Addio a Stefano Georgiev, clochard milanese noto per la sua generosità nel donare semi di alberi. Si cerca una nuova casa per la sua fedele cagnolina Luisa.
Addio a un visionario ecologista
Milano piange la scomparsa di Stefano Georgiev, conosciuto anche come Stoyan. L'uomo, di origine bulgara e sessantunenne, viveva per strada in corso Venezia. Ogni giorno intraprendeva una missione speciale, accompagnato dalla sua cagnolina Luisa. La sua peculiarità era quella di fermare i passanti, spesso di fretta, per donare loro un seme di Ginkgo biloba. Questo albero millenario, con le sue foglie a forma di ali di farfalla dorate in autunno, rappresentava per lui un simbolo di speranza e rinascita. Stefano spiegava con passione l'importanza degli alberi per la salvaguardia del pianeta. Invitava chi riceveva il seme a piantarlo, consigliando il mese di aprile come periodo ideale.
La sua figura, inizialmente vista con diffidenza, era diventata un punto di riferimento per molti. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto e profonda tristezza nella comunità locale. Molti cittadini, che avevano imparato ad apprezzare la sua gentilezza e la sua visione, ora desiderano che la sua memoria venga preservata. Lo descrivono come un «Don Chisciotte moderno», un «romantico visionario».
Un animo gentile e un messaggio ecologista
Silvia, una lavoratrice della zona, lo ricorda con affetto. «Non si limitava a donare semi», racconta. «Parlava con le persone, le ascoltava, creava legami preziosi in mezzo alla frenesia cittadina». La notizia della sua morte l'ha profondamente colpita. Anche Martino, un avvocato, era solito fermarsi a parlare con Stefano durante la pausa pranzo. «All'inizio mi ha attratto l'allegria di Luisa», ammette Martino. «Poi ho scoperto Stefano: gentile, colto, rispettoso. Era animato da un desiderio sincero di coinvolgere gli altri nella sua piccola, grande missione ecologica».
Stefano era un convinto ambientalista. Ammirava gli studi del professor Stefano Mancuso, noto neuroscienziato e saggista. I brevi momenti trascorsi con lui erano considerati da molti tra i più significativi della giornata. Era visto come un amico, una presenza rassicurante e positiva. Stefano amava profondamente Milano e aveva scelto di dedicare il suo tempo e il suo impegno alla città.
Il triste epilogo e l'appello per Luisa
La notizia della morte di Stefano è giunta tramite una chiamata dall'ospedale. I suoi contatti erano salvati sul suo telefono, e Martino e Silvia sono stati avvisati. Stefano ha avuto un malore improvviso nella notte tra venerdì e sabato. Si trovava nella Galleria De Cristoforis, un luogo dove spesso trascorreva le notti. Era rientrato da poco dalla Bulgaria e non aveva ancora trovato un riparo stabile. Nonostante le difficoltà, manteneva un atteggiamento sorridente e ottimista, rifiutando spesso l'aiuto offerto.
Sulla sua vita a Milano e sul suo passato aleggiano ancora misteri. Si sa che era invalido a causa di un grave incidente avvenuto in passato, che gli aveva causato seri problemi a un piede. Tuttavia, sembrava trascurare la propria salute. Le sue condizioni potrebbero essersi aggravate improvvisamente.
Ora, l'attenzione si sposta sulla sua fedele compagna, Luisa. La cagnolina è stata trasferita presso il canile sanitario. Viene lanciato un appello per trovare una nuova casa che possa accoglierla. L'associazione «Amici di Penelope» si sta già mobilitando per aiutarla.
Domande frequenti
Chi era Stefano Georgiev e cosa faceva a Milano?
Perché si cerca una casa per la cagnolina Luisa?