L'arcivescovo Mario Delpini ha riunito 45mila giovani e le loro famiglie allo stadio San Siro di Milano per un incontro dedicato alla Cresima. Il messaggio centrale è stato che la vera gioia non si può comprare, ma si testimonia con l'esempio.
Un evento di fede e comunità a San Siro
Lo stadio San Siro a Milano si è trasformato in un luogo di celebrazione religiosa. Circa 45mila giovani, accompagnati da genitori, padrini e madrine, hanno partecipato a un raduno speciale. La maggior parte dei ragazzi era in quinta elementare. L'evento, giunto alla sua 43esima edizione, vede l'arcivescovo di Milano incontrare i cresimandi della diocesi. Questo appuntamento annuale ha visto la partecipazione di quattro arcivescovi succedutisi dal 1983. Anche due Pontefici hanno preso parte in passato: Papa Benedetto XVI nel 2012 e Papa Francesco nel 2017, entrambi allo stadio Meazza.
Al centro dell'attenzione, oltre 800 adolescenti hanno animato la giornata con coreografie e canti. L'arcivescovo Mario Delpini ha spiegato il significato dell'incontro, paragonandolo alla preparazione di una tavola. «Preparare la tavola dove ci si possa sedere insieme, fare festa, conoscersi, condividere il bene che il Signore ci dà fino a condividere l’Eucaristia», ha dichiarato. La Cresima, ha aggiunto, è un modo per affermare la fede e l'impegno a creare momenti di condivisione e amicizia.
Il messaggio sulla gioia vera
La riflessione è partita da una domanda posta da un genitore: come aiutare i figli a trovare la gioia e la fiducia, senza sostituirsi a loro? L'arcivescovo Delpini ha condiviso un aneddoto significativo. Ha raccontato di aver cercato di acquistare la gioia da un mercante, ma senza successo. La gioia, ha compreso, non è un prodotto commerciabile. Successivamente, si è rivolto a un esperto di scienze, che gli ha proposto solo teoria, non la gioia stessa.
La svolta è arrivata incontrando un santo. Quest'ultimo gli ha rivelato che la gioia non si può donare, ma solo irradiare. La fede, allo stesso modo, non si può dare, ma solo testimoniare. Questo ha portato l'arcivescovo a concludere che la risposta non è nelle parole, ma nell'esempio. «Siate lieti, siate sempre lieti nel Signore», ha esortato i genitori presenti. Ha sottolineato che i figli ascoltano più l'esempio che le prediche. Se i genitori si lamentano continuamente, i figli faranno fatica a sperare nella gioia. La sua raccomandazione finale è stata: «Siate pieni di gioia e la gioia riempirà la vostra casa».
L'arcivescovo ha poi narrato la storia dell'«albero sciocco» per insegnare l'importanza di «dimorare» e «servire». Stare con Gesù e mettersi a disposizione degli altri, sia in chiesa, a scuola o a tavola, sono i pilastri per una vita piena. Di fronte alla domanda su come mantenere l'entusiasmo e la passione, Delpini ha suggerito di insegnare a pregare. Ha paragonato la situazione a una pianticella che non va affogata con troppe parole o iniziative, ma esposta alla luce del sole.
Solidarietà sportiva per il Perù
Al termine della cerimonia, è stata lanciata un'iniziativa di solidarietà. La raccolta fondi di quest'anno è dedicata al sostegno di progetti sportivi nella diocesi di Pucallpa, in Perù. L'associazione «Csi per il mondo» curerà la distribuzione dei fondi raccolti. L'obiettivo è promuovere lo sport, visto come fonte di gioia e festa, in paesi dove la pratica sportiva necessita di un sostegno concreto. Questo progetto mira a offrire alle giovani generazioni un'occasione di resilienza e rinascita attraverso lo sport.
L'evento a San Siro, oltre a essere un momento di riflessione spirituale, si è confermato un importante appuntamento di comunità e solidarietà. La presenza di migliaia di giovani e famiglie testimonia la vitalità della fede nella diocesi ambrosiana. L'arcivescovo Delpini ha saputo trasmettere un messaggio potente, focalizzato sull'autenticità della gioia e sull'importanza dell'esempio genitoriale. La scelta di sostenere progetti sportivi in Perù amplia la portata dell'evento, connettendo Milano con realtà lontane attraverso la condivisione di valori universali.
La cornice dello stadio San Siro, solitamente teatro di competizioni sportive, ha ospitato per un giorno un evento che ha unito migliaia di persone in un'atmosfera di festa e spiritualità. La preparazione dell'incontro ha coinvolto numerose parrocchie e oratori della diocesi, dimostrando un grande sforzo organizzativo. I giovani cresimandi hanno avuto l'opportunità di vivere un'esperienza indimenticabile, rafforzando il loro legame con la fede e la comunità ecclesiale. L'arcivescovo ha saputo parlare ai ragazzi con un linguaggio diretto e comprensibile, utilizzando metafore efficaci per trasmettere concetti complessi.
La riflessione sulla gioia come qualcosa che non si compra, ma si irradia, è un tema centrale nel messaggio cristiano. Delpini ha evidenziato come la felicità duratura non derivi dai beni materiali o dai successi effimeri, ma da una profonda connessione spirituale e da relazioni autentiche. L'esempio dei genitori è stato posto come fattore cruciale nell'educazione dei figli. La loro capacità di vivere con gioia e speranza, anche di fronte alle difficoltà, è contagiosa e offre un modello positivo per le nuove generazioni. La testimonianza di fede, più che le parole, è ciò che realmente segna e ispira.
L'iniziativa di solidarietà legata allo sport sottolinea ulteriormente l'impegno della diocesi nel promuovere valori positivi e nel sostenere chi è meno fortunato. Lo sport, infatti, è uno strumento potente per l'integrazione sociale, per l'apprendimento di valori come il rispetto, la disciplina e il lavoro di squadra. Portare queste opportunità in contesti svantaggiati, come quello di Pucallpa, significa investire nel futuro dei giovani e contribuire a costruire società più giuste ed eque. L'evento di San Siro si è così configurato come un esempio virtuoso di come la fede possa tradursi in azioni concrete di carità e impegno sociale, con un respiro che va ben oltre i confini della diocesi milanese.