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Nuove accuse emergono contro l'agente Carmelo Cinturrino, già in carcere per omicidio. Testimoni riferiscono di estorsioni quotidiane e violenze legate allo spaccio di droga nel bosco di Rogoredo. L'incidente probatorio è stato rinviato.

Accuse di estorsione quotidiana da parte dell'agente

Nuove dichiarazioni mettono in luce presunte attività illecite dell'agente Carmelo Cinturrino. Alcuni testimoni, coinvolti nel giro dello spaccio nel bosco di Rogoredo, hanno riferito di essere stati vittime di estorsioni. Secondo le loro parole, l'agente avrebbe preteso somme di denaro significative. Si parla di circa 4mila euro giornalieri. Questi fondi sarebbero stati raccolti attraverso la vendita di droga. Le testimonianze suggeriscono un controllo capillare del territorio da parte dell'agente. Egli avrebbe gestito direttamente gli affari illeciti.

Le accuse descrivono un quadro inquietante. L'agente non si sarebbe limitato a riscuotere denaro. Pare che esercitasse anche pressioni fisiche. Le testimonianze parlano di episodi di violenza. L'obiettivo era ottenere la cocaina e i proventi delle vendite. L'agente Cinturrino è attualmente detenuto. È accusato dell'omicidio di Abderrahim Mansouri, avvenuto il 26 gennaio. L'uomo è stato colpito alla testa da un proiettile. Le nuove dichiarazioni ampliano il contesto delle indagini.

Presunti episodi di violenza e minacce nel bosco

Le testimonianze raccolte dipingono un quadro di intimidazione. Un pusher ha raccontato un episodio specifico avvenuto circa un mese prima dell'omicidio. L'agente Cinturrino, accompagnato da altri quattro colleghi, sarebbe entrato nel bosco. I poliziotti indossavano abiti scuri e avevano i volti coperti. Durante l'irruzione, l'agente avrebbe esploso un colpo d'arma da fuoco in aria. Questo gesto è stato interpretato come un chiaro segnale di potere. Le sue intenzioni erano evidenti: affermare il suo controllo.

Un altro episodio risale alla notte di Capodanno. Un frequentatore del bosco, soprannominato «farfallina», avrebbe riferito della presenza di «Luca», alias di Cinturrino. Quest'ultimo desiderava parlare con i pusher. Abderrahim Mansouri, noto come «Zack», avrebbe proposto un accordo. L'offerta prevedeva 200 euro e 5 grammi di cocaina al giorno. Inizialmente, l'agente sembrava aver accettato. Tuttavia, la mattina seguente, la situazione è degenerata. «Luca» avrebbe colpito «farfallina» con uno schiaffo. Avrebbe poi dichiarato di essere lui a comandare. La sua richiesta era di ricevere una somma maggiore.

Rinvio dell'incidente probatorio e posizione della difesa

Le audizioni dei sei testimoni chiave sono state posticipate. L'incidente probatorio, previsto davanti al giudice per le indagini preliminari Domenico Santoro, è stato rinviato al 10 aprile. Il rinvio è dovuto a questioni procedurali. Mancavano alcuni documenti essenziali da depositare. Nonostante il rinvio, le dichiarazioni dei testimoni stanno emergendo. Queste testimonianze sono cruciali per cristallizzare le loro dichiarazioni. La difesa dell'agente Cinturrino, rappresentata dagli avvocati Marco Bianucci e Davide Giuseppe Giugno, contesta la credibilità dei testimoni. Sottolineano la loro tossicodipendenza. Hanno richiesto accertamenti psichiatrici su di loro. L'obiettivo è valutare l'effetto delle sostanze stupefacenti sulle loro testimonianze.

Oltre a Cinturrino, sono indagati anche altri sei poliziotti. Questi agenti prestavano servizio presso il Commissariato Mecenate. Sono coinvolti in alcuni episodi specifici. La loro difesa è affidata agli avvocati Domenico Aiello, Antonio Buondonno, Massimo Pellicciotta e Alessandro Mezzanotte. Le indagini proseguono per chiarire la posizione di tutti gli agenti coinvolti. La vicenda solleva interrogativi sulla condotta di alcuni membri delle forze dell'ordine. Le autorità stanno lavorando per accertare la verità dei fatti.

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