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Un influencer fitness ha organizzato un evento di allenamento nella storica Biblioteca Braidense di Milano, suscitando un acceso dibattito. Le autorità difendono la scelta, citando precedenti in altri musei internazionali.

Polemica per allenamento nella biblioteca storica

L'affitto di uno spazio all'interno della Biblioteca Braidense, un'istituzione culturale di grande rilievo a Milano, per un'attività di fitness ha generato un'ondata di discussioni.

Protagonista dell'evento è stato Isaac Boots, noto influencer, ballerino di Broadway e personal trainer. Boots vanta un seguito considerevole sui social media, con oltre 616mila follower su Instagram.

La sessione di allenamento, denominata “Torch'd Workout”, è stata ideata dallo stesso Boots e si è svolta in collaborazione con il marchio Irene Forte. Quest'ultimo avrebbe contribuito economicamente all'evento, con una somma stimata di almeno 10mila euro versati alla biblioteca.

L'iniziativa si è tenuta martedì mattina, riservata a un gruppo ristretto di amici e influencer selezionati. L'evento è stato documentato attraverso video che lo stesso trainer ha poi condiviso sui suoi profili social, attirando immediatamente l'attenzione.

La difesa del direttore della Brera

La reazione del pubblico si è rapidamente divisa in due schieramenti opposti. Da un lato, coloro che vedono positivamente la possibilità di incrementare le entrate economiche per le strutture museali e artistiche.

Dall'altro lato, invece, vi sono coloro che esprimono forte disapprovazione per quello che considerano un trattamento inappropriato di luoghi di così alto valore storico e culturale.

Di fronte alle critiche, il direttore della Biblioteca Braidense, Angelo Crespi, è intervenuto per giustificare la decisione di concedere gli spazi in affitto. Crespi ha sottolineato come questa pratica sia già diffusa in altre prestigiose istituzioni culturali a livello mondiale.

Il direttore ha specificato che la sala utilizzata per l'evento era normalmente inaccessibile al pubblico al di fuori di periodi espositivi specifici. L'allenamento è durato appena un'ora, senza arrecare alcuna interruzione o modifica ai normali servizi offerti dalla biblioteca.

Crespi ha inoltre assicurato che la sessione si è svolta in condizioni di piena sicurezza, escludendo qualsiasi rischio di danneggiamento per il patrimonio librario o per le strutture della biblioteca.

Precedenti controversi alla Braidense

Non è la prima volta che la Biblioteca Braidense si trova al centro di polemiche per l'utilizzo dei suoi spazi in occasioni non strettamente accademiche o culturali.

Nel corso del 2024, un altro evento aveva suscitato dibattito: una cena organizzata dal brand Veralab. Questo marchio è associato a Cristina Fugazzi, nota come l'Estetista Cinica.

La cena si era tenuta nella Sala Teresiana della biblioteca, con tavole apparecchiate e un allestimento che aveva generato critiche puntuali.

Successivamente, la stessa Cristina Fugazzi, intervenendo nel podcast “Milano Racconta” di MilanoToday, aveva condiviso la sua prospettiva sull'accaduto. In quell'occasione, aveva espresso un certo rammarico per la scelta di aver organizzato l'evento proprio alla Braidense.

Contesto storico e culturale della Biblioteca Braidense

La Biblioteca Braidense, situata nel cuore di Milano, rappresenta uno dei complessi monumentali più significativi della città. Fondata nel 1770 per volontà dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria, è parte integrante dell'Accademia di Belle Arti di Brera.

La sua collezione è vastissima, comprendendo circa 1,3 milioni di volumi, tra cui numerosi manoscritti, incunaboli e edizioni rare. La sua importanza storica e culturale la rende un vero e proprio tesoro nazionale.

La sala principale, la Sala Maria Teresa, è un esempio magnifico di architettura neoclassica, con imponenti scaffalature in legno e un'atmosfera solenne che evoca secoli di studio e sapere.

La gestione di tali spazi richiede un equilibrio delicato tra la conservazione del patrimonio e la necessità di rendere le istituzioni culturali sostenibili economicamente. Le polemiche sull'affitto a privati, sebbene spesso accese, evidenziano la complessità di trovare soluzioni che soddisfino tutte le parti interessate.

La pratica di affittare spazi in musei e biblioteche per eventi privati o commerciali non è nuova. Molte istituzioni, sia in Italia che all'estero, adottano questa strategia per generare entrate aggiuntive, spesso reinvestite nella manutenzione e nell'ampliamento delle collezioni.

Esempi noti includono il Louvre di Parigi, il Metropolitan Museum of Art di New York e la National Gallery di Londra, che occasionalmente ospitano eventi esclusivi o set fotografici a pagamento.

Tuttavia, la percezione pubblica di tali iniziative può variare notevolmente a seconda del contesto specifico, del tipo di evento e della sensibilità verso la sacralità dei luoghi.

Nel caso della Braidense, la natura dell'evento – un allenamento fitness – ha forse toccato una corda più sensibile rispetto ad altre tipologie di eventi, data la sua intrinseca connessione con l'attività fisica piuttosto che con la contemplazione intellettuale o artistica.

Le dichiarazioni del direttore Crespi mirano a rassicurare il pubblico sulla natura non invasiva e di breve durata dell'iniziativa, sottolineando al contempo i benefici economici derivanti da tali concessioni, che possono contribuire a preservare il patrimonio culturale per le generazioni future.

La discussione aperta dall'episodio di Isaac Boots invita a una riflessione più ampia sul ruolo delle istituzioni culturali nella società contemporanea e sulle modalità più appropriate per garantire la loro vitalità economica senza comprometterne l'integrità e la funzione primaria.