Cronaca

Milano: 6 morti in 3 mesi sulle strade, un bilancio tragico

22 marzo 2026, 05:30 6 min di lettura
Milano: 6 morti in 3 mesi sulle strade, un bilancio tragico Immagine generata con AI Milano
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Milano conta 6 vittime sulle strade da gennaio 2026, una media di due decessi al mese. L'ultimo incidente ha coinvolto un pedone ottantunenne travolto da un tir martedì.

Tragedia sulle strade di Milano: sei vite spezzate in tre mesi

La sicurezza stradale a Milano è diventata un'emergenza. Da gennaio 2026, ben sei persone hanno perso la vita a causa di incidenti fatali. Questo dato si traduce in una media allarmante di due decessi ogni mese. Le statistiche dipingono un quadro desolante, con un numero crescente di croci che si aggiungono a una ipotetica Spoon River cittadina. Le autorità locali stanno intensificando gli sforzi per comprendere le cause di questa escalation di violenza sulle arterie urbane.

Le ultime vittime, Mithum Sandeepa Perera Kuranage e Elisa Dranca, rispettivamente di 23 e 20 anni, hanno perso la vita poco prima dell'alba di ieri. Il loro tragico destino si è compiuto in un violento impatto con un taxi. L'incidente è avvenuto all'incrocio tra viale Mugello, viale Campania e corso XXII Marzo. La dinamica dello scontro è stata brutale, con un volo seguito da un atterraggio sull'asfalto che non ha lasciato scampo ai due giovani.

Questo doppio incidente mortale arriva a soli quattro giorni da un'altra tragedia che ha scosso la città. Martedì scorso, in piazza Ovidio, a poco più di due chilometri di distanza dal luogo del recente scontro, un pedone è stato investito da un tir. L'impatto è stato fatale, spegnendo la vita di Ghelimi Layachi, un ottantunenne di origine marocchina. La comunità locale è profondamente turbata da questi eventi che si susseguono con una frequenza preoccupante.

Dinamiche degli incidenti: semafori rossi e distrazioni fatali

Le indagini sulle circostanze che hanno portato alla morte di Ghelimi Layachi sono ancora in corso, ma le prime ricostruzioni offrono un quadro inquietante. Il camion, secondo le informazioni preliminari, avrebbe attraversato l'incrocio di piazza Ovidio con il semaforo verde alle ore 14:20. L'autista, diretto verso via Mecenate, si è trovato improvvisamente di fronte l'anziano pedone. Quest'ultimo stava attraversando la strada a circa sette metri di distanza dalle strisce pedonali. Nonostante i tentativi di frenata, il conducente del mezzo pesante non è riuscito a evitare l'impatto.

Il pensionato, residente in via Porpora, indossava anche un paio di auricolari, potenzialmente utilizzati per compensare una ridotta capacità uditiva. Questo dettaglio potrebbe aver contribuito alla sua mancata percezione del pericolo imminente. L'impatto è stato devastante, con l'uomo che è finito schiacciato sotto le ruote del tir. I sanitari del servizio di emergenza Areu, giunti prontamente sul posto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Le operazioni dei vigili del fuoco sono state necessarie per estrarre il corpo dalle ruote del veicolo.

I residenti della zona hanno fornito dettagli sulla routine della vittima. Hanno raccontato che Ghelimi Layachi era una figura conosciuta, spesso seduta sulle panchine vicino all'area cani, dove chiedeva offerte ai passanti. La sua scomparsa lascia un vuoto nella comunità locale, che ora si interroga sulle misure di sicurezza necessarie per prevenire simili tragedie in futuro. La vicinanza dell'area cani e la possibile distrazione del pedone sollevano interrogativi sulla gestione degli spazi pubblici e sulla consapevolezza dei rischi.

Un elenco di vittime che cresce: dal bodyguard al bersagliere

L'anno 2026 si è aperto con una nota tragica per le strade milanesi. A inaugurare la triste serie di incidenti mortali è stato Simone Bonino, un bodyguard noto per aver prestato servizio a celebrità. Bonino, 45 anni, ha perso la vita il 24 gennaio in corso Sempione. La sua Bmw si è scontrata con un mezzo Amsa, un veicolo di servizio della municipalizzata. Le prime ricostruzioni suggeriscono che il mezzo Amsa non avrebbe rispettato la precedenza, innescando la collisione fatale. La sua morte ha destato scalpore, data la sua professione e la giovane età.

Appena due giorni dopo, un'altra vita è stata spezzata. Il 26 gennaio, il generale di brigata in pensione Filippo Triggiani, 79 anni, un ex bersagliere, è deceduto in via Ovada. Le circostanze della sua morte sono ancora al vaglio, ma si ipotizza che l'anziano militare possa aver accusato un malore mentre era alla guida del suo veicolo. Questo scenario, se confermato, aggiungerebbe un ulteriore elemento di complessità alla sicurezza stradale, evidenziando i rischi legati all'età avanzata dei conducenti e alle condizioni mediche.

Poco più di un mese fa, precisamente il 16 febbraio, un altro incidente ha scosso il quartiere Rubattino. Andrea Curti, un milanese di 52 anni, era in sella al suo scooter quando è entrato in collisione con una minicar elettrica Twizy. Alla guida della piccola vettura c'era un diciottenne. L'impatto è avvenuto in via Caduti di Marcinelle. Andrea Curti è stato trasportato d'urgenza all'ospedale Niguarda in condizioni critiche. Nonostante gli sforzi dei medici, non è sopravvissuto alle gravi ferite riportate. Questo incidente solleva interrogativi sulla convivenza tra veicoli di diverse dimensioni e potenze, nonché sull'esperienza dei conducenti più giovani.

Approfondimenti e contesti: incidenti, Ncc e sicurezza

La scia di sangue sulle strade milanesi non è un fenomeno isolato, ma si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per la sicurezza urbana. Articoli correlati evidenziano altre criticità emerse recentemente. Uno di questi riporta di una vera e propria «guerriglia» sulle strade di Milano tra Taxi e Ncc (Noleggio con conducente). Questi scontri, talvolta sfociati in aggressioni fisiche, hanno portato diverse persone in ospedale, con accuse di avere le «mani piene di sangue». La competizione tra queste categorie di trasporto pubblico è un fattore di tensione.

Un altro articolo mette in luce la piaga dei «pirati della strada». In soli 30 giorni, sono stati segnalati quattro casi di automobilisti che si sono dati alla fuga dopo aver investito qualcuno. Tra le vittime, una donna in monopattino travolta su una ciclabile, con le autorità ancora alla caccia del camionista pirata. Questo comportamento irresponsabile aggrava ulteriormente la gravità degli incidenti e rende più difficile l'accertamento delle responsabilità.

Infine, un episodio che evidenzia la fragilità delle infrastrutture stradali: un massello di pavé sollevato in via Spadari ha causato il decollo di un taxi, un evento che ha dell'incredibile ma che sottolinea la necessità di una manutenzione costante delle strade. Questi diversi episodi, pur con dinamiche differenti, contribuiscono a creare un clima di insicurezza generale e alimentano il dibattito sulla necessità di interventi più incisivi per garantire la sicurezza di tutti gli utenti della strada a Milano.

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