. L'aumento delle temperature medie globali sta influenzando direttamente i cicli naturali delle piante. In particolare, si osserva un'anticipazione nell'emissione dei pollini di alcune specie vegetali molto diffuse e allergeniche.
Le famiglie vegetali più colpite da questo fenomeno sono le graminacee e le urticacee. Queste comprendono una vasta gamma di piante, tra cui cereali, erbe spontanee, piante ornamentali e ortiche. La loro fioritura anticipata comporta un prolungamento del periodo di esposizione ai pollini allergenici per la popolazione.
Se le attuali tendenze climatiche dovessero persistere, con un previsto aumento di tre gradi entro la fine del secolo, le conseguenze potrebbero essere ancora più marcate. Si stima che la fioritura di queste piante possa anticipare ulteriormente. L'anticipo potrebbe variare tra i 12 e i 15 giorni per le graminacee. Per le urticacee, l'anticipo potrebbe oscillare tra i 13 e i 16 giorni.
Questi dati emergono da una ricerca pubblicata su Scientific Reports. Questa rivista fa parte della prestigiosa casa editrice Nature, conferendo autorevolezza scientifica allo studio. La ricerca si basa su dati climatici storici e attuali, integrati da analisi aerobiologiche dettagliate.
Studio Basato su Dati Climatici e Aerobiologici
La metodologia di ricerca adottata è stata rigorosa e multidisciplinare. I ricercatori hanno analizzato le temperature registrate nel Nord Milano a partire dal 1975. Questi dati provengono dal sistema di monitoraggio climatico Copernicus, una fonte autorevole a livello europeo.
Parallelamente, gli statistici dell'Università Bicocca hanno elaborato questi dati climatici. Hanno incrociato le informazioni con dati aerobiologici di eccezionale solidità. Questi ultimi sono stati raccolti dall'Ats Metropolitana nel corso di quasi trent'anni.
La sorveglianza dei pollini nell'aria è avvenuta nella stazione di monitoraggio situata a Legnano. I dati coprono il periodo dal 1995 al 2022. Questa serie storica rappresenta una delle più lunghe disponibili in Lombardia. La scelta di Legnano non è casuale: la zona è nota per essere fortemente infestata dall'ambrosia, una pianta particolarmente allergenica.
L'integrazione tra dati climatici e monitoraggio pollinico ha permesso di stabilire una correlazione chiara. L'aumento delle temperature sta effettivamente modificando i tempi di fioritura delle piante allergeniche. Questo studio fornisce una base scientifica solida per comprendere l'evoluzione del fenomeno allergico.
Impatto Sanitario e Sociale dell'Estensione Allergica
L'allungamento della stagione allergica, anche di sole due settimane, ha un peso considerevole. Questo impatto non va sottovalutato, soprattutto considerando la vasta popolazione colpita. Le graminacee e le urticacee producono pollini tra i più diffusi e allergenici a livello mondiale.
L'aerobiologa Maira Bonini, direttrice di Igiene e Sanità Pubblica all'Ats Metropolitana e prima autrice dello studio, sottolinea la portata del problema. I disturbi legati ai pollini stagionali interessano una fetta significativa della popolazione. Si stima che tra il 15% e il 20% delle persone soffra di allergie polliniche. Questo significa che circa una persona su cinque è direttamente interessata.
Un'estensione di due settimane della stagione di diffusione di questi allergeni si traduce in un forte impatto sulla qualità della vita di moltissime persone. I sintomi più comuni includono asma, rinite allergica, oculorinite e congiuntivite allergica. Questi disturbi possono compromettere seriamente le attività quotidiane.
Dal punto di vista della salute pubblica, le conseguenze sono molteplici. Le persone allergiche potrebbero necessitare di un maggiore consumo di farmaci per alleviare i sintomi. Nei casi più severi, la sofferenza può portare all'assenza dal lavoro o dalle attività scolastiche, con conseguenti giorni di malattia.
Maira Bonini sfata un mito comune: le allergie non sono più un fenomeno esclusivamente primaverile. La presenza di pollini nell'aria ormai si estende per quasi tutto l'anno. Il polline del nocciolo e del cipresso è già rilevabile dall'inizio di gennaio. I pollini di cedro persistono fino a fine novembre.
Il Calendario Pollinico: Uno Strumento Utile per la Gestione
Per aiutare i cittadini a gestire meglio questo problema, l'Ats mette a disposizione uno strumento prezioso: il calendario pollinico. Questo strumento, disponibile sul sito dell'ente, mappa la concentrazione dei pollini allergenici nell'arco dell'anno.
Il calendario è frutto dell'elaborazione di quasi dieci anni di dati. Fornisce informazioni sulla presenza di pollini prodotti da diverse famiglie di erbe e alberi diffusi tra Milano e la sua provincia. La concentrazione è indicata su quattro classi: alta, media, bassa e assente.
L'aerobiologa Bonini evidenzia l'utilità di questo strumento, purtroppo ancora poco conosciuto. Il calendario permette di identificare i periodi di minor rischio per chi soffre di allergie. Le uniche due decadi dell'anno considerate quasi completamente libere da rischi pollinici sono quelle di dicembre.
È importante ricordare che molte persone sono allergiche a più famiglie di pollini. Nel tempo, un soggetto allergico può sviluppare sensibilità verso diverse specie vegetali. Non esiste un fenomeno di assuefazione; al contrario, l'aumento dell'esposizione può peggiorare la situazione.
Il calendario pollinico, unito ai bollettini settimanali delle cinque stazioni aerobiologiche dell'Ats (situate a Legnano, Magenta, Rho, Milano e Lodi), offre un supporto concreto. Questi bollettini sono pubblicati sul sito dell'Ats sia in italiano che in inglese. Permettono, ad esempio, a un allergico che programma un viaggio a Milano di scegliere il periodo migliore. Ai residenti, consente di gestire meglio gli spostamenti e le terapie necessarie.
La ricerca dell'Ats Metropolitana e dell'Università Bicocca non solo conferma un trend preoccupante, ma offre anche strumenti pratici per affrontare le conseguenze. La consapevolezza e l'informazione diventano fondamentali nella lotta contro le allergie sempre più pervasive.