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Il Comune di Milano ha approvato un nuovo piano per rendere gli affitti più accessibili. Saranno disponibili bilocali a partire da 375 euro al mese in aree strategiche della città. L'obiettivo è aiutare i lavoratori con redditi medi esclusi dal mercato immobiliare.

Nuovi alloggi a canone ridotto

Palazzo Marino ha dato il via libera a un'iniziativa ambiziosa. Si tratta del Piano straordinario per la Casa accessibile. L'obiettivo principale è intervenire direttamente sul mercato degli affitti. Si punta a ridurre significativamente i costi per i cittadini milanesi.

Le cifre annunciate sono molto interessanti. Un bilocale di circa 50 metri quadri potrà avere un canone mensile di 375 euro. Per appartamenti più grandi, fino a 70 metri quadri, l'affitto massimo sarà di 525 euro. Gli alloggi più spaziosi, da 90 metri quadri, raggiungeranno i 675 euro mensili.

Questi importi rappresentano i tetti massimi consentiti. Gli alloggi saranno realizzati su tre aree di proprietà comunale. Queste zone sono state individuate per la loro strategicità. Si tratta dell'ex Palasharp, San Romanello e Bovisasca. La loro riqualificazione porterà nuova offerta abitativa.

Target: il ceto medio milanese

L'iniziativa risponde a un'esigenza concreta. Molti lavoratori dipendenti a Milano si trovano in una situazione difficile. Hanno un reddito troppo elevato per accedere all'edilizia popolare. Allo stesso tempo, non dispongono delle risorse necessarie per affrontare i costi del libero mercato.

Si stima che questa fascia di popolazione rappresenti tra il 37% e il 38% dei lavoratori dipendenti. Sono cittadini che necessitano di soluzioni abitative sostenibili. Il Comune vuole offrire loro un'opportunità concreta di residenza.

L'assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario casa, Emmanuel Conte, ha spiegato la filosofia del progetto. «Con questi bandi interveniamo direttamente sul tema degli affitti», ha affermato. «Diamo un’opportunità a chi oggi è escluso».

Conte ha sottolineato la necessità di ampliare l'offerta di case accessibili. «Sappiamo che Milano ha bisogno di ampliare l’offerta di case accessibili al ceto medio», ha dichiarato. La decisione di mettere a disposizione aree pubbliche è strategica.

L'amministrazione utilizzerà risorse comunali e strumenti amministrativi. L'obiettivo è affrontare in modo strutturale il tema dell'abitare. Questo problema riguarda una quota sempre più ampia di cittadini. Sono esclusi sia dall'edilizia pubblica sia dal mercato privato.

«Questo è un insieme di interventi concreti, con numeri, tempi e regole chiare», ha concluso l'assessore. L'approccio è pragmatico e mira a risultati tangibili.

Modello di concessione: diritto di superficie

L'operazione immobiliare seguirà un modello amministrativo ben definito. Il Comune di Milano non venderà i terreni. Li concederà in diritto di superficie. Questa concessione avrà una durata di 90 anni.

La selezione degli operatori avverrà tramite gare pubbliche. Gli operatori selezionati avranno degli obblighi precisi. Dovranno gestire gli alloggi a canone calmierato per un periodo minimo di 30 anni. Saranno previste premialità per chi offrirà prezzi ancora più bassi.

Saranno inoltre favorite proposte con vincoli temporali di gestione più estesi. Questo garantirà la stabilità dell'offerta abitativa a lungo termine. La durata della concessione mira a incentivare investimenti duraturi.

Per assicurare la fattibilità economica dell'intero progetto, il Comune ha stanziato risorse significative. Lo sviluppo del piano ha beneficiato del supporto scientifico dell'Università Bocconi. La loro expertise ha contribuito a definire i parametri ottimali.

Le aree individuate per la costruzione coprono una superficie totale di oltre 27mila metri quadri. Queste verranno concesse agli operatori al valore simbolico di 1 euro al metro quadro. Questo incentivo è fondamentale per ridurre i costi iniziali.

Inoltre, l'Amministrazione comunale ha destinato circa 11 milioni di euro dal proprio bilancio. Questi fondi serviranno a coprire i costi delle bonifiche. Saranno inoltre utilizzate per la demolizione dell'ex Palasharp. Questi interventi preliminari sono essenziali.

Regia pubblica per correggere il mercato

L'assessore Conte ha ribadito l'importanza dell'intervento pubblico. «Le traiettorie del mercato vanno corrette attraverso una forte regia pubblica», ha affermato. L'obiettivo è tutelare l'interesse di tutta la comunità milanese.

L'amministrazione mira a offrire risposte concrete. Le soluzioni proposte devono essere numericamente rilevanti. L'impatto sul mercato immobiliare deve essere tangibile. La volontà è quella di creare un precedente positivo.

I bandi di gara non si limiteranno a valutare il prezzo. I criteri di selezione premieranno l'eccellenza dei progetti presentati. Saranno valutate diverse componenti.

Tra i fattori chiave ci saranno la qualità architettonica degli edifici. Verrà considerata anche la sostenibilità ambientale delle costruzioni. La dotazione di servizi per i residenti sarà un altro elemento importante.

Le scelte costruttive avranno un peso significativo. Anche la capacità degli operatori di gestire la manutenzione delle aree a uso pubblico sarà valutata attentamente. La cura degli spazi comuni è fondamentale.

Per evitare i ritardi burocratici, è stata creata una struttura interna dedicata. Questa unità all'interno del Comune avrà il compito di garantire tempi certi per l'avvio dei cantieri. La rapidità di esecuzione è un obiettivo primario.

La pubblicazione ufficiale dei bandi per le tre aree è prevista nelle prossime settimane. Questo segna l'inizio di un programma più ampio. Altre zone della città saranno coinvolte in futuro. L'intenzione è di replicare il modello su larga scala.

L'iniziativa del Comune di Milano rappresenta un passo importante. Mira a contrastare la crisi abitativa. Offre soluzioni concrete per chi lavora in città. L'obiettivo è garantire a più persone possibile il diritto alla casa.