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La fotografia italiana perde uno dei suoi maestri. Mario Carrieri, artista di fama internazionale, è deceduto a Milano all'età di 93 anni. La sua opera ha segnato il secondo Novecento.

Addio al maestro della fotografia italiana

La comunità artistica e la città di Milano si stringono nel dolore per la perdita di **Mario Carrieri**. Il fotografo, figura di spicco del panorama artistico italiano del secondo Novecento, si è spento nella sua abitazione milanese. Aveva 93 anni.

Carrieri lascia un'eredità artistica di inestimabile valore. La sua opera ha saputo cogliere l'essenza di epoche e soggetti diversi. È considerato uno degli ultimi grandi artisti della sua generazione.

La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione. Molti colleghi e ammiratori lo ricordano per il suo talento e la sua visione unica.

Un percorso artistico lungo e variegato

Nato a Milano il 5 novembre 1932, **Mario Carrieri** era figlio del noto poeta e critico d'arte **Raffaele Carrieri**. La sua carriera nel mondo della fotografia iniziò nei primi anni '50. Fu assunto da Mondadori per curare l'archivio fotografico della rivista "Epoca".

Successivamente, si dedicò alla realizzazione di cortometraggi pubblicitari. Alcuni di questi furono trasmessi dalla Rai durante il programma "Carosello". Ottenne importanti riconoscimenti nel 1956 al Festival del Cinema Pubblicitario.

Nel 1957, decise di intraprendere un ambizioso progetto fotografico su Milano. Realizzò 3.500 scatti all'interno della cinta daziaria. Nel 1959, 134 di queste immagini confluirono nel volume "Milano, Italia". L'opera ricevette un'accoglienza critica tiepida, ma fu difesa con vigore dal fotografo **Ugo Mulas**. Questo evento segnò l'inizio di una profonda amicizia tra i due artisti.

Riconoscimenti internazionali e collaborazioni prestigiose

Le fotografie di "Milano, Italia" furono acquisite da importanti musei internazionali. Tra questi figurano il Museum of Modern Art di New York e diverse istituzioni europee.

Tra il 1962 e il 1964, Carrieri realizzò il cortometraggio "I Cinque Dolori". Questo lavoro si ispirava liberamente ai versi del poeta Eugenio Montale. Su suggerimento di **Roberto Sanesi**, progettò un documentario su **Dylan Thomas**, mai realizzato.

Per circa quindici anni, lavorò per la tipografia Amilcare Pizzi. Realizzò immagini in tutto il mondo per una collana UNESCO sul patrimonio artistico. Particolare attenzione dedicò alla scultura antica, dall'Etruria all'Egitto.

Nei primi anni '70, **Mario Carrieri** prese in gestione lo studio milanese di **Ugo Mulas**. Iniziò una lunga collaborazione con architetti di fama mondiale. Tra questi **Aldo Rossi, Renzo Piano, Norman Foster** e **Rem Koolhaas**.

Esplorazioni artistiche e temi ricorrenti

Tra il 1972 e il 1974, trascorse molti fine settimana a Venezia. Nonostante le oltre 17.000 diapositive a colori realizzate, il progetto di un libro su Venezia non si concretizzò come sperato.

Dal 1975 al 1977, si dedicò alla scultura africana. Le sue immagini furono esposte nel 1981 al Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano. Furono pubblicate anche in un'edizione speciale de "La mia Africa" di Karen Blixen.

Dal 1978, **Mario Carrieri** esplorò il tema della natura morta. Negli anni '90, si concentrò sull'interpretazione fotografica della scultura di **Auguste Rodin**. Le sue opere furono presentate in una mostra itinerante.

Per oltre quarant'anni, i fiori furono un soggetto ricorrente nella sua ricerca artistica. Nel 2023, le Gallerie d'Italia di Milano ospitarono la mostra "Amati fiori". L'esposizione esplorava la "tragicità dell'umana esistenza" attraverso immagini di grandi dimensioni.

Informazioni sui funerali

La cerimonia di addio si terrà martedì 14 aprile. Avrà luogo presso la Casa Funeraria San Siro, situata in via Corelli 120 a Milano. L'orario previsto è tra le 14:00 e le 16:30.

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