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Milano saluta Alessandro Grassi, celebre maestro vetraio scomparso a 88 anni. La sua arte ha varcato i confini nazionali, adornando edifici prestigiosi in tutto il mondo. L'eredità artistica prosegue grazie alla famiglia.

Alessandro Grassi: un'arte vetraria che ha conquistato il mondo

La città di Milano piange la scomparsa di Alessandro Grassi, figura di spicco nel panorama dell'alto artigianato italiano. Il maestro vetraio si è spento all'età di 88 anni, lasciando un vuoto incolmabile nel settore. La sua bottega storica, Vetrate Artistiche Grassi, situata in via Mecenate 10 a Milano, è stata per decenni un faro di eccellenza artistica.

Grassi ha collaborato con alcuni dei più influenti architetti e designer del XX secolo. Tra questi spiccano nomi del calibro di Luigi Caccia Dominioni, Oscar Niemeyer, Ettore Sottsass jr., Arnaldo Pomodoro, Salvatore Fiume e Aligi Sassu. Queste collaborazioni hanno dato vita a opere d'arte vetraria di inestimabile valore.

La sua arte non è rimasta confinata entro i confini nazionali. Le creazioni di Alessandro Grassi hanno adornato luoghi prestigiosi in ogni angolo del globo. Questo testimonia la sua capacità di unire la tradizione artigianale con un'estetica moderna e universale. La sua bottega è diventata un punto di riferimento per chi cercava l'eccellenza nella lavorazione del vetro.

Un'eredità che affonda le radici nell'Ottocento

La storia della famiglia Grassi nel mondo del vetro è lunga e affascinante. Le radici di questa tradizione artistica affondano addirittura nell'Ottocento. Il capostipite, anch'egli di nome Alessandro Grassi, nonno del maestro scomparso, si formò in Francia. Lì apprese l'arte del restauro delle vetrate, dedicandosi in particolare ai magnifici vetri della cattedrale di Chartres.

Fu poi il figlio Florindo “Lindo” Grassi a fondare l'impresa moderna a Milano nel 1946. Sotto la sua guida, l'atelier iniziò una proficua collaborazione con la Veneranda Fabbrica del Duomo. Questo legame con uno dei simboli di Milano ha segnato un capitolo importante nella storia dell'azienda.

Alessandro Grassi, il maestro che ci ha lasciati, entrò a far parte della bottega paterna nel 1957. Da quel momento, portò avanti con passione e dedizione l'eredità familiare. Ha saputo innovare e reinterpretare le tecniche tradizionali, proiettando l'arte vetraria in una dimensione contemporanea. La sua figura è diventata sinonimo di qualità e maestria.

Opere iconiche e un futuro nelle mani della famiglia

Le opere di Alessandro Grassi impreziosiscono luoghi di culto e edifici di rilevanza storica e architettonica. Tra le sue creazioni più significative si annoverano interventi nel Duomo di Milano e in quello di Como. La sua arte ha raggiunto anche il Giappone, dove ha realizzato vetrate per ben 20 cattedrali.

L'influenza del suo lavoro si estende anche all'estero, con opere presenti nell'ex Palazzo reale di Lisbona. Inoltre, ha contribuito all'arredo di lussuosi uffici e hotel sparsi per il mondo. Ogni sua creazione è un connubio di tecnica impeccabile e sensibilità artistica.

L'eredità di Alessandro Grassi non si ferma con la sua scomparsa. La sua arte continuerà a vivere e ispirare le nuove generazioni. L'atelier Vetrate Artistiche Grassi prosegue la sua attività sotto la guida della figlia Barbara Grassi e del genero Antonello Floresta. Loro portano avanti la produzione nel laboratorio, che rimane spesso aperto per visite guidate, permettendo al pubblico di ammirare da vicino questo affascinante mestiere.

Un artigiano per missione: il ricordo delle istituzioni

La figura di Alessandro Grassi è stata ricordata con profonda stima e affetto dalle istituzioni milanesi. Marco Accornero, segretario generale dell’Unione Artigiani di Milano, ha sottolineato come Grassi sia stato per quasi 70 anni «la più alta espressione dell’essere artigiano». Ha evidenziato il suo «rigore, talento, discrezione e una straordinaria umanità».

Accornero ha aggiunto che Grassi ha vissuto il suo lavoro «come una missione». Ha trasmesso ai giovani non solo un mestiere, ma anche un'importante eredità morale. Questo sottolinea l'impegno e la passione che hanno contraddistinto la sua lunga carriera. La sua dedizione è stata un esempio per molti.

Anche l'assessora alle Attività produttive, Alessia Cappello, ha espresso il suo cordoglio. Ha affermato che «la sua eredità continuerà a ispirare le giovani generazioni». Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio, ha ricordato la sua «capacità di trasmettere la passione ai giovani». Infine, Antonio Intiglietta, presidente della società che organizza l’Artigiano in Fiera, ha espresso il suo cordoglio, testimoniando l'ampia risonanza del suo operato.